Dimmi cosa ti fa male e ti dirò cosa hai bisogno di perdonare

Sappiamo bene che la convivenza tra le persone è spesso piena di divergenze e di ferite emotive che ci provochiamo tra di noi; a volte, lo facciamo senza volerlo, mentre in altre occasioni sono le reazioni che abbiamo di fronte a quello che ci era sembrato un attacco. L’unica cura che esiste per guarire le nostre ferite si chiama “Perdono”, però non si trova in farmacia. Per riuscire a perdonare dobbiamo decidere di perdonare. Si tratta di un processo, una decisione, una scelta che libererà le nostre energie.

Per poter vivere a pieno le nostre vite, la prima cosa che dobbiamo fare è quella di imparare ad ascoltare ciò che dice il nostro corpo. Sono molte le discipline e le filosofie che sostengono che la maggior parte delle persone soffre perché accumula risentimento, rabbia, collera, odio, perché vive aggrappata al passato e all’idea di ciò che è stato, perché è piena di ira e di tristezza, perché vive per compiacere gli altri o per stare alle regole di modelli prestabiliti, perché non si accetta, perché manca di amor proprio, perché è piena di sentimenti di colpa, di frustrazione e di tutte quelle emozioni che nascono da pensieri che non si riescono a controllare. Fino a quando non arriva il momento in cui il corpo sente il bisogno di far uscire tutte queste emozioni e lo fa attraverso diversi tipi di disturbi o malattie. Non è altro che il nostro corpo che ci sta parlando.

Noi tutti creiamo le nostre esperienze attraverso i nostri pensieri e le nostre decisioni e, in base a questi, proviamo dei sentimenti che ci portano ad agire in un determinato modo, dal quale deriva il nostro risultato. Solo che, a volte, capita che neghiamo a noi stessi di avere tutto questo potere e incolpiamo gli altri delle nostre frustrazioni. La nostra vita non è altro che il riflesso del nostro stato mentale; se nella nostra mente sono presenti pace, armonia ed equilibrio, le nostre vite non possono che essere armoniose, pacifiche ed equilibrate. Mentre se i nostri pensieri sono negativi, possiamo già immaginare cosa accade.

Il nostro corpo è saggio e parla con noi, per questo è importante imparare ad ascoltare ciò che ci vuole dire, di modo da poter capire quale sia la situazione che ci provoca questo malessere, risolverla e vivere senza farci troppo male. Molte volte il corpo grida quello che la bocca tace e, spesso, il tutto si evolve in cose poco piacevoli.

In base alla parte del corpo in cui si presenta il sintomo, esiste una spiegazione emotiva per lo stesso. Per esempio, molte volte, un raffreddore rappresenta delle lacrime non sfogate o represse, le quali stanno cercando di uscire; mentre se fa male la gola, probabilmente, è perché ci sono delle cose che avremmo voluto dire ma che sono rimaste in sospeso e non siamo in grado di comunicare ciò che ci affligge.

Il collo rappresenta la nostra flessibilità come persone; il dolore alle caviglie, le resistenze che abbiamo nei confronti della vita. I problemi di stomaco parlano di convivenza e dell’abilità di digerire le situazioni. Un’altra parte del corpo sulla quale ricadono molte delle nostre emozioni è la schiena. I fastidi alla parte bassa della schiena potrebbero riflettere preoccupazioni economiche o una sensazione di mancanza di appoggio, la parte alta della shiena, invece, dice che ci stiamo sovraccaricando di problemi che non ci appartengono.

I problemi relativi ai muscoli, probabilmente, hanno un legame con quello che gli altri si apettano da noi o con quello che noi crediamo che gli altri si aspettino da noi. Mentre i dolori ai polpacci riflettono quello che ci aspettiamo da noi stessi.

Le ginocchia hanno a che vedere con le aspettative sia interiori che esteriori e si dice anche che sia complice il troppo orgoglio. Le caviglie hanno a che fare con il modo in cui colleghiamo le nostre aspettative con la realtà, mentre i piedi sono legati a sentimenti di supporto, appoggio, equilibrio. Se ci fa male la fronte dipende dal modo in cui affrontiamo il mondo. I problemi al cuore sono legati alle emozioni di base, agli affetti primari. Dipendentemente dal modo in cui assimiliamo il mondo, potremo soffrire di problemi a denti e gengive. Il mal di testa si fa sentire quando i dubbi aumentano, le unghie si spezzano quando le nostre difese sono minacciate e la pressione arteriosa aumenta quando ci sentiamo imprigionati dalla paura.

Anche il lato del corpo in cui si prova sofferenza è un fattore importante da determinare

Il lato sinistro è la parte ricettiva, materna e femminile dell’essere. Il sinistro è il lato maschile, quello che dà l’impulso orientato all’esterno, orientato al mondo. Identificare il lato del corpo è importante perché potrebbe indicare un rifiuto dentro noi stessi nei confronti degli aspetti maschili o femminili che ci riguardano, è necessario per auto-perdonarci, per identificare la causa scatenante e per curarci.

Nel lato sinistro del corpo si riflettono le relazioni familiari significative: padre, madre, fratelli, figli. Mentre nel lato destro si identificano quelle sociali: partner, amici, colleghi, vicini. Questo significa che dipendentemente dalla parte del corpo in cui si presentano i sintomi, c’è la necessità di rivedere un legame familiare o sociale.

Esiste un modello di relazione tra emozioni e sintomi fisici sviluppato dall’ipnoterapeuta John Kappas, il quale può anche darci un’idea di quello che potrebbe accadere sul piano emotivo quando sviluppiamo determinati sintomi in specifiche aree del corpo.

Per esempio, lo specialista menziona un disturbo particolare che coinvolge il corpo dal plesso solare in su, il petto, la testa e la nuca ed è legato all’incapacità di prendere una decisione a causa di un precedente condizionamento, o che riguarda le azioni di un’altra persona. La caratteristica più comune è il mal di testa e si scatena a causa della frustrazione generata dall’indecisione. Altri sintomi potrebbero essere il rilassamento dei dotti lacrimali, la congestione dei seni nasali, la contrazione della gola, la pressione sul petto, la tensione dei muscoli delle mascelle o digrignare i denti.

Ognuna di queste reazioni fisiche può essere associata ad una causa emotiva o mentale. Pertanto, secondo questa teoria, la pressione all’interno della testa rappresenta l’incapacità di prendere decisioni; gli occhi che lacrimano e la congestione nasale simboleggiano il rifiuto di vedere chiaramente la situazione che scatena le nostre indecisioni; la contrazione della gola, la tensione tensione dei muscoli delle mascelle o digrignare i denti è il risultato del rifiuto di parlare di questo specifico argomento. L’indecisione può trasformarsi in frustrazione e questa in malinconia, poi in depressione e infine in inerzia. L’indecisione cronica può essere classificata come uno dei maggiori problemi della nostra attuale società che richiede a tutti noi di muoverci sempre più rapidamente.

Quando le zone colpite sono le spalle e la parte superiore della schiena e della colonna vertebrale, viene coinvolta la sfera delle responsabilità. Questo succede quando a livello psicologico ci sentiamo sommersi da eccessive responsabilità, o quando abbiamo paura dell’onere di queste responsabilità, o quando non le accettiamo.

Se le zone del corpo colpite interessano l’inguine, lo stomaco e la parte bassa della schiena, probabilemente è dovuto a sensi di colpa o frustrazione sessuale, la quale si può presentare con sentimenti di colpa relativi alla religione, all’infedeltà o alla promiscuità, al timore di aggressività, o di incapacità. I sintomi potrebbero essere crampi allo stomaco, stitichezza, bruciore di stomaco, dolori mestruali eccessivi, cicli mestruali troppo abbondanti o assenti, problemi ai reni, ecc.

Infine, se l’area del corpo interessata sono le braccia, le mani e le dita, il problema protrebbe derivare da una necessità di esprimersi, con la corrispondente negazione di questo bisogno, o dall’incapacità di raggiungere ciò che si desidera per mancanza di autostima, o da un importante senso di rifiuto per il desiderio di voler raggiungere obiettivi irraggiungibili.

Il secondo principio è quello della verticalità, a seconda della zona del corpo si riflettono diversi aspetti.

Nella testa vediamo l’astratto, le idee, l’immaginario. In questa parte del corpo abbiamo la nostra identità, il nostro ego, la nostra immagine. I sintomi tra il collo e la vita possono essere legati alla vitalità e agli affetti. “Qui ci sono gli organi di cui abbiamo bisogno per rimanere vivi, come il cuore e i polmoni”. Tra la vita e il ventre (la parte inferiore del tratto digestivo), si manifesta tutto ciò che ha a che fare con gli scarti, con quello che non ci serve o che non è nutriente, tutto ciò che deve rimanere per poco tempo nel corpo. Le gambe sono legate al supporto, al contatto con la realtà e alle cose concrete. Mentre le braccia ci permettono di proiettarci al futuro, senza però turbare il nostro equilibrio.

Secondo gli specialisti di bioenergetica, la filosofia che studia i processi vitali da un punto di vista energetico, è necessario ricostruire la storia di vita del paziente e controllare ogni aspetto, poi, da quest’osservazione, sarà possibile rilevare il blocco energetico della persona.

In caso di malesseri e dolori è sempre bene consultare il nostro medico che potrà darci un consiglio adeguato.

Molte volte il corpo grida ciò che la bocca tace.

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