5 traumi infantili che possono influire per sempre sulla nostra vita

Secondo la psicoanalisi, le maschere che usiamo per nasconderci, o per lo meno che usiamo per nascondere una parte del nostro carattere, sono uno strumento di difesa messo in atto da chi ha subito traumi infantili.

A provocare tutto questo è il dolore che certe persone provano di fronte a determinate azioni che hanno subito in passato; spesso può accadere che neanche ci rendiamo conto che alcuni nostri gesti sono già in parte dettati da cose accadute precedentemente; alcuni, addirittura, rimangono talmente colpiti da determinate circostanze che non riescono ad avere una qualità della vita apprezzabile.

Osservando il corpo, il pensiero, il linguaggio e le relazioni affettive, la psicoanalisi ha distinto 5 tipologie di maschere (ovvero gli strumenti di difesa) messe in atto per far fronte a determinati eventi dolorosi: quella da masochista, quella del controllo, la maschera del rigido, la maschera da fuggitivo e quella da dipendente.

Le 5 maschere viste più da vicino

1) La maschera del masochista la si può vedere nelle persone che hanno avuto a che fare con genitori oppressivi, tale maschera cerca di soffocare le umiliazioni subite in ambito familiare. Chi porta questa maschera tende ad avere vergogna di sé e cerca di controllare gli eventi futuri per non imbattersi in situazioni considerate dal soggetto come vergognose ed imbarazzanti. L’ipersensibilità e l’empatia sono tratti tipici del carattere.

2) La maschera del controllo viene “indossata” dalle persone  che hanno vissuto un tradimento, una violazione della fiducia o un venir meno alle proprie aspettative. Queste persone sentono molto il peso della responsabilità e tendono spesso a mentire e a non rispettare gli impegni presi. Le persone che rientrano in questa categoria sono, molto spesso, intolleranti, impazienti e scettiche, inoltre le possiamo vedere manifestare un certo grado di arroganza quando cercano di convincere gli altri che le proprie idee sono sempre giuste (negando la veridicità del resto).

3) Chi sente di essere stato vittima di un’ingiustizia tende ad assumere la maschera del rigido. È una persona che fin dall’infanzia ha sentito molto il peso di dover raggiungere prestazioni elevate, tendenti alla perfezione. Ha maturato un carattere perfezionista e quasi ossessivo nel cercare di raggiungere determinati risultati. Le persone che rientrano in questa categoria si distinguono inoltre per la loro vivacità e dinamicità, essi non sono arroganti come quelli che indossano la maschera del controllo, ciononostante, difficilmente riescono ad ammettere di avere seri problemi. Hanno notevoli difficoltà nel manifestare i propri sentimenti.

4) La ferita del rifiuto spinge le persone ad indossare la maschera del fuggitivo: i soggetti che rientrano in questa categoria cercano di allontanarsi il più possibile dalle persone dalle quali si sentono rifiutati. Il fuggitivo è un solitario, si sente incompreso e cerca in tutti i modi di passare inosservato, egli continuerà a legarsi poco agli altri per paura di essere rifiutato anche in futuro.

5) Chi ha vissuto un’esperienza di abbandono reagisce adottando la maschera da dipendente. Le persone in questione hanno bisogno di attenzioni e le cercano in tutti i modi, anche se tutto questo vorrebbe dire manifestare il proprio malessere mediante pianti e lagne; si potrebbe paragonare tutto questo come ad un bambino quando si sente abbandonato dalle persone che ama, il tempo passa ma le ferite emotive ed interiori rimangono.

Si tratta di traumi che per un bambino non sono facili da superare e che si ripercuotono sull’intera vita.

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