A 21 anni scopre di essere ammalato e la sua vita cambia completamente, ma la solidarietà che trova su Facebook gli ridà speranza

Questa storia ha come protagonista Alessio Scorrano, un ragazzo di 26 anni. La sua vita, purtroppo, è stata dettata da una serie di sfortunati eventi, ma andiamo con ordine. Prima dei 21 anni Alessio Scorrano era un ragazzo come tutti gli altri e viveva una vita tranquilla tra sport e studio; fino a quando nel 2013 non ha cominciato a notare dei sintomi che gli sono apparsi del tutto strani ed inspiegabili: mentre stava correndo ha avvertito un forte dolore toracico seguito ed un affanno alquanto insolito; il ragazzo si è recato subito all’ospedale ma, purtroppo, non è riuscito ad ottenere una risposta riguardante l’episodio che lo ha visto vittima.

A causa del perdurare di questi sintomi, Alessio ha condotto altri 3 anni in un clima di sconforto ed incertezza poiché non riusciva più a fare le solite cose (e non riusciva a capire di cosa fosse affetto); naturalmente tutto questo ha influito anche sull’umore portandolo in una situazione alquanto fastidiosa.

Purtroppo le condizioni di Alessio si sono aggravate quando nel Luglio del 2016, durante un test cardiopolmonare, uno pneumologo ha notato qualcosa di strano e, per questo, ha mandato il giovane a fare una visita aritmologica. Successivamente, i medici hanno notato che durante lo sforzo c’erano delle variazioni piuttosto alte nei valori dell’elettrocardiogramma ed hanno deciso all’istante di ricoverarlo per effettuare degli esami più approfonditi.

A seguito dell’ennesima Tac, Alessio apprende il motivo di tutta l’escalation di sofferenza e impedimenti fisici: purtroppo si è scoperto affetto dal ponte miocardico, una malformazione che consiste nell’avere una coronaria che anziché passare sulla superficie del cuore ci passa all’interno.

Una volta scoperta la causa delle sue sofferenze, Alessio Scorrano viene messo sotto terapia farmacologica per vedere la risposta del suo corpo. Passano i giorni, ma invece di stare meglio continua addirittura a peggiorare e riscontra altri impedimenti fisici come il non riuscire più ad alzarsi dal letto.

Alessio è un guerriero e decide di conoscere meglio la propria malattia. A seguito di diverse ricerche si imbatte in un articolo di una dottoressa americana dove si spiega che esiste una cura per la sua problematica, un intervento chirurgico innovativo e risolutivo. Purtroppo però, non potendo sostenere l’elevato costo dell’operazione d’oltreoceano, Alessio decide di rimanere in Italia per vedere l’evolversi della situazione.

Dopo un po’ di tempo le sue condizioni si aggravano ed i medici dicono che il suo ponte miocardico potrebbe causargli un’ischemia e perciò è necessario un intervento a cuore aperto; Alessio nonostante i rischi accetta, gli viene detto che si tratta di un’operazione rischiosa e che il suo è il 3° caso in 25 anni che viene trattato da questo ospedale. L’intervento riesce bene, ciononostante, i dolori fisici non diminuiscono affatto. I medici dell’ospedale effettuano un’altra coronarografia dalla quale riscontrano che il ponte miocardico (a detta loro) è ormai scomparso, ma notano la presenza di una stenosi fissa severa (la quale non era stata vista durante l’intervento) e per questo lo sottopongono ad un’angioplastica ed applicano uno stent. Tuttavia i dolori non cessano e le cose vanno peggio di prima.

Quello che getta ombra su tutto il percorso è il fatto che nel successivo ospedale dove Alessio decide di farsi visitare, si scopre che il ponte miocardico non è affatto scomparso, di fatto non è più come prima ma scoprono la presenza di spasmi coronarici, ma anche in questo caso la sua condizione è rara e per questo viene trattato solamente con terapie farmacologiche.

Alessio è stremato da tutta questa vicenda ed in uno stato di salute addirittura peggiore di prima dell’intervento, decide di inviare copia delle coronarografie a Stanford dove gli viene confermata la presenza del ponte miocardico, inoltre gli viene detto che la curvatura per la quale è stata fatta l’angioplastica prima dell’operazione non esisteva e che non si spiegano come sia potuto accadere.

Ormai l’unica alternativa è il viaggio a Stanford, in California, dove si potrebbe sottoporre alla tanto attesa operazione che potrebbe ridargli la sua vecchia e salutare vita. C’è un problema però: il costo dell’intervento ammonta a circa 300 mila euro ed Alessio non è in grado di sostenere questa spesa. A tal proposito, ha deciso di far conoscere a tutti la propria storia nella speranza che il popolo della rete possa aiutarlo attraverso le donazioni.

Per trovare i contributi necessari per l’intervento, Alessio ha deciso di appoggiarsi alla nuova funzionalità presente sulla piattaforma di Facebook. Si tratta della sezione “Raccolte fondi“, qui gli utenti hanno la possibilità di creare la propria raccolta fondi in pochi semplici passi, di modo da far conoscere la propria causa a più persone possibili. Ma la cosa più importante è che tutti possono contribuire a dare una mano a chi ne ha bisogno. Si possono trovare le storie di tantissime persone suddivise per categorie.

La campagna di Alessio si chiama “Help me to recover a normal life” ed in 12 giorni sono stati raccolti circa 13 mila euro da parte di 666 persone; la strada è ancora lunga ma siamo fiduciosi che il tutto possa andare per il meglio. Alessio è rimasto piacevolmente sorpreso dalla solidarietà dimostrata dai tantissimi utenti di Facebook che, oltre a sostenere la sua causa con un aiuto economico, lo stanno incoraggiando con vicinanza e parole di conforto.

Facebook / Help me to recover a normal life

Per poter donare per la causa di Alessio in completa sicurezza tramite la piattaforma di Facebook e per vedere lo stato delle donazioni clicca qui

Forza Alessio! #forzaAlessio

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