“Urlava di dolore e le infermiere la deridevano”. Violenza ostetrica, un danno irreparabile alle madri

“Sopporta! Il tuo turno è più tardi, non possiamo sprecare ogni volta un paio di guanti per controllarti”, queste erano le parole delle infermiere che stavano assistendo Laura Cáceres durante il travaglio, ora la sua piccolina è in coma ed è attaccata ad un respiratore artificiale a causa di un parto traumatico ed umiliante.

Laura Cáceres aveva il parto programmato per il giorno 3 novembre alle 8 di mattina, tuttavia, le contrazioni arrivarono con alcune ore di anticipo ed ogni istante che passava diventavano sempre più insopportabili. Così, decise di recarsi al più presto all’Hospital de Morón nella città di Buenos Aires in Argentina, ma questa non fu la sua migliore decisione, in quanto le ostetriche la ignorarono completamente, dicendo che era ancora troppo presto e che il suo intervento era già stato programmato. Laura cercò di spiegare loro che al suo bimbo era stata diagnosticata la tachicardia e temeva per la sua vita, ma alle infermiere non importava affatto.

Le infermiere le dissero che la tachicardia non era assolutamente una condizione rischiosa e per questo avrebbe dovuto aspettare il proprio turno. Laura provava moltissimo dolore e mentre aspettava piangeva e gridava, ma tutto questo trambusto fece arrabbiare le infermiere che nel frattempo stavano giocando con il telefonino e le gridarono di stare zitta perché stava rompendo loro i timpani.

Tiempo Argentina

“Io le supplicavo di aiutarmi perché non ne potevo più dal dolore. Loro mi rispondevano solamente che dovevo aspettare il mio turno e che non avrebbero potuto sprecare ogni volta dei nuovi guanti per controllarmi. Non mi vedevano nemmeno, giocavano con il cellulare ed allo stesso tempo mi gridavano di rimanere in silenzio. Anche se mi avrebbero dovuto controllare ogni 10 minuti, non l’hanno mai fatto, dopodiché hanno cacciato mio marito dicendo che se fosse rimasto il medico non sarebbe mai entrato in sala parto”, racconta Laura durante un’intervista al giornale Tiempo Argentina.

Tutto questo incubo è durato per ben 14 ore, poi, finalmente, è arrivato il medico che l’ha fatta spingere immediatamente, ma Laura non aveva più le forze e la piccola è rimasta bloccata. A quel punto le infermiere ed il medico hanno iniziato a fare ogni tipo di manovra per estrarre la piccola e ci sono riusciti solamente dopo averle rotto la spalla destra e dopo aver mosso la sua testa per più volte da ogni lato. A quel punto la bimba era asfissiata e dovettero rianimarla ed intubarla.

Da quel giorno, la piccola Alma è in coma ed è attaccata ad un respiratore artificiale per poter sopravvivere; la tachicardia, combinata con il ritardo nelle cure fornite alla sua mamma sono state fatali per la bambina e le hanno causato un danno grave ed irreversibile al cervello.

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Le donne incinta finiscono per fare parte di un gruppo altamente vulnerabile, soprattutto quando è il momento di partorire e sono costrette a subire diversi tipi di umiliazioni.

Disgraziatamente, la violenza ostetrica è una realtà radicata a livello mondiale, ma di fatto non è un concetto di cui si parla molto. Questo tipo di violenza include: taglio cesareo forzato, negazione all’uso di farmaci, assenza di visite mediche, maltrattamenti fisici e rottura artificiale delle membrane.

Il 4 aprile la piccola Alma ha compiuto 5 mesi e si trova ancora all’interno dello stesso ospedale. Laura sta cercando in tutti i modi possibili di ottenere un respiratore, di modo che la piccola possa ricevere tutto l’amore e l’affetto della propria famiglia all’interno della propria casa. Per questo motivo è stata creata la pagina Facebook Luchamos por la Internación Domiciliaria De Alma.

Speriamo che la piccola Alma possa stare meglio.

Forza piccola guerriera!

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Nessuna donna merita di essere trattata in questo modo, soprattutto durante un momento che dovrebbe essere stupendo e memorabile, ma la cosa peggiore di tutte è sicuramente il fatto di nuocere alla salute del piccolo appena arrivato.

Cosa pensi di quello che è accaduto a Laura? Lasciaci la tua opinione nei commenti e non dimenticare di condividere questa storia con i tuoi amici.

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