17 segnali che un neonato usa per comunicare quando ancora non sa parlare

Quando un bambino è molto piccolo, i genitori hanno sempre un sacco di timori che riguardano il suo stato di salute e si domandano cosa voglia veramente e cosa lo infastidisca. Come capire un bimbo senza le parole? Gli esperti hanno identificato tre modi principali con cui il bambino “parla” con gli adulti.

Regole generali per capire le necessità di un piccolino

Con il pianto

Nei primi quattro mesi dopo la nascita del bambino, il pianto è il suo modo principale per esprimere i propri bisogni. Però, come si può fare per distinguere un pianto da fame, piuttosto che da dolore o altro?

1# Pianto invocatore: il bambino è rimasto solo per molto tempo e vuole essere preso in braccio. Grida per 5 o 6 secondi, poi si trattiene per una ventina di secondi, come se stesse aspettando un risultato. Se il genitore non risponde, questo ciclo si ripete varie volte, fino a che il pianto diventa continuo.

2# Pianto affamato: può cominciare come un pianto invocatore, però anche se il bimbo viene preso in braccio il pianto continua per poi diventare isterico. Il bambino potrebbe iniziare a muovere la testa e a fare dei suoni di risucchio.

3# Pianto di dolore: questo tipo di pianto è monotono, forte e incessante e periodicamente ci potrebbero essere delle ondate isteriche che indicano una senzazione di dolore più intensa. Se il bambino si sta ammalando, il suo pianto può essere monotono e meno intenso, per via del fatto che avrà meno forza per emettere suoni più alti.

4# Pianto per processi fisiologici: anche la semplice uscita di un eccesso di gas dal corpo, la pipì o la pupù, all’inizio, possono provocare delle sensazioni fastidiose per il bambino. Questo pianto è più simile a un piagnucolio lamentoso o stridulo.

5# Pianto assonnato: quando il bimbo ha sonno, però per qualche motivo non riesce ad addormentarsi, il suo piAnto è simile a un piagnucolio monotono accompagnato da sbadigli, il bambino potrebbe anche strofinarsi gli occhi o le orecchie.

6# Pianto per fastidio: questo pianto è abbastanza irritato ed è intermittente, molte volte è accompagnato da inquietudine, il bambino potrebbe girarsi e inarcarsi. In questo caso bisognerebbe controllare il pannolino, o verificare che non si senta scomodo con gli abiti che indossa, troppo caldo o troppo freddo.
Inoltre, anche i bambini molto piccoli possono piangere quando voglioNO cambiare ambiente, o quando si sentono frustrati o annoiati.

Con i suoni

La pediatra australiana Priscilla Dunstan ha studiato i suoni della prima infanzia (fino ai 3 o 4 mesi) per oltre 20 anni. Migliaia di bambini di diverse nazionalità hanno partecipato alle sue ricerche. Priscilla crede che i suoni basati sui riflessi primari siano internazionali.

Però, dopo i 4 mesi il bambino inizia ad emettere dei suoni perché vuole comunicare ed hanno meno a che fare con i bisogni fisici. Priscilla ha aperto una scuola nella quale insegna ai genitori alle prime armi a capire i propri bambini. Si pensa che riconoscendo questi suoni in tempo si possa evitare il pianto.

Il “dizionario” dei principali suoni:

1# Neh (Gne): “Ho fame!”. Questo suono si genera quando il bambino preme la lingua contro il palato e si verifica per riflesso del risucchio.

2# Eh (Ei): “Devo digerire!”. Questo suono si genera quando l’aria inizia ad uscire dall’esofago ed il bambino cerca di espellerla per riflesso.

3# Owh (Au, Ou): “Voglio dormire!”. Questo suono si genera quando il bimbo mette le labbra a “o”, prima dello sbadiglio.

4# Heh: “Qualcosa mi infastidisce!”. Il bambino emette questo suono per comunicare un disagio o stress, potrebbe essere, per esempio, il momento di cambiare il pannolino.

5# Eairh (Ieo, Ieu): mal di pancia, gas. Questo suono indica quando c’è presenza di gas nella pancia e il bambino cerca di eliminarli.

Con i movimenti

Il linguaggio corporeo dice molto su come si sente un bambino

1# Si inarca: nei bimbi che hanno meno di due mesi, molte volte, questo movimento appare in risposta al dolore o alle coliche. Se il bambino si inarca dopo aver mangiato, cerca di comunicare che è già sazio. Se questo movimento si verifica molto spesso dopo che il bambino ha mangiato, potrebbe essere un segno di reflusso. Nei bambini che hanno più di 2 mesi, questo movimento indica stanchezza e cattivo umore.

2# Gira la testa ritmicamente: si tratta di un movimento che serve al piccolo ad auto calmarsi. Il bambino potrebbe farlo prima di dormire o quando si trova in compagnia di persone sconosciute.

3# Si afferra le orecchie: nella maggior parte dei casi si tratta di un movimento di “conoscenza”, il piccolo esplora se stesso. Al contrario, se il movimento è accompagnato dal pianto e si ripete con frequenza è il caso di chiedere un parere medico.

4# Stringe i pugni: si tratta di un segnale che indica fame. Nel vederlo in tempo si può evitare il pianto affamato.

5# Piega le ginocchia: si tratta di un segnale che indica dolore addominale, coliche. Il bambino cerca istintivamente di alleviare il fastidio.

6# Alza le braccia bruscamente: questo movimento significa che il bambino si è spaventato. Un suono forte, una luce brillante, un risveglio improvviso possono provocare spaventi, in questo caso bisogna cercare di calmare il piccolo.

I pediatri consigliano di parlare con i bimbi quanto più possibile e di spiegare e mostrare loro tutto ciò che li circonda, anche se potrebbe sembrare che non capiscono. Questo li aiuterà a iniziare a comunicare più rapidamente con i propri cari con l’aiuto di suoni e gesti individuali e a svilupparsi meglio.

Cosa ne pensi di questi metodi per capire i neonati? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere queste interessanti informazioni. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

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