I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.

La poesia di cui parleremo è stata scritta da Khalil Gibran un filosofo e pittore libanese vissuto tra il 1883 ed il 1931. Egli è stato autore di svariati scritti (uno dei più celebri è il Profeta). Sebbene sia stato di religione cristiana egli ha dedicato gran parte della sua vita nella trattazione di temi spirituali e universali (come l’amore per gli altri). Dopo la sua morte la fama di Khalil Gibran crebbe improvvisamente (probabilmente quando era in vita non era ancora noto) conquistandosi la simpatia di tantissimi giovani che vedevano in lui uno dei pionieri della controcultura (che sarebbe  quella corrente di pensiero in contrasto con la cultura ed il sapere ufficiale) alimentando il senso critico di tantissime persone verso il “sapere ufficiale“.

Khalil Gibran (fonte immagine: famosauthors.org)

I vostri figli: la poesia che ogni persona dovrebbe leggere

I vostri figli si configura come una poesia che tratta la questione parentale in un modo tutt’altro che scontato, anzi… la sua originalità potrebbe far luce su molti problemi ed incertezze: secondo il poeta libanese, i figli non sono la proprietà di nessuno; questa affermazione benché molto semplice (da intendere) potrebbe far luce (addirittura) su un nuovo modo di intendere le cose; magari (noi genitori) potremmo vederci in un modo diverso ed innovativo rispetto al passato. Ora riporteremo il testo redatto da Khalil Gibran stesso:

“I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.”

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