La vera felicità è sempre nel tuo cervello, non nelle cose: 4 consigli per sbloccarla

La ricetta della felicità è un qualcosa che nessuno “chef”, stregone o scienziato è stato in grado di fornire con possibilità di garantire risultati. Anche perché siamo attorniati da consigli di ogni tipo relativamente a cose che possono renderci felici.

C’è una verità che però non viene sottolineata mai abbastanza. La felicità non è nelle cose, è dentro noi stessi.  Sta lì, dentro al cervello e per tirarla fuori ci si può affidare a quelli che sono i consigli del neuroscienziato Alex Korb che ha dettato queste linee guida nella sua pubblicazione “The Upward Spiral”.

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Una sorta di vademecum su come togliere catene e lucchetti alla felicità, che pensiamo di dover cercare ma che in realtà dovremmo solo liberare.

1# Scrivere le emozioni: non bisogna avere paura di ciò che si prova. Scrivere su un foglio quando si prova, rabbia, tristezza o felicità porta il cervello a rispondere in una maniera differente. Nel libro in questione vengono riportati diversi esempi. Ad alcuni soggetti quando venivano mostrate immagini di persone che esprimevano emozioni sui propri volti, la loro amigdala si attivava sulle emozioni che stavano vedendo. In poche parole, questo indica che quando i partecipanti hanno riconosciuto coscientemente le emozioni che stavano vedendo, hanno ridotto l’impatto di quelle emozioni nel proprio cervello. 

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2# Chiedersi per cosa e a chi si è grati: Korb rivela che la gratitudine ha implicazioni positive dimostrate da tesi scientifiche. A quanto pare, viene attivato il sistema della dopamina, perché sentirsi grati attiva la regione del tronco cerebrale che la produce. La gratitudine rende le interazionali sociali più piacevoli e favorisce la produzione del più naturale degli antidepressivi, ossia la serotonina. Tra l’altro, è un aspetto che nasce dall’intelligenza emotiva e più si è emotivamente intelligenti, più i neuroni in queste aree diventano più efficienti. Quindi, anche se si hanno difficoltà a trovare qualcosa di cui si è grati, solo il fatto di iniziare a porsi la domanda significa che si è sulla strada giusta per raggiungere la felicità.

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3# Essere decisi: avere degli affari incompiuti perché non si è presa una decisione è un fattore ansiogeno che porta a immaginare scenari che potrebbero toglierci felicità. Prendere decisioni include la creazione di intenzioni e la definizione degli obiettivi” dice Korb. L’idea è quella che avere ben chiare le proprie intenzioni e definire i propri obiettivi, può rappresentare un esercizio più beneficioso e proficuo dell’assunzione di qualsiasi ansiolitico, poiché le preoccupazioni sono decisamente meno in chi sa quello che fa e ciò che vuole. Prendere decisioni permette anche alle persone di tenere le cose sotto controllo, non farlo causa sentimenti di preoccupazione.

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4# Abbraccia e bacia le persone a cui vuoi bene: secondo Korb “uno dei modi principali per liberare l’ossitocina è attraverso il tatto“. L’ossitocina è un ormone che agisce da neurotrasmettitore al cervello e si tratta di un anti depressivo di fondamentale importanza. Secondo Korb, tenersi per mano con qualcuno durante un’esperienza dolorosa significa lenire gli effetti, favorendo la felicità.

Le linee guida dettate dai neuroscienziati tracciano la strada, adesso non resta che seguirla.

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