Le quattro paure della vita e come vincerle

La saggezza tolteca ci indica 4 paure che affrontiamo durante il corso della nostra vita, le quali ci parallizano, ci separano dalla nostra essenza, ci rendono più piccoli e ci conducono a prendere delle decisioni basate proprio su quei timori che ci portano ad incatenarci ancora di più ad essi.

Riconoscerle, accettare la falsità che rappresentano e lasciarle andare, significa superarle, significa utilizzarle per raggiungere la tranquillità che meritiamo.

1# Paura della solitudine

Quante decisioni sbagliate prendiamo basandoci su questa paura? Quante relazioni vuote iniziamo o manteniamo per paura di rimanere soli?

Dal momento della nascita trasciniamo dietro di noi il trauma della separazione, dall’essere un tutt’uno con la madre diventiamo individui separati e indifesi. Però, ora non siamo più dei bimbi indifesi ed è il momento di superare questo timore, proprio come abbiamo superato la paura nel fare i primi passi, o la paura di andare in bicicletta.

Adesso siamo in grado di capire che la separazione in realtà è solo illusoria, che tutto è collegato, che tutti siamo connessi con gli altri, con il nostro pianeta… Ma c’è qualcos’altro che si nasconde dietro alla paura della solitudine ed è la paura di incontrare se stessi, la paura del silenzio che rende possibile una connessione autentica con ciò che siamo, la paura di quella porta che si apre e che ci da la possibilità di affrontare le nostre luci e le nostre ombre. La paura di ascoltare la nostra voce interiore che ci rivela ciò che realmente dobbiamo sperimentare, ci rivela tutto ciò che ci rende unici e che chiede di essere manifestato.

Vedere la solitudine come la massima opportunità per l’autoconoscenza, come uno spazio-tempo nel quale possiamo occuparci di noi stessi, farà si che la nostra paura per la solitudine smetta di limitarci.

2# Paura della scarsità

Se come individui trasciniamo dietro di noi la paura della separazione dal momento della nostra nascita, come specie ci trasciniamo dietro la paura della mancanza di risorse.

Però, non siamo più nella preistoria, obbligati a vivere in territori con climi avversi senza avere altre risorse se non le nostre mani e un cervello poco sviluppato.

Come specie abbiamo scoperto che disponiamo di abbastanza risorse interiori per trasformare la sopravvivenza in SUPER ESITENZA. Di fatto, contiamo con sufficienti risorse interiori, non solo per far fronte alle nostre necessità, ma anche per vivere in completa abbondanza.

Per superare questa paura dobbiamo restaurare i nostri pensieri, dobbiamo smettere di pensare che solo alcuni sono avvantaggiati, di pensare che non esistono risorse per tutti e che la vita è una competizione che ci mette l’uno contro l’altro per poter sopravvivere. Cerchiamo di concentrarci sull’abbondanza che ci circonda, sull’abbondanza della solidarietà, sull’abbondanza della vita e sull’abbondanza della fertilità.

Sviluppiamo la gratitudine nei confronti di tutto ciò che arriva nelle nostre vite, verso tutto ciò di cui non siamo consapevoli perché lo diamo per scontato. La colazione di questa mattina, il sorriso gioioso di nostro figlio, quel raggio di sole che filtra attraverso le nuvole.

3# Paura della malattia

Il termine “malattia” significa mancanza di salute e fermezza.

La mancanza di salute è il risultato di uno squilibrio nel nostro essere, uno squilibrio che proviene da una mancanza di fermezza, da una mancanza di connessione in noi stessi, tra il nostro spirito, il nostro corpo, la nostra mente, le nostre emozioni…

La malattia è la manifestazione fisica di questo squilibrio di cui, solitamente, ci preoccupiamo troppo tardi, quando il nostro corpo inizia a gridare che questa mancanza di equilibrio è insostenibile.

Paradossalmente, la paura della malattia ci predispone ad ammalarci.

Agire per paura significa inviare al cervello le informazioni sbagliate. Dobbiamo essere amanti della salute e avere delle abitudini salutari, non solo per quanto riguarda il nostro corpo, ma in relazione a tutte le nostre aree.

4# Paura della morte

Ciò include diverse paure, la paura dell’aldilà (molto condizionata dalle nostre convinzioni filosofiche e religiose), la paura o la resistenza al nostro essere solo di passaggio, all’essere insignificanti…

È evidente che le persone che credono nella reincarnazione hanno meno paura della morte, proprio come le persone che non credono in un Dio che giudica e condanna i peccati .

Però, oltre a tutto questo, il miglior modo per combatetre la paura della morte è semplicemente vivere.

Vivere ogni momento, il qui e ora, pensando che il nostro essere solo di passaggio più che un limite è l’opportunità per godersi ogni secondo di una nuova esperienza, l’opportunità di potersi esprimere e vivere la vita al massimo:

“Tutto scorre, tutto si muove e nulla dura in terno. Per questo non possiamo bagnarci due volte nello stesso fiume, perché entrando nel fiume per la seconda volta, né il fiume né io saremo gli stessi”

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