Degli eroi senza mantello: il cammino di Santiago di 85 bambini con il cancro

Sono quasi 100 i bambini andalusi provenienti dalla città di Malaga che hanno percorso un tragitto di 100 km per “celebrare la vita e per sensibilizzare sulla donazione del midollo osseo“. Sono giunti a destinazione sabato 29 giugno.

Questa è stata l’esperienza più bella della mia vita“, ha raccontato María José Rosado, la quale durante l’ultima settimana è stata una compagna di viaggio sorridente, che ha versato molte lacrime e che ha sofferto anche mal di gambe. La donna ha percorso il cammino di Santiago insieme alle sue due figlie, Beatriz e Carlota.

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Lo hanno fatto insieme ad altre 200 persone e si tratta di un gruppo eccezionale, nel quale i protagonisti sono 85 minori, dai 2 ai 17 anni, che hanno ricevuto, o che stanno ricevendo, cure per una malattia oncoematologica. Questi ragazzi hanno deciso di celebrare la vita con un viaggio da fare insieme, il quale cerca anche di sensibilizzare le persone sulla donazione del midollo osseo.

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Tutto questo non ci pesa. È molto emozionante“, ha aggiunto María José. Beatriz, la figlia maggiore, ha 16 anni. Quando ne aveva cinque le diagnosticarono un cancro. La mamma ha affermato che la vita dentro e fuori dall’ospedale ti concede molto tempo per pensare e che non è per ninte facile.

Tuttavia, la situazione per María José è diventata ancora più complicata quando anche all’altra sua bimba Carlota, che oggi ha 13 anni, hanno diagnosticato un tumore. “Però sono ancora vive e questo è fantastico“, afferma la donna sorridendo.

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Questi bambini e queste bambine sono degli eroi“, sottolinea José Camacho che è a capo della sezione di pediatrica UVI dell’ospedale regionale di Malaga, il quale è felice di poter vedere l’evoluzione dei suoi piccoli pazienti. Pochi mesi fa si trovavano nel letto di un ospedale, mentre ora hanno la salute per poter percorrere 15 km di media al giorno. “Inoltre, dopo una lunga giornata, quando arrivano a destinazione si mettono anche a giocare a calcio“, ha aggiunto il medico.

Alcuni dei piccoli viaggiano sulla sedia a rotelle, altri lo fanno con l’aiuto di protesi, stampelle o bastoni; però tutti raggiungono il proprio obiettivo giornaliero per superare le sei tappe che hanno segnato sulla loro mappa.

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Grazie ai volontari, sono riusciti a risolvere tutti i diversi problemi logistici, economici ed organizzativi che comporta un’escursione del genere. “Tutto sta nel mettersi d’impegno. Sfide come questa si superano sempre“, ha affermato il presidente dell’Associazione dei Volontari di Oncologia Infantile (AVOI), il quale lavora da quasi 30 anni a fianco dei bambini che passano per l’ospedale di Malaga.

Sono stati proprio i genitori dei bambini che cinque anni fa hanno proposto questa grande idea. Avevano promesso che quando i loro figli sarebbero guariti, si sarebbero impegnati per poter percorrere tutti insieme una parte del cammino di Santiago.

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L’idea è andata via via crescendo e ogni volta le famiglie affermavano di avere in programma un progetto simile.

Nell’ultimo anno, differenti attività di beneficienza hanno permesso loro di raccogliere i fondi necessari e ci sono riusciti!

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Puoi vedere più foto e video di questo bellissimo viaggio sulla pagina Facebook dell’associazione.

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