Maurice, il gallo che è stato denunciato per “cantare troppo presto”

Maurice è un gallo che vive sull’isola di Oléron, nel sud est della Francia, il quale è stato accusato dai suoi vicini di cantare troppo presto. L’udienza è si è svolta il 4 luglio scorso nel tribunale di Rochefort (Charente-Maritime), dopo essere stata rinviata di un mese perché i querelanti, una coppia di pensionati, e la proprietaria del gallo, Corinne Fesseau, potessero raggiungere un accordo.

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La denuncia è arrivata da una coppia di pensionati che vive in città e che si reca sull’isola solamente un paio di volte l’anno, per soggiornare nella casa per le vacanze che ha acquistato nel 2005 a Saint-Pierre d’Oléron.

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In risposta alla denuncia ricevuta, la proprietaria del gallo ha lanciato una petizione “Dobbiamo salvare Maurice, il gallo dell’isola di Oléron“, la quale ad oggi ha raggiunto ben 80 mila firme.

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“Cosa dobbiamo proibire? Il verso dei piccioni, il grido dei gabbiani, i passerotti che cantano ogni mattina?”, ha affermato infastidita Corinne.

Nella sua battaglia, Corinne e Maurice contano sull’appoggio del sindaco del comune, Christophe Sueur, il quale, dopo l’indignante vicenda della denuncia al gallo, ha deciso di ricordare a tutti i prorpi concittadini l’importanza di mantenere vivo il “carattere rurale” del loro paese.

Ogni estate, il comune riceve molte lamentele, anche per il suono delle campane e Sueur afferma di non avere parole sufficienti per “coloro che vogliono imporre il loro modo di vivere a chi li circonda“.

Per questo motivo, questa lunga polemica sul gallo ha provocato un dibattito in Francia su cosa sia il mondo rurale e cosa si stia cercando in quello che viene definito turismo rurale.

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Huberdeau, l’avvocato della coppia di pensionati, ha affermato che i suoi clienti hanno scritto al sindaco di Saint-Pierre-d’Oléron, Christophe Sueur, per trovare un accordo amichevole. Hanno cercato una conciliazione chiedendo pace e tranquillità, perché vorrebbero solo che il gallo venisse rinchiuso di notte. Affermando che si tratta di una zona residenziale e che non si trovano in mezzo ad un campo. Ma i tentativi di mediazione sono falliti.

Ad oggi, dopo l’udienza, il giudice ha richiesto una misurazione dei decibel per poter confermare un possibile disturbo acustico. Il giudizio finale è previsto per il 5 settembre.

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