Gli scienziati hanno affermato che le persone un po’ smemorate nascondono una caratteristica che li potrebbe rendere più intelligenti

Se abbiamo una buona memoria del passato, sicuramente ci ricorderemo i trucchetti imparati a scuola per memorizzare le tabelline o altro (filastrocche, poesie ecc). Sicuramente queste cose ci sono tornate utili nel corso nella nostra esistenza ed avere una buona memoria è sicuramente un vantaggio molto grande.

Ciononostante, nella vita di tutti i giorni può capitare che ci dimentichiamo delle cose, alcune di queste anche importanti. Insomma immaginiamoci per esempio di andare al supermercato e che a fine compere, quando siamo ritornati a casa, ci accorgiamo di aver dimenticato di comprare la cosa più importante, o una delle più importanti. Tutto questo è snervante e può farci sentire un po’ “scemi” erimbambiti”.

Lo studio neurologico

In qualunque modo ci sentiamo, è bene sapere che in realtà non c’è niente che non va in noi, anzi, tutto questo è perfettamente normale. Uno studio neurologico, pubblicato sul Neuron Journal, dai professori dell’Università di Toronto, ha affermato che dimenticarsi le cose è frutto di un semplice processo cerebrale che, a conti fatti, potrebbe renderci più intelligenti nel corso della giornata.

La furbizia del nostro cervello: l’ippocampo e l’intelligenza

I nostri cervelli sono molto più furbi di quanto si possa pensare: nell’ippocampo (la regione del cervello dove teniamo i ricordi) si verifica un processo di estirpazione dei dettagli. Il motivo di tutto questo è dato dal fatto che il cervello non può immagazzinare tutto e perciò si libera di ciò che ritiene superfluo, lasciando inalterati i dettagli ritenuti più importanti. In sostanza tutto questo può avere a che fare anche con il nostro stesso intelletto poiché così ci troveremo a prendere determinate decisioni massimizzando le limitate informazioni che abbiamo: perciò l’intelligenza è quel motore che ci permette di fare determinate cose con le poche informazioni che abbiamo, più riusciamo a far fruttare ciò che sappiamo, più intelligenti siamo.

Probabilmente tutto questo potrebbe lasciarci ancora un’ultima perplessità, del tipo: “ma allora perché ci dimentichiamo i nomi delle persone e degli oggetti?”.

La risposta a questa domanda è data sempre dal fatto che il cervello tende a eliminare ciò che superfluo; in effetti se ci pensiamo è più utile sapere com’è fatto il volto di una persona piuttosto che il nome (per riconoscerlo) e la stessa cosa vale anche per gli oggetti. Perciò il cervello ha ritenuto che è più importante sapere com’è fatta fisicamente una determinata persona o cosa, piuttosto che sapere i loro nomi, in altre parole è più determinante l’immagine che il nome. Se ci pensiamo, nel regno animale le cose funzionano proprio così: senza sapere il nome delle cose o degli altri animali che incontrano, gli animali stessi sono sempre stati in grado di prendere decisioni ed andare avanti con le proprie vite.

In ultima analisi

L’importante è accettare il fatto che ci dimenticheremo, prima o poi, di determinate cose; l’importante però è non disperarsi e capire che tutto questo è frutto di un processo del nostro cervello che agisce per il nostro stesso bene. Perciò la prossima volta che ci arrabbieremo per esserci dimenticati una cosa, sapremo sicuramente affrontare meglio la situazione in modo tale da evitare ulteriori disagi.

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