I super bambini dimenticati da tutti e nati da un progetto nazista, il terribile programma Lebensborn

Il Nazismo è stato uno dei periodi più oscuri del mondo contemporaneo, anzi, molto probabilmente esso rappresenta il periodo più buio che il mondo abbia mai conosciuto; basti pensare agli innumerevoli massacri e agli atroci esperimenti messi in atto da medici senza cuore e senza anima; ciononostante la realtà di quell’epoca è ancora, per alcuni versi, sconosciuta poichè una gran parte della documentazione è stata distrutta durante le fasi finali della guerra lasciando nel dimenticatoio alcuni progetti messi in atto dal regime del terzo reich.

Progetto Lebensborn: un progetto oscuro

Uno di questi è il progetto “Lebensborn”, che in tedesco vuol dire “Sorgente di vita“. Questa iniziativa ha preso il via in Germania da un’idea di Heinrich Himmler, allora a capo delle SS. Lo scopo del progetto era quello di incrementare le nascite di bambini di “razza pura”.

Come funzionava?

Le donne tedesche potevano partecipare al progetto accettando di farsi ingravidare da uno degli 8mila ufficiali delle SS che erano disponibili a procreare i super bambini. Non è possibile sapere con esattezza se le donne avessero accettato spontaneamente di farsi ingravidare o se invece furono costrette o indottrinate a farlo, giustificando tali azioni come se tutto questo fosse per il bene supremo della Germania. Comunque sia, solo l’organizzazione aveva il potere di decidere se il bambino sarebbe potuto rimanere con la propria madre naturale, oppure essere dato in adozione.

Il curioso caso dei bambini norvegesi

I nazisti  portarono avanti il progetto riuscendo ad aprire molti istituti nei diversi territori occupati durante il reich. In questa circostanza sembrerebbe che a quei tempi i bambini norvegesi venissero addirittura preferiti a quelli tedeschi (specialmente quelli del sud della Germania); il motivo di questa preferenza è dato dal fatto che le loro caratteristiche fisiche erano più appetibili perché riuscivano a soddisfare maggiormente i criteri “ariani”.

Cambio di rotta e ricorso massivo ai rapimenti

Molti bambini nacquero grazie a questo sconvolgente progetto. Tuttavia dopo il 1939 Himmler stesso decise di seguire regole meno rigide riguardanti i criteri per la selezione della razza: fu dopo questo cambio di rotta che ci fu un aumento del numero dei rapimenti di bambini; quest’ultimi venivano presi anche da paesi come la Romania, la Polonia, la Jugoslavia e la Russia, l’importante era che il loro aspetto richiamasse un po’ i tratti ariani. Dopo il rapimento seguiva un periodo di rieducazione e di “germanizzazione”. Dopo quel periodo si tracciava una netta distinzione tra i bambini rapiti: chi veniva ritenuto idoneo poteva essere adottato da una famiglia tedesca, mentre gli altri, purtroppo, venivano mandati nei campi di concentramento.

Cos’è successo dopo la fine del terzo reich?

Una volta che finì la guerra, la maggior parte di questi bimbi andò incontro ad un destino crudele: a seguito della distruzione di moltissimi documenti tantissimi bambini non riuscirono più a ricongiungersi con le loro vere famiglie.

Il destino fu ancora più duro per i 14 mila figli di Lebensborn nati in Norvegia poiché la Cia perpetrò abusi, maltrattamenti ed ingiustizie nei loro confronti; il tutto fu giustificato (dalla Cia stessa) dai timori che questi bambini potessero ricreare un altro reich, poiché il loro aspetto fisico era ritenuto un autentico richiamo all’ideologia ariana. Solo nel 2007, 154 di queste persone si fecero avanti sottoponendo il proprio caso al Tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo; purtroppo però la loro richiesta di risarcimento venne negata in quanto presentata troppo tardi.

Le vicende appena narrate testimoniano il fatto che ci sono ancora molti capitoli della storia rimasti celati all’opinione pubblica e, purtroppo, ancora oggi molte vittime stanno ancora cercando giustizia.

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