Tre chiavi perché i tuoi figli ti rispettino, senza rimproveri o punizioni

Una psicologa esperta in relazioni tra genitori e figli, suggerisce di mettere in pratica tre chiavi per garantire una relazione di rispetto genuino tra le parti.

La maggior parte di noi, forse, potrà ricordare che durante la nostra infanzia il rispetto verso le persone adulte era un fattore che non si poteva negoziare.

I nostri genitori, i nonni, gli zii e qualsiasi altra persone che fosse almeno 50 centimetri più alta di noi, meritava parole e atteggiamenti di rispetto che ci sono stati insegnati fin dalla culla. Una mancanza sotto questo aspetto significava punizioni e rimproveri che servivano a correggere l’impetuoso comportamento.

Nonostante questo, da circa una decina d’anni il concetto di “rispetto” sembra essersi perso dietro una sottile linea che divide la libertà di espressione dalla trasgessione o altro.

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Il rispetto non si impone, si osserva

Per fare chiarezza su questo fenomeno, la psicologa e specialista in terapie per genitori, Tina Gilbertson, ha affrontato il concetto di rispetto dei bambini di qualsiasi età verso i genitori.

Per la psicologa, la differenza tra il rispetto che conoscevamo prima, in confronto a quello di oggi, non si trova nei semtimenti dei bambini verso gli adulti, bensì nel comportamento osservato da entrambi. Ovvero, solo quando un genitore mostra un reale rispetto verso le proprie opinioni e i propri atteggiamenti, può imprimere questo stesso sentimento nei suoi piccoli.

Come spiega l’esperta, il miglior modo per ricevere rispetto dai figli di qualsiasi età, è quello di essere coerenti con le parole e con i fatti ed evitare che il bambino o l’adolescente ottenga ciò che vuole senza offrire in cambio rispetto.

Come fare per ricevere rispetto senza ricorrere al timore?

La psicologa suggerisce di mettere in pratica queste tre chiavi per avere una relazione sana ed equilibrata tra genitori e figli:

  • Sii coerente con pensieri, parole e azioni. Se il bambino vede che cerchi di imporre regole e comportamenti nella sua vita, senza che tu li applichi ai tuoi atteggiamenti, capirà che non rispetti le tue stesse condizioni e inizierà a mettere in discussione le tue argomentazioni.
  • Senza rispetto non c’è ricompensa. È importante che fin dai suoi primi anni di vita, il bambino capisca che è possibile ottenere una ricompensa solo quando si agisce in maniera rispettosa. Quando il bambino viene ricompensato senza aver fatto uno sforzo precedente, o solamente per aver fatto un capriccio, significa che viene educato in un ambiente di facilità che offusca completamente la figura di rispetto e autorità nella sua vita.
  • Definisci quali sono le figure di autorità. Senza imporre il timore, ma sottolineando le conseguenze, i bambini devono imparare a identificare le figure di autorità in tutto il loro ambiente, dal comportamento a casa e a scuola, agli atteggiamenti in un ristorante, in un mercato o in un parco. Quando il valore dell’individuo e il suo ruolo nella società sono evidenziati, il bambino impara a identificare l’autorità senza averne paura.

Bisogna sottolineare che queste regole sono più efficaci quando si applicano sin dai primi anni di vita del bambino, cercare di correggere questo tipo di atteggiamento in un adolescente o in un adulto, solitamente, richiede una terapia mirata.

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Quali altre tecniche usi per ottenere il rispetto senza ricorrere a punizioni e rimproveri? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano dirti la loro opinione. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

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