Lei è la biologa che ha salvato l’ara giacinto dall’estinzione

Questa donna brasiliana da più di trent’anni sta dedicando la propria vita alla conservazione di questa meravigliosa specie di pappagalli e, per fortuna, negli ultimi anni ha potuto finalmente vedere i frutti del suo duro lavoro.

Il nostro pianeta è abitato da milioni di specie animali differenti, tra le quali, purtroppo, ce ne sono alcune che a causa di diversi fattori sono del tutto scomparse o sono in grave pericolo di estinzione. Attualmente, esiste una lunga lista di specie animali che stanno correndo il rischio di scomparire per sempre dalla faccia della Terra, però, grazie agli sforzi di persone come Neiva Guedes, una biologa brasiliana, la situazione di alcune di queste creature è leggermente migliorata.

Dopo aver ottenuto la laurea in biologia, nel 1989 Neiva Guedes si recò nella regione del Pantanal, la più grande zona umida del mondo che si trova in un’area centrale del Sudamerica tra Brasile, Bolivia e Paraguay, dove vide per la prima volta nella sua vita dei grandi e meravigliosi pappagalli dall’intenso colore blu chiamati Ara giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus) e, lo stesso giorno, scoprì che i suoi nipoti, probabilmente, non avrebbero avuto la stessa opportunità, poiché la specie era destinata a scomparire.

In quel preciso istante decise che avrebbe dovuto fare qualcosa a riguardo e pensò che la cosa migliore da fare fosse quella di iniziare a studiare le possibili cause del problema. In quel periodo la situazione era piuttosto grave, perché la popolazione stimata di Ara giacinto si aggirava intorno ai 1500 esemplari. Neiva, osservando il loro comportamento e il modo di riproduzione, scoprì che i principali motivi per cui questi animali stavano scomparendo erano legati alla deforestazione del loro habitat, all’uso delle loro piume per la creazione di ornamenti e al traffico di uccelli da voliera.

 

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Con l’aiuto del WWF, la biologa imparò ad arrampicarsi sugli alberi per accedere ai nidi degli ara giacinto e vedendo che preferivano nidificare nelle cavità dei tronchi, insieme ad alcuni colleghi iniziò ad installare dei nidi di legno in cima alle piante per offrire agli uccelli più spazio possibile, inoltre, con il tempo, convinse gli agricoltori a piantare alberi per facilitare la riproduzione e persino a vegliare su di loro per salvarli da eventuali cacciatori.

 

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Nel 2003 fondò l’Istituto Arara Azul, un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di promuovere la biodiversità nel Pantanal e la conservazione degli Ara giacinto attraverso la sensibilizzazione della popolazione locale sull’uso delle risorse naturali. Ed ora, dopo più di 30 anni, grazie al grande impregno di questa incredibile donna si stima che solo nel Pantanal siano presenti più di 6500 esemplari, i cui nidi vengono costantemente monitorati e controllari da Neiva e dai suoi colleghi affinché questi meravigliosi uccelli possano continuare a vivere sereni nel proprio habitat naturale.

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