Si perse in un parco quando aveva solo tre anni, ma dopo 27 lunghi anni ha potuto riabbracciare di nuovo la propria mamma

Per qualsiasi genitore del mondo il solo fatto di pensare di poter perdere il proprio bambino in qualche luogo affollato e di non poterlo rivedere mai più è un vero e proprio incubo e, purtroppo, si tratta di un qualcosa che ancora oggi è all’ordine del giorno.

Tuttavia, quello che è accaduto ad una mamma messicana di nome Lorena può donare un pochino di speranza a chiunque si trovi in una situazione del genere, perché, dopo ben 27 anni durante i quali non ha avuto nessuna notizia della propria figlia perduta, alcuni giorni fa ha potuto finalmente riabbracciarla.

YouTube/El Universal

Il tutto è iniziato il primo ottobre del lontano 1995, quando Lorena aveva portato Juana, la propria bimba di tre anni, a giocare per qualche ora nel Bosco di Chapultepec, un grande parco che si trova a Città del Messico. Però, quella che era cominciata come una normale giornata, prese una piega del tutto inaspettata quando la piccola, nel giro di pochi istanti, scomparve letteralmente dalla vista della propria madre.

La donna, disperata, dopo aver chiamato le forze dell’ordine cercò la bimba in lungo ed in largo, ma di lei non vi era alcuna traccia. In seguito, con il sostegno del Centro de Apoyo a Personas Extraviadas y Ausentes (CAPEA) la notizia della scomparsa venne divulgata attraverso i telegiornali, inoltre, vennero realizzati dei volantini con la foto e i dati della piccola, i quali furono affissi ad ogni angolo della città.

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Purtroppo in quel periodo non esisteva la possibilità di chiedere aiuto tramite internet e, per questo, nonostante gli sforzi fatti, Juana sembrava essersi volatilizzata nel nulla. Ma, come ben sappiamo, la vita a volte può essere davvero sorprendente e, dopo ben 27 anni dall’accaduto, una trentenne di nome Rocío, nel vedere su Facebook la foto di una bambina che era scomparsa all’età di tre anni, si è riconosciuta nella piccola Juana.

Così, la donna si è messa in contatto con le autorità ed in seguito sia lei che Lorena, la sua presunta madre biologica, hanno effettuato tutte le prove necessarie per il riconoscimento genetico e, nei giorni scorsi, di fronte ad un team composto da periti, medici e psicologi, le due donne sono state informate di avere una corrispondenza genetica del 99,999%.

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Inutile dire che quando madre e figlia hanno sentito pronunciare quelle parole, tra la commozione di tutti i presenti, non hanno potuto fare a meno sciogliersi in un tenero abbraccio. Ora, le autorità continueranno ad indagare sui fatti accaduti nel lontano 1995 all’interno del grande parco, dove la piccola Juana fu vista per l’ultima volta.

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