1771156946894_iSnHtP3o

Pioggia di Pesci a Marksville nel 1947: Il Fenomeno Naturale che Sconvolse la Louisiana

Condividi l'articolo

Immagina di uscire di casa in una mattina umida e silenziosa, con l’aria che profuma di fiume e il cielo che ha il colore della perla. Siamo a Marksville, in Louisiana, ed è il 23 ottobre 1947. All’improvviso, il silenzio viene rotto da un rumore secco e ritmico, qualcosa che colpisce il terreno e i tetti. In pochi secondi, accade l’impossibile: comincia una pioggia di pesci. Non si tratta di una metafora o di una visione, ma di veri pesci d’acqua dolce che cadono dalle nuvole, rimbalzano sui cofani delle auto, scivolano sui marciapiedi e trasformano le strade in un tappeto luccicante e guizzante.

La scena è surreale. I cittadini, sbalorditi, corrono a ripararsi per poi affacciarsi di nuovo, increduli di fronte a quel rovescio biblico. Ma l’aspetto più sconcertante è il meteo: non c’è nessuna tempesta in atto sopra la città. Il cielo è nebbioso, il vento è calmo, quasi assente. Eppure, a terra ci sono centinaia, forse migliaia di pesci. Alcuni sono pesci gatto, altri persici o specie locali simili a piccole aringhe. Le dimensioni variano da pochi centimetri fino a una ventina, e c’è un dettaglio che fa la differenza tra leggenda e realtà: molti di questi animali sono ancora vivi.

Per una straordinaria coincidenza, quel giorno a Marksville si trovava la persona giusta al momento giusto: James Nelson Gowanloch, un rispettato biologo del Dipartimento di Pesca e Fauna della Louisiana. La sua presenza ha trasformato quello che poteva rimanere un racconto da bar in un caso scientifico documentato. Gowanloch non si limitò a guardare; analizzò il fenomeno con rigore. Verificò che i pesci erano freschi, adatti al consumo, e che appartenevano a specie native delle acque della regione. Notò che la loro caduta non era uniforme, ma concentrata in aree specifiche, coprendo alcune strade e risparmiandone altre, proprio come accade con gli scrosci di pioggia localizzati.

Ma come può accadere una cosa simile? La risposta è nella potenza invisibile dell’atmosfera. La scienza spiega questo “miracolo” con la formazione di trombe marine o vortici d’aria violenti. Immagina un aspirapolvere naturale gigate che si forma sopra un lago, uno stagno o una zona paludosa. Se il vortice è abbastanza forte, risucchia l’acqua superficiale e tutto ciò che vi nuota dentro, lanciando il carico verso l’alto nelle correnti ascensionali. Una volta in quota, i pesci possono “viaggiare” tra le nuvole per diversi chilometri, sospinti dai venti, ben lontani dal punto in cui sono stati prelevati.

Quando l’energia del vento diminuisce, la gravità reclama il suo tributo e il carico viene rilasciato. Ecco perché a Marksville piovevano pesci in una giornata tranquilla: il prelievo turbolento era avvenuto altrove, e la nuvola stava scaricando il suo bizzarro contenuto proprio sopra la città. Gowanloch osservò che il vento aveva effettuato una sorta di selezione naturale: aveva sollevato gli esemplari di peso e forma simili, lasciando giù quelli troppo pesanti.

L’episodio di Marksville rimane, ancora oggi, uno degli esempi più affascinanti negli annali della meteorologia. Ha dimostrato che la natura possiede una forza capace di riscrivere momentaneamente la geografia, spostando la vita dagli stagni al cielo, per poi farla ricadere sulle nostre teste. E mentre la scienza archiviava i dati, la gente del posto mostrò un senso pratico ammirevole: passata la paura, molti abitanti uscirono con secchi e cesti per raccogliere quel dono inatteso. Si racconta che quella sera, in molte cucine di Marksville, si celebrò l’evento con una eccellente frittura di pesce, letteralmente piovuta dal cielo.

Potrebbe interessarti:

Torna in alto