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Lake Hillier il Lago Rosa dell’Australia che Affascina la Scienza e i Viaggiatori

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Sulla costa selvaggia dell’Australia Occidentale, separato dall’immenso Oceano Indiano solo da una sottile striscia di dune sabbiose e fitta vegetazione, esiste uno specchio d’acqua che sfida ogni logica visiva. Sembra uscito dalla fantasia di un disegnatore di cartoni animati o da un errore di sistema in una fotografia satellitare. Si chiama Lake Hillier, si trova sulla remota Middle Island nell’Arcipelago Recherche, ed è famoso in tutto il mondo per il suo colore: un rosa confetto così intenso e brillante da sembrare quasi artificiale, come una bibita alla fragola versata per sbaglio nella natura selvaggia.

La caratteristica più sconvolgente di questo lago, che lo distingue da quasi tutti gli altri bacini colorati del pianeta, è la sua persistenza. Se ti avvicini alla riva e raccogli un po’ di questa “zuppa” rosa in un bicchiere, l’acqua non torna trasparente. La tinta rimane rosa anche nel bicchiere. Non è un gioco di luci, non è un riflesso del cielo o del fondale. È un fenomeno chimico reale, tangibile e biologicamente vivo.

Ma perché è rosa? La risposta risiede in una battaglia per la sopravvivenza. Lake Hillier è un ambiente estremo, un bacino ipersalino con concentrazioni di sale paragonabili, se non superiori, a quelle del Mar Morto. Per la maggior parte delle forme di vita, queste condizioni sarebbero letali. Eppure, per alcuni microrganismi speciali chiamati estremofili, questo è il paradiso. Il colore straordinario nasce dalla presenza massiccia di una micro-alga chiamata Dunaliella salina e di una specifica classe di batteri e archei alofili (amanti del sale), tra cui spicca il Salinibacter ruber.

Per resistere alla salinità corrosiva e all’intensa radiazione solare australiana, questi microrganismi hanno sviluppato una strategia difensiva geniale. Producono grandi quantità di beta-carotene, lo stesso pigmento che rende arancioni le carote, e batterioruberina. Queste sostanze agiscono come una crema solare biologica: proteggono le cellule dai danni della luce e dello stress osmotico. Quando milioni di queste minuscole creature proliferano nell’acqua salata, i loro pigmenti rossi e arancioni si mescolano, tingendo l’intero lago di quel caratteristico rosa bubblegum.

Lake Hillier è un piccolo gioiello, lungo circa 600 metri, ma il suo impatto visivo è gigantesco. È incorniciato dal verde scuro degli alberi di eucalipto e melaleuca, che contrastano violentemente con il rosa dell’acqua e il blu turchese dell’oceano a pochi passi di distanza. Questa tavolozza di colori impossibile rende il paesaggio quasi onirico. A differenza di altri laghi rosa che cambiano tonalità drasticamente in base alle stagioni o alla pioggia, Hillier mantiene la sua “firma” cromatica per gran parte dell’anno, grazie all’equilibrio stabile della sua comunità microbica.

La storia di questo luogo affascinante risale all’inizio dell’Ottocento. Fu avvistato per la prima volta dagli europei nel 1802, quando l’esploratore e navigatore britannico Matthew Flinders scalò la cima più alta dell’isola. Rimase sbalordito nel vedere quel “piccolo lago color rosa” in mezzo alla macchia boschiva. Nei decenni successivi, si tentò persino di utilizzare il lago come salina per l’estrazione del sale, ma l’isolamento geografico e la durezza dell’ambiente fecero fallire l’impresa, lasciando il lago alla sua pace naturale. Oggi è un’area protetta e si ammira quasi esclusivamente dall’alto con voli panoramici che partono dalla zona di Esperance, offrendo la prospettiva migliore per capire l’unicità del contrasto cromatico.

Guardare Lake Hillier ci insegna una lezione fondamentale: la natura è il chimico più creativo che esista. Ciò che ai nostri occhi appare come una semplice meraviglia estetica, un “wow” da postare sui social, è in realtà il risultato di una complessa ingegneria della sopravvivenza. Alghe e batteri hanno trasformato un ambiente ostile in un habitat fiorente, dipingendo il mondo una cellula alla volta. Non è magia, è la scienza della vita che indossa il suo vestito più sgargiante.

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