4 comportamenti quotidiani che potrebbero dire molto più di quanto immaginiamo

La psiche umana è molto più complessa di quanto si possa pensare. Passiamo un’intera vita a domandarci cosa siamo in realtà e come ci comportiamo con noi stessi e con il mondo circostante. Siamo convinti che prima o poi le risposte che tanto cerchiamo ci appariranno come per incanto, ciononostante, prima o poi dovremmo fare i conti con una parte di noi stessi di cui ignoravamo completamente l’esistenza; questa parte “nascosta” che tanto riteniamo estranea, in realtà è proprio una parte essenziale di noi stessi, essa, in un modo e nell’altro ha accompagnato molti momenti della nostra vita dando alle nostre azioni più valore di quanto pensiamo, non ne siete convinti? Bene! ora cercheremo di argomentare quanto detto elencando una serie di comportamenti che hanno a che fare con la quotidianità di molte persone e cercheremo di dare un’ulteriore senso a queste ultime.

1) Ridere per ogni cosa ed assaporarsi ogni momento

Non proprio in senso letterario: molte volte ci è capitato di vedere persone che ridono spesso e volentieri ad ogni battuta (o quasi tutte), il più delle volte sono battute che non farebbero ridere neanche un bambino di 10 anni, ciononostante ci sono diverse persone che ridono spontaneamente. Anche se non sembra, esiste un motivo ben nascosto a tale atteggiamento: le persone che ridono spesso e volentieri e che tendono ad assaporare ogni momento che si passa in compagnia lo fanno (più o meno inconsciamente) perché stanno vivendo un periodo molto duro e travagliato. Quando la vita si fa dura, un piccolo momento di “relax” può essere visto come un’esperienza indimenticabile.

2) Riflettere molto e “viaggiare altrove”

Le persone che hanno l’abitudine di prendersi un momento di solitudine per pensare lo fanno per diversi motivi, in primis per poter far fronte a diversi ostacoli che per l’appunto meritano di essere affrontati mediante un “piano”. Ciononostante esiste anche un altro valido motivo per il quale le persone fanno ciò che fanno: più o meno consapevolmente, le persone che riflettono molto tendono (prima o poi) a viaggiare con la mente e perciò è naturale supporre che il tutto viene visto come un tentativo di evadere dallo spazio ristretto con cui abbiamo a che fare e che ci sta opprimendo. Dopotutto, ricordiamoci che i limiti che esistono nel mondo reale tendono a scomparire nella mente.

3) Aiutare spesso e volentieri gli altri arrivando a trascurare se stessi

Aiutare è bene, ma non dimentichiamoci che il primo aiuto lo dobbiamo ricevere da noi stessi. Chi manifesta un’eccessiva preoccupazione nell’aiutare il prossimo (anche persone che conoscono appena) lo fa perché altrimenti si sentirebbe inutile. Implicitamente queste persone maturano la convinzione che loro stesse acquistano un significato solamente in funzione degli altri, in altre parole: essi esistono solamente per dare sostegno agli altri e mai a loro stessi (come una sorta di capro espiatorio).

4) Momenti di depressione e crisi esistenziali

Questo forse è il punto più difficile da affrontare. Non è possibile indagare su tutte le persone che soffrono di depressione, ciononostante diverse persone che ne soffrono vanno incontro a questa condizione per una causa ben specifica: in alcuni momenti della nostra vita  sperimentiamo situazioni di malessere in merito ad alcune domande alle quali non riusciamo a trovare risposta (ammesso che ce l’abbiano) sui temi immortali della nostra esistenza come domande su Cos’è la vita? Cos’è la morte? Come dobbiamo affrontare il tempo che ci rimane?

Diverse persone però, rimangono così tanto scioccate che appare inevitabile supporre che la loro percezione delle cose sia cambiata, cambiando perciò anche loro stessi come una sorta di crisi esistenziale. Possiamo vedere questo stato di malessere in tantissimi pensatori del passato, persone con un grande intelletto che si sono rese conto di quanto poco essi sappiano sul mondo circostante. In altre parole le persone che rientrano in questa categoria sono quegli stessi individui che hanno avuto l’acume di capire quanto essi siano insignificanti di fronte al mondo (cadendo in uno stato pessimistico da cui sembra difficile uscirne).

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