Il Codice del Bliss Point: Scopri il Segreto Matematico che Rende Irresistibili i Cibi Ultra-Processati

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Il Codice del Bliss Point: Scopri il Segreto Matematico che Rende Irresistibili i Cibi Ultra-Processati

Hai mai aperto una confezione di patatine, promettendoti di “mangiarne solo una manciata”, per poi ritrovarti con il sacchetto vuoto e le dita sporche? Non si tratta solo di mancanza di forza di volontà: dietro questo comportamento c’è una formula matematica chiamata Bliss Point (punto di beatitudine), studiata per rendere i cibi ultra-processati praticamente irresistibili.

La matematica che ci fa mangiare troppo

Il Bliss Point indica la combinazione ideale di zuccheri, grassi e sale in grado di attivare al massimo i centri del piacere nel nostro cervello. Non è un’esagerazione: questa formula è stata elaborata da fisici, matematici e chimici alimentari per individuare il punto esatto in cui un alimento diventa irresistibile per il palato.

Negli anni ’70, il matematico e psicologo Howard Moskowitz, che collaborava con grandi aziende alimentari, perfezionò questo approccio sperimentando innumerevoli combinazioni degli stessi ingredienti per trovare quella che generava il massimo gradimento.

La triade irresistibile: zucchero, sale e grassi

Al centro di questa formula c’è l’equilibrio perfetto tra tre elementi fondamentali:

  • Zucchero: attiva i recettori del gusto dolce e rilascia dopamina
  • Sale: esalta i sapori e stimola l’appetito
  • Grassi: donano agli alimenti la giusta cremosità o croccantezza

La genialità sta nel non aumentare semplicemente la quantità di questi ingredienti, ma nel bilanciarli in modo ottimale, come in un’equazione matematica a più variabili, per ottenere il massimo piacere.

Come funziona la dipendenza da un punto di vista neurobiologico

Quando consumiamo cibi studiati secondo il Bliss Point, nel nostro cervello si accende un vero fuoco d’artificio biochimico. Le ricerche di neuroimaging mostrano che il cervello rilascia dopamina in quantità paragonabili a quelle prodotte da droghe come la cocaina, attivando il nucleo accumbens, il centro del sistema di ricompensa. Con il consumo ripetuto, il rilascio di dopamina diminuisce, inducendoci a mangiare sempre di più per raggiungere lo stesso piacere iniziale, similmente a quanto avviene con la tolleranza alle sostanze stupefacenti.

La scienza dietro la non-sazietà

Un aspetto affascinante del Bliss Point è come esso superi i normali meccanismi di sazietà. I ricercatori dell’Università del Michigan hanno osservato che i cibi ultra-processati provocano quella che viene definita sazietà sensoriale specifica imperfetta.

In natura, consumare eccessivamente un determinato sapore porta a sviluppare temporaneamente un’avversione, un meccanismo evolutivo che ci sprona a variare la dieta. I cibi ultra-processati, invece, sono studiati per offrire un’esperienza sensoriale gradevole, ma non così intensa da attivare questo meccanismo di protezione.

Il ruolo dell’ingegneria alimentare

Non si tratta solo di chimica, ma di vera ingegneria. Ad esempio, nel caso delle Pringles, gli ingegneri, allora al lavoro per Procter & Gamble, svilupparono un impasto speciale di patate disidratate che si scioglie quasi al primo morso. Questo calcolo mirato fa sì che il cibo sembri quasi dissolversi in bocca, ingannando il cervello sul reale apporto calorico e spingendoci a continuare a mangiare.

La texture è cruciale nelle formule del Bliss Point, per cui gli alimenti sono studiati per offrire un perfetto equilibrio tra:

  • Una croccantezza iniziale
  • Una resistenza al morso attentamente calibrata
  • Una velocità di scioglimento in bocca controllata
  • Una sensazione finale piacevole sul palato

I test scientifici per trovare il punto perfetto

Le grandi aziende alimentari investono milioni in laboratori dove vengono condotti test di mappatura della risposta edonistica, in cui:

  1. Centinaia di versioni di un prodotto vengono testate con diverse proporzioni di ingredienti
  2. I partecipanti valutano il gradimento su scale precise
  3. I dati vengono analizzati con algoritmi complessi
  4. Si realizza una mappa tridimensionale del piacere percepito
  5. Si individua matematicamente il “picco” del piacere, ovvero il Bliss Point

Questi test dimostrano che la maggior parte delle persone trova irresistibili prodotti in cui zuccheri, grassi e sale sono bilanciati in modo ottimale, una combinazione ben diversa dai valori naturalmente presenti negli alimenti.

Casi studio sorprendenti

Un caso emblematico riguarda il ketchup Heinz. Quando altri produttori hanno tentato varianti più dolci o più acide, non sono riusciti a replicare il successo. Il segreto sta nel fatto che il ketchup Heinz combina dolce, salato, acido, amaro e umami in una proporzione perfetta che stimola tutte le papille gustative.

Un altro esempio riguarda le bevande gassate, studiate secondo quello che gli scienziati chiamano il punto di rottura della dolcezza – quel livello esatto di zucchero che risulta estremamente dolce senza essere eccessivo. Per la Coca-Cola, questo punto corrisponde a circa 10,5 cucchiaini di zucchero per lattina.

Come possiamo difenderci?

La consapevolezza è la prima linea di difesa. Sapere che questi prodotti sono studiati per superare le nostre difese naturali ci aiuta a fare scelte più informate. Alcuni studi indicano che bastano due settimane di astinenza dai cibi ultra-processati per “resettare” i recettori del gusto.

Inoltre, la stessa scienza offre una via d’uscita: ricerche della Harvard Medical School dimostrano che una dieta ricca di cibi integrali e fibre attiva percorsi neurali che, col tempo, riducono il desiderio di cibi ultra-processati.

Prospettive future

Attualmente, alcuni scienziati alimentari stanno sperimentando il concetto di Bliss Point etico, applicando la stessa matematica per sviluppare cibi più sani ma altrettanto gustosi. La sfida consiste nel creare formule che soddisfino il palato senza compromettere la salute.

Conoscere i meccanismi che rendono irresistibili i cibi ultra-processati non solo ci aiuta a fare scelte più consapevoli, ma ci ricorda anche come la nostra biologia possa essere manipolata con precisione matematica, trasformando il cibo da semplice nutrimento a potente stimolo comportamentale.

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