Da tempi immemore, l’umanità ha osservato un fenomeno affascinante e misterioso: gli animali sembrano avvertire l’arrivo dei terremoti prima che gli esseri umani se ne accorgano. Questa capacità, spesso definita come “sesto senso”, non è frutto di superstizione, ma si basa su solide evidenze scientifiche che la ricerca moderna continua a confermare.
Il comportamento anomalo degli animali: testimonianze storiche
Già nel 373 a.C. lo storico Diodoro Siculo documentò come, giorni prima del devastante terremoto che distrusse la città di Elice in Grecia, serpenti, ratti, donnole e altri animali abbandonarono improvvisamente l’area. Allo stesso modo, prima del devastante terremoto di Lisbona del 1755, i cavalli si mostrarono irrequieti ore prima della scossa principale.
Nel 1975, durante il terremoto di Haicheng in Cina, le autorità disposero l’evacuazione dopo aver osservato comportamenti insoliti negli animali, salvando migliaia di vite. Serpenti che uscivano dal letargo, maiali che si rifiutavano di entrare nei recinti e mucche inspiegabilmente agitate furono i segnali d’allarme che spinsero all’evacuazione.
Ma come funziona davvero questo “sesto senso”?
Gli scienziati hanno individuato diversi meccanismi attraverso cui gli animali percepiscono i segnali premonitori dei terremoti:
1. Udito ultrasensibile
Molti animali riescono a captare frequenze sonore al di fuori dell’intervallo udibile dagli esseri umani (20-20.000 Hz). Ad esempio, elefanti e balene comunicano tramite infrasuoni (sotto i 20 Hz), simili alle onde P (primarie) che precedono un terremoto. Queste onde di compressione si propagano a circa 5-7 km/s, molto più rapidamente delle onde S (secondarie) che causano i danni maggiori.
2. Percezione delle variazioni del campo elettromagnetico
Prima di un terremoto, lo stress esercitato sulle rocce può generare cariche elettriche che modificano il campo elettromagnetico locale. Uccelli migratori, tartarughe marine e alcuni pesci possiedono magnetorecettori naturali che li rendono sensibili a queste variazioni, impercettibili per noi esseri umani.
“Gli animali hanno sviluppato questi sensi per sopravvivere, orientarsi e cacciare; di conseguenza, riescono a percepire anomalie che anticipano i terremoti” – Dr. Friedemann Freund, geofisico della NASA
3. Sensibilità a gas e sostanze chimiche
Durante le fasi precedenti a un terremoto, piccole fessure nel terreno possono rilasciare radon, elio e altri gas. I cani, grazie a un olfatto fino a 100.000 volte più sensibile del nostro, sono in grado di rilevare queste variazioni chimiche nell’aria e nell’acqua.
4. Vibrazioni impercettibili all’uomo
Gli uccelli possiedono nei loro arti recettori meccanici particolarmente sensibili alle vibrazioni, mentre i serpenti percepiscono le oscillazioni del suolo attraverso la mascella inferiore. Questi sistemi consentono di captare micro-tremori che precedono un terremoto.
Le specie più “dotate” di questo super potere
- Pesci gatto: particolarmente sensibili alle variazioni elettriche nell’acqua, mostrano comportamenti frenetici fino a 72 ore prima di un terremoto
- Formiche: abbandonano i formicai, portando uova e larve in superficie ore prima delle scosse
- Elefanti: durante lo tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano, molti gruppi si spostarono verso zone più elevate prima dell’arrivo dell’onda
- Cani e gatti: manifestano agitazione, abbaiamenti e miagolii insoliti
La scienza si mette in ascolto della natura
Recenti studi dell’Istituto di Fisica Globale di Parigi hanno confermato che, nella settimana precedente a un terremoto di magnitudo superiore a 7, si registra un aumento significativo dei comportamenti anomali sia negli animali selvatici che in quelli domestici.
In Giappone, il Disaster Prevention Research Institute sta conducendo esperimenti con acquari contenenti pesci gatto dotati di sensori che registrano l’attività come potenziale sistema di allerta precoce. In Cina, allevatori di serpenti collaborano con sismologi monitorando il comportamento dei rettili nelle aree a rischio.
Possiamo imparare dalla natura?
Nonostante la tecnologia moderna ci fornisca strumenti sofisticati come sismografi e accelerometri, la natura conserva un vantaggio evolutivo maturato in milioni di anni. Gli scienziati stanno valutando la possibilità di integrare le osservazioni sul comportamento animale nei sistemi di allerta precoce, soprattutto nelle zone rurali dove le tecnologie avanzate sono meno diffuse.
Questo “sesto senso” degli animali ci ricorda che, nonostante i progressi tecnologici, c’è ancora molto da imparare osservando la natura che ci circonda. Gli animali non prevedono i terremoti nel senso stretto del termine, ma avvertono segnali precursori che i nostri sensi limitati e l’attenzione dispersa non riescono a cogliere.
In un mondo sempre più distaccato dall’ambiente naturale, questa straordinaria capacità ci invita a riflettere sull’importanza di ascoltare il sistema d’allarme precoce che la natura ha perfezionato in milioni di anni di evoluzione.