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Operazione X-Ray: la folle storia dei pipistrelli kamikaze armati dagli USA nella Seconda Guerra Mondiale

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Sembra la trama di un film surreale, e invece è storia vera. Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti avviarono un progetto segreto dal nome in codice Operation X-Ray: usare migliaia di pipistrelli per trasformarli in bombe volanti e incendiare le città giapponesi dall’interno. L’idea non nacque da uno stratega militare, ma dalla mente di un dentista americano, Lytle S. Adams, affascinato dai chirotteri. Adams scrisse direttamente alla Casa Bianca, spiegando il suo piano. Contro ogni previsione, il presidente Franklin D. Roosevelt prese sul serio la proposta, annotando che non si trattava affatto di una follia. Così, tra lo scetticismo dei militari e la curiosità degli scienziati, il progetto prese il via.

La logica, per quanto inquietante, era spietatamente semplice. Le città giapponesi dell’epoca erano costruite in gran parte con legno e carta, materiali estremamente infiammabili. I pipistrelli sono animali notturni che all’alba cercano rifugio in fessure, sottotetti e anfratti bui. Se si fosse riusciti a legare a ognuno di essi una piccola bomba incendiaria a tempo, per poi rilasciarli su una città ancora avvolta nel buio, gli animali si sarebbero nascosti spontaneamente dentro le case e gli edifici. Allo scadere del timer, migliaia di piccoli focolai si sarebbero accesi simultaneamente, in punti nascosti e difficili da raggiungere, trasformando la città in un inferno di fuoco. Non un bombardamento dall’alto, ma un’infezione di fiamme dall’interno.

Il cuore tecnico del progetto era tanto ingegnoso quanto precario. La specie scelta fu il pipistrello dalla coda libera messicano, piccolo ma robusto, catturato a migliaia nelle grotte del New Mexico. Per trasportarli, gli scienziati li ibernavano delicatamente, inducendo uno stato di torpore che li rendeva inattivi. Venivano poi alloggiati in centinaia di scomparti individuali all’interno di un grosso contenitore a forma di bomba. Una volta sganciato da un aereo, questo contenitore sarebbe sceso con un paracadute e, a una certa quota, si sarebbe aperto per liberare i pipistrelli, ormai risvegliati e pronti a volare. A ciascuno era stata fissata una minuscola carica incendiaria a base di napalm, con un timer chimico per l’innesco.

Sulla carta, il piano era geniale. Nei test, funzionò fin troppo bene. Durante un esperimento in una base aerea nel Nuovo Messico, accadde l’imprevisto che rese leggendaria l’Operation X-Ray. Alcuni pipistrelli armati sfuggirono al controllo, si rifugiarono sotto le tettoie e nelle strutture della base stessa e, quando i timer scattarono, appiccarono il fuoco a diversi edifici. Il progetto nato per incendiare il nemico finì per bruciare la base dei suoi stessi creatori. Fortunatamente non ci furono vittime, ma l’incidente dimostrò la terrificante imprevedibilità di un’arma vivente. Fu un vero e proprio disastro.

Nonostante ciò, i rapporti tecnici riconobbero il potenziale dell’idea. In un ambiente urbano fatto di legno, queste micro-cariche diffuse potevano essere più efficaci dei bombardamenti convenzionali. Il problema era tutto il resto: gestire migliaia di animali selvatici, mantenerli alla giusta temperatura, sincronizzare i timer e sperare che volassero nella direzione giusta. Ogni anello della catena logistica era fragile. Ogni test portava a galla nuove complicazioni, trasformando il progetto in un incubo logistico.

Oggi è impossibile non considerare l’aspetto etico: trasformare un animale in un vettore sacrificabile, sfruttando il suo istinto per fini bellici, mostra fino a che punto la guerra possa distorcere l’ingegno umano. All’epoca, però, l’urgenza del conflitto spingeva a esplorare ogni soluzione, anche la più estrema. Il progetto fu infine abbandonato per una serie di motivi: costi fuori controllo, continui ritardi, incidenti imbarazzanti e, soprattutto, l’avvento di una tecnologia che avrebbe cambiato la storia. I bombardamenti incendiari su larga scala e, infine, la bomba atomica resero obsoleto il concetto dei pipistrelli kamikaze. L’Operation X-Ray fu ufficialmente cancellata nel 1944, prima di vedere mai il campo di battaglia.

Questa storia continua a colpire l’immaginazione perché è un promemoria di come la creatività umana non abbia confini, nel bene e nel male. È una lezione sul rischio di innamorarsi di un’idea geniale senza fare i conti con la complessità del mondo reale. I pipistrelli-bomba sono rimasti una nota a piè di pagina nella storia militare, il simbolo di un’epoca di esperimenti estremi e un monito su quanto sottile sia il confine tra il genio e il disastro.

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