1768334522724_q43ETpm8

La Tassa sulle Finestre che Oscurò le Città: La Storia della Window Tax in Gran Bretagna

Condividi l'articolo

Immagina una città dove la luce del sole e l’aria fresca avevano un prezzo. Non è una metafora, ma una realtà storica. Nel 1696, in Gran Bretagna, il governo introdusse la Window Tax, una tassa basata sul numero di finestre di un’abitazione. L’idea sembrava geniale nella sua semplicità: chi aveva più finestre possedeva una casa più grande e, di conseguenza, era più ricco e poteva pagare di più. Sulla carta era un sistema progressivo, ma la realtà si rivelò molto diversa.

Per capire le sue origini, bisogna tornare a un’epoca in cui la Gran Bretagna, sfinita da guerre costose, aveva un disperato bisogno di denaro. La tassa sulle finestre fu una scorciatoia astuta per riempire le casse dello Stato senza imporre una tassa sul reddito, che sarebbe stata molto più impopolare. Le finestre erano facili da contare dall’esterno, un indicatore visibile e immediato di presunto benessere. Inizialmente la tassa colpiva solo le abitazioni con più di dieci aperture, ma nel tempo le regole cambiarono più volte.

La reazione della gente, però, stravolse i piani del governo. Invece di pagare, molti iniziarono a murare le finestre per ridurre il numero di aperture tassabili. Nacquero così le “finestre cieche”: dall’esterno, per non rovinare l’estetica e la simmetria delle facciate, si lasciava la cornice, ma l’interno veniva riempito di mattoni. Interi quartieri si trasformarono, mostrando file di rettangoli di muratura al posto del vetro. Divenne la forma più comune di evasione fiscale, un modo per risparmiare tagliando la luce naturale.

Le conseguenze sulla salute pubblica furono drammatiche. Ambienti bui, umidi e senza un adeguato ricambio d’aria divennero il terreno fertile per infezioni e malattie respiratorie come tifo e colera. Medici e riformatori sociali dell’Ottocento iniziarono una lunga battaglia contro la tassa, definendola “una tassa sulla luce e sull’aria”. La loro pressione fu tale che la Window Tax venne finalmente abolita nel 1851 in Inghilterra e Galles, e poco dopo in Scozia.

La tassa non lasciò segni solo sulla salute, ma anche sull’architettura. Nelle epoche georgiana e vittoriana la simmetria era tutto, ma costava cara in termini di imposte. Per questo, gli architetti divennero creativi: alcuni progettarono edifici con meno finestre reali ma con finte finestre dipinte sulla facciata per mantenere l’equilibrio estetico. Altri usarono lucernari e vetrate interne per far entrare la luce senza che venissero conteggiati come aperture tassabili. Ancora oggi, su molti edifici storici, si vedono queste cicatrici architettoniche: riquadri murati che raccontano una storia di ingegno e ribellione fiscale.

Un dettaglio affascinante è il legame con l’espressione inglese “daylight robbery“, che significa “furto alla luce del giorno”. Molti credono che derivi proprio dalla Window Tax, come se lo Stato avesse letteralmente “rubato la luce”. Sebbene sia una storia suggestiva, i linguisti sono concordi nel ritenerla un mito moderno. La connessione è troppo bella per non essere raccontata, ma quasi certamente non è vera.

La Gran Bretagna non fu l’unica. Anche la Francia, alla fine del XVIII secolo, introdusse una tassa simile su porte e finestre, con effetti analoghi. Il principio era sempre lo stesso: più aperture, più ricchezza. E ovunque, le conseguenze impreviste furono le stesse: case più buie e modifiche architettoniche permanenti.

Cosa ci insegna questa vicenda? Che le tasse apparentemente “intelligenti” possono avere effetti perversi e inaspettati. Una misura pensata per colpire i ricchi finì per danneggiare soprattutto i più poveri, che vivevano in affitto in case popolari dove i proprietari muravano le finestre per risparmiare, peggiorando drasticamente la qualità della vita degli inquilini. La somma di migliaia di piccole scelte di risparmio trasformò il volto delle città, rendendole più cupe e meno salubri.

La prossima volta che passeggerai per le strade di città come Londra, Bath o Edimburgo e noterai una finestra che in realtà è un muro, saprai di non stare guardando un errore di costruzione. Stai osservando la prova, scolpita nella pietra, di come una legge sbagliata possa letteralmente rubare la luce e l’aria alle persone, lasciando un’eredità visibile per secoli.

Potrebbe interessarti:

Torna in alto