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Correnti Oceaniche Profonde: Il Motore Invisibile che Plasma Clima ed Ecosistemi Globali

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C’è un vento che non vediamo, che non muove le vele ma cambia il destino dei continenti: scorre nel silenzio delle profondità marine ed è fatto di acqua. Le correnti oceaniche profonde sono come immensi nastri trasportatori che portano calore, sale e nutrienti in giro per il pianeta. Seguendo percorsi lunghissimi, plasmano il clima, alimentano la vita e collegano tra loro oceani e stagioni in una danza che dura secoli.

Per capire questo “vento segreto”, immaginiamo l’oceano come un gigantesco sistema di circolazione. L’acqua fredda e salata è più pesante e sprofonda; quella calda e meno salata è più leggera e rimane in superficie. Questa differenza di densità, legata a temperatura e salinità (la circolazione termoalina), crea un movimento perpetuo, noto come nastro trasportatore globale. Una goccia d’acqua che affonda vicino all’Antartide o alla Groenlandia può impiegare centinaia, a volte mille anni, per riemergere, portando con sé la memoria climatica del luogo in cui è nata.

Tra le protagoniste di questa danza c’è la Corrente Circumpolare Antartica. È la corrente più potente della Terra, l’unica che circonda un intero continente senza ostacoli, spinta dai venti ruggenti dell’emisfero sud. Collega l’Atlantico, il Pacifico e l’Indiano, mescolando le loro acque e distribuendo calore. Ma fa di più: favorisce la risalita di acque profonde ricchissime di nutrienti, che alimentano il plancton e, a cascata, l’intera catena alimentare. È così che il desolato Oceano Australe si trasforma in una incredibile fabbrica di vita. Questa corrente è anche un ingranaggio chiave del “polmone blu” del pianeta: aiuta l’oceano a sequestrare enormi quantità di anidride carbonica nelle profondità, rallentando il riscaldamento globale.

Più a nord, lungo le coste del Sudafrica, scorre la Corrente di Agulhas, un fiume oceanico caldo e veloce, spremuto contro la costa. Arrivata al Capo di Buona Speranza, compie una spettacolare capriola: curva bruscamente su sé stessa e torna indietro. In questa inversione di marcia, però, rilascia giganteschi anelli di acqua calda e salata, chiamati Agulhas rings. Questi vortici, vasti come intere regioni, viaggiano attraverso l’Atlantico, trasportando calore e sale. È un dettaglio con un impatto globale: quell’acqua aiuta a ricaricare la circolazione profonda dell’Atlantico, un motore essenziale per il clima mite europeo e la distribuzione delle piogge.

Le correnti profonde sono anche le autostrade dei nutrienti. Quando queste acque, ricche di fosforo e nitrati, risalgono in superficie, scatenano un’esplosione di vita. È il fenomeno delle zone di risalita (upwelling) lungo le coste del Sud America e dell’Africa sud-occidentale, dove la vita marina prospera grazie a questo fertilizzante naturale portato dal fondo. Senza questo meccanismo, gran parte degli oceani sarebbero dei deserti liquidi.

Il fondale marino stesso guida e scolpisce questi flussi. Catene montuose sottomarine, creste e canyon deviano e concentrano le correnti, creando vere e proprie “cascate” d’acqua sottomarine. La più grande del mondo non è sulla terraferma, ma si trova nello Stretto di Danimarca, tra la Groenlandia e l’Islanda: è la Cascata dello Stretto di Danimarca, un fiume di acqua gelida e densa che precipita per chilometri sul fondale, muovendo volumi d’acqua colossali.

Oggi, seguiamo questi movimenti invisibili con una precisione un tempo impensabile. Grazie a strumenti come le boe Argo, che si immergono e riemergono trasmettendo dati, e ai satelliti che misurano l’altezza della superficie marina, abbiamo mappe dinamiche delle profondità. Questi dati ci raccontano un mondo interconnesso, dove un cambiamento di salinità al Polo Nord può influenzare le piogge ai tropici.

Perché tutto questo conta? Perché il nostro clima è una costruzione oceanica. Tempeste, monsoni e siccità dipendono da come il mare sposta il calore. Le correnti profonde influenzano la temperatura delle nostre città, la disponibilità di pesce e persino il livello del mare. In un mondo che si riscalda, lo scioglimento dei ghiacci immette acqua dolce negli oceani, rischiando di rallentare o alterare questo nastro trasportatore, con conseguenze imprevedibili per tutti noi. Ogni variazione in queste correnti è una nota che risuona, prima o poi, nelle nostre stagioni e nella stabilità del pianeta.

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