L’8 maggio 1980 a Ginevra, l’Assemblea mondiale della sanità approvò la dichiarazione che chiudeva la più antica e violenta minaccia alla salute umana: il vaiolo era stato debellato. Era la prima volta nella storia che una malattia infettiva veniva ufficialmente eliminata dalla faccia della Terra, frutto di una campagna di vaccinazione globale durata oltre dieci anni.
Una data che cambiò la storia della medicina
L’8 maggio 1980 non è solo una pagina del calendario. È il momento in cui i 33 delegati dell’Assemblea mondiale della sanità ratificarono il documento finale della Commissione mondiale per la certificazione dell’eradicazione del vaiolo. Da quel giorno la malattia, responsabile di centinaia di milioni di morti nel solo Novecento, smetteva di esistere fra gli esseri umani.
Ancora oggi è l’unica malattia umana ad essere stata davvero eradicata. Non controllata, non ridotta: eliminata.
Cos’era il vaiolo
Il vaiolo era causato dal virus Variola, di cui esistevano due ceppi principali: la variante major, più letale, e la minor, meno aggressiva. La forma grave aveva una mortalità del 30 per cento e lasciava nei sopravvissuti cicatrici profonde sul viso e sul corpo, oltre a cecità e altre invalidità.
La sua diffusione avveniva tramite goccioline respiratorie e contatto stretto. Bastava un solo malato non isolato per innescare un focolaio. Per questo era considerato uno dei nemici sanitari più temibili di sempre.

Una storia lunga millenni
Tracce di vaiolo si trovano già in mummie egiziane di oltre tremila anni fa. La malattia attraversò civiltà e continenti, decimò popolazioni native delle Americhe nel Cinquecento, fece tremare le corti europee nel Settecento, fece strage nei tropici fino al Novecento. Si stima che, prima dell’eradicazione, uccidesse circa due milioni di persone all’anno.
Il primo vaccino della storia
Nel 1796 il medico inglese Edward Jenner osservò che le mungitrici colpite dal vaiolo bovino, una variante più mite, sembravano poi immuni al vaiolo umano. Inoculando del materiale dalle pustole bovine in un ragazzino, gettò le basi della vaccinazione: il termine «vaccino» nasce proprio dal latino «vacca».
Come si arrivò all’eradicazione
Nel 1959 l’Organizzazione mondiale della sanità lanciò un primo programma globale, ma con risultati limitati. La svolta arrivò nel 1967 con il programma intensificato di eradicazione, guidato dall’epidemiologo americano Donald Henderson e dal russo Viktor Zhdanov.
L’idea fondamentale fu cambiare strategia: invece di vaccinare a tappeto intere popolazioni, si individuavano i focolai e si vaccinavano solo i contatti più stretti dei malati. Una tecnica chiamata «sorveglianza e contenimento», o «ring vaccination», che si rivelò molto più efficiente.

Le tappe finali della campagna
La macchina era enorme: migliaia di operatori sanitari, centinaia di milioni di dosi di vaccino liofilizzato, jeep e cammelli per raggiungere villaggi sperduti in Africa, Asia e Sudamerica. Nazione dopo nazione, il virus arretrava.
L’ultimo caso naturale
Il 26 ottobre 1977, in Somalia, un cuoco ospedaliero di nome Ali Maow Maalin contrasse l’ultimo caso naturale di vaiolo del mondo. Si riprese e visse altri trent’anni, dedicandosi alla campagna di vaccinazione contro la poliomielite.
L’ultimo caso in assoluto
Nel 1978, una fotografa medica britannica, Janet Parker, contrasse il vaiolo in seguito a un incidente di laboratorio a Birmingham. Fu l’ultima morte causata dalla malattia. La tragedia accelerò la chiusura dei laboratori che ancora detenevano il virus per ricerca.
L’annuncio dell’8 maggio 1980
Quel giorno, all’Assemblea mondiale della sanità, fu votata la risoluzione 33.3. Il testo dichiarava ufficialmente che il mondo era libero dal vaiolo e raccomandava di interrompere la vaccinazione di massa, mantenendola solo per il personale di laboratorio. L’annuncio fu salutato come uno dei traguardi più alti della cooperazione internazionale.
Perché fu possibile eradicarlo
Diverse caratteristiche fecero del vaiolo un candidato unico per l’eradicazione:
- colpiva solo gli esseri umani, senza serbatoi animali;
- i sintomi erano molto evidenti e facili da identificare;
- il vaccino, una volta liofilizzato, restava stabile anche ai climi tropicali;
- l’immunità indotta era duratura;
- il periodo di contagiosità era relativamente breve.
Senza queste condizioni l’impresa sarebbe stata impossibile. Ed è anche per questo che eradicare altre malattie, come la poliomielite o il morbillo, richiede strategie ancora più complesse.

Cosa resta del virus oggi
Dopo l’eradicazione si decise di conservare campioni del virus solo in due laboratori ad alta sicurezza: il CDC di Atlanta, negli Stati Uniti, e il centro Vector di Koltsovo, in Russia. Da decenni si discute se distruggerli, ma la decisione è stata sempre rinviata, anche per ragioni di sicurezza nazionale.
L’eredità per le pandemie moderne
L’esperienza del vaiolo ha fornito un manuale operativo per affrontare emergenze sanitarie successive. Ha mostrato come una rete di collaborazione internazionale, una strategia mirata e un vaccino efficace possano vincere anche contro un nemico antichissimo.
Le campagne contro la poliomielite, la lotta contro l’Ebola e perfino la risposta al Covid-19 hanno tratto lezioni preziose da quel modello. Per ogni dubbio sui propri vaccini o sulla propria storia clinica, è sempre opportuno consultare un medico di fiducia.
Il vaiolo nella memoria collettiva italiana
L’Italia abolì l’obbligo della vaccinazione contro il vaiolo nel 1981, un anno dopo l’eradicazione. Per generazioni di italiani la cicatrice tonda sul braccio, lasciata dall’inoculazione nei primi mesi di vita, è stata un piccolo segno comune. Oggi quella cicatrice è quasi un reperto storico: chi è nato dopo i primi anni Ottanta non l’ha più.
Domande frequenti
Esiste ancora il rischio di un ritorno del vaiolo?
Il rischio naturale è praticamente nullo. Resta il timore di un eventuale uso biologico del virus o di una fuga accidentale dai laboratori che lo conservano, ma esistono scorte di vaccino aggiornato a copertura preventiva.
Perché non vacciniamo più contro il vaiolo?
Senza il virus in circolazione, la vaccinazione causerebbe più rischi che benefici, dato che il vaccino tradizionale può avere effetti avversi. Si vaccinano solo personale di laboratorio e operatori speciali.
Qual è la differenza fra vaiolo e varicella?
La varicella è causata da un virus diverso (Varicella-zoster) ed è in genere benigna. Il vaiolo era una malattia molto più grave, con mortalità fino al 30 per cento.
Quante persone morirono di vaiolo nel Novecento?
Le stime parlano di circa 300 milioni di morti nel solo XX secolo, prima della campagna di eradicazione.
Chi ha guidato il programma di eradicazione?
Il volto più noto è quello dell’epidemiologo statunitense Donald Henderson, che diresse il programma intensificato dell’OMS dal 1967 al 1977.
Esiste un giorno per ricordare questa vittoria?
Non c’è una giornata mondiale specifica, ma l’8 maggio resta la data simbolo. Coincide, fra l’altro, con la Giornata mondiale della Croce Rossa.
Per approfondire la storia dei virus e dei vaccini, leggi il nostro articolo «Virus: cosa sono e come funzionano».
