Uno studio conferma che i genitori perdono il sonno per i propri figli anche quando sono adulti

Se hai passato da molti anni l’età adolescenziale e i tuoi genitori ancora si preoccupano se sei sano e salvo non ti devi allarmare più di tanto perché non sei affatto l’unico, anzi…

Uno studio che fa luce sulla questione:

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “The Gerontololist” i genitori di figli che hanno già più di 30 anni tendono ancora a sentire lo stesso stress e la stessa preoccupazioni di prima. In altre parole l’ansia e la preoccupazione dei genitori non conosce fine, sia che nostro figlio abbia 3 anni o addirittura 30. L’autore dello studio, Amber J Seidel ha affermato che si è interessato al caso perché era affascinato dalla cultura della famiglia nella nostra società; in un’intervista alla CBS news ha detto:

“So che sono molte le persone che condividono questo valore, ma ho sempre pensato che gran parte della socializzazione nella nostra cultura si concentri sulla famiglia quando i bambini sono più piccoli. Io cerco di analizzare i fattori che ci aiutano a capire come mai la famiglia continui ad essere una parte così centrale della nostra vita anche in età adulta”

L’esperimento e i dati che sono stati rilevati

Amber Seidel ha analizzato i dati di 186 coppie di persone che hanno figli in età adulta ed ha cercato di capire tutte le dinamiche. In primis ha fatto compilare a tutti un piano dove spiegavano in che modo aiutavano i loro figli (finanziariamente, psicologicamente ed altro) allegandoci poi il numero delle volte per anno (esempio: aiuto economicamente mio figlio 3 volte all’anno).

Successivamente i genitori hanno riferito, con una scala da 1 a 5, quanto si preoccupavano per i loro figli; ed infine hanno dovuto dire quante ore di sonno facevano al giorno e la media di quest’ultima si è attestata sulle 6 ore e mezza circa sia per i padri che per le madri (seppur con leggerissime differenze).

Un aspetto insolito e problematico

Si sa che i genitori devono essere sempre presenti; però adesso si sta assistendo ad un effetto dai risvolti ancora ignoti: gli esperti hanno rilevato che negli ultimi tempi la presenza genitoriale nella vita dei propri figli è aumentata a dismisura a causa della tecnologia che, con le varie applicazioni di messaggistica istantanea come Facebook e WhatsApp, ha permesso ai genitori stessi di accedere più massivamente alla vita dei loro figli. Tutto questo però non ha fatto altro che creare ulteriore preoccupazione ai genitori stessi dandogli più motivi per sentirsi in ansia.

Di fronte a tutto questo,  Seidel afferma che il problema non è lo stress in sé ma il modo con cui ci affacciamo ad esso, infatti aggiunge che: se non adotteremo delle tecniche adeguate, i genitori che continuano a preoccuparsi eccessivamente potrebbero avere dei problemi fisici molto seri, una su tutte la soppressione immunitaria. Seidel vorrebbe che i genitori capissero che c’è una bella differenza tra aiutare e controllare il proprio figlio. Ciononostante, l’esperto si dice speranzoso e crede che le future ricerche (tra i genitori ed i figli) riusciranno a far luce su tutte le dinamiche che hanno a che vedere con la salute fisica e psicologica.

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