Morte da solletico: la terribile tortura che può causare infarto o asfissia

Credi che sia impossibile morire dalle risate e che il solletico sia innocuo?

Se soffri il solletico, probabilmente, alcune volte sei stato vittima di qualche simpatico parente che ne ha approfittato e che ti ha fatto piangere dalle risate toccandoti sotto le ascelle, le piante dei piedi o la pancia. Forse, in alcuni casi, sei addirittura arrivato ad odiare questa persona perché per te, nonostante le risate, non si è affatto trattato di un momento divertente.

Il solletico è un’azione fisiologica involontaria che viene provocata nel momento in cui qualcuno ci tocca all’improvviso alcune parti del corpo che risulatano essere più sensibili di altre. Si tratta di una delle azioni umane più comuni e sono stati svolti molti studi a riguardo dai quali è emerso che, fin da bambini, questa attività ci aiuta ad instaurare legami affettivi e di fiducia con genitori, fratelli ed amici.

commonsWikimedia / David Shankbone

Quando qualcuno ci fa il solletico tendiamo a divincolarci e scoppiamo a ridere; la risata è data da una reazione psicologica e, spesso, le persone che lo soffrono maggiormente tendono ad iniziare a ridere ancora prima di essere toccate. Di fatto, però, questa risata involontaria incita chi ci sta facendo il solletico a continuare, in quanto viene interpretato come un qualcosa di positivo.

Ma il solletico non sempre è divertente, anzi, se chi ce lo fa è troppo insistente, o se ci viene fatto in un ambiente in cui non ci sentiamo sicuri ed a nostro agio, può diventare una vera e propria tortura.

Anche se ridere è, solitamente, un’azione piacevole, un eccesso di risate può portare ad un arresto cardiaco o all’asfissia e di persone morte per questa causa se ne sono registrate diverse dall’antichità fino ai giorni nostri. Il solletico non sembrerebbe di per sé pericoloso, ma se persistente, la persona che lo sta subendo entra in uno stato di tensione, affaticamento ed ansia e le continue risate possono causare un fenomeno chiamato lipotimia che porta un’improvvisa sensazione di debolezza che può anche portare alla perdita dei sensi.

In passato la “Tickle torture” o tortura del solletico è stata utilizzata svariate volte da culture diverse, in quanto provoca nella vittima un disagio fisico e mentale che lo mette in una posizione di inferiorità e, per questo, è stato anche usato come un metodo di interrogatorio.

Uno dei casi più conosciuti è sicuramente “La tortura cinese del solletico“, questo castigo veniva praticato in particolar modo dalla dianstia Han e serviva per punire le persone di ceto nobile, in quanto non lasciava segni visibili e la vittima si poteva riprendere in breve tempo. Oltre al popolo cinese, si dice che anche i romani torturassero attraverso questo metodo, facevano immergere i piedi del malcapitato in una soluzione salina, poi una capra iniziava a leccare insistentemente sia il liquido che i piedi e l’operazione veniva ripeuta per molte volte; al principio la sensazione era quella di solletico, dopodiché finiva per essere molto doloroso.

Un altro caso di torture a base di solletico è stato dichiarato da Josef Kohout, prigioniero di un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, il quale ha affermato di aver visto degli ufficiali nazisti torturare un altro prigioniero a forza di solletico sulle piante dei piedi, il quale poi è deceduto.

Il solletico può essere molto bello e divertente se fatto con amore e senza insistenza, altrimenti può trasformarsi in un gioco pericoloso ed un vero e proprio incubo per chi lo sta ricevendo.

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