Il papà che si prende cura del proprio bambino non “aiuta”, esercita la paternità

Nel lessico di molte persone non è ancora stata inserita la parola “paternità“, capita che alcuni uomini non ne conoscano nemmeno il significato e non si tratta di sminuire le persone in questione, ma di fatto, sono pochi i papà che dedicano del tempo di qualità ai propri bambini, che si occupano di loro quando piangono consolandoli tra le proprie braccia, che mettono da parte la nausea e il disgusto cambiando loro i pannolini e che quando crescono ed iniziano a farfugliare le prime parole, sono lì per insegnargliene di nuove.

I papà si devono rendere conto che non stanno facendo un favore alla madre e tanto meno ai figli, bensì stanno sviluppando il senso più meraviglioso che possono provare nella loro vita, ovvero stanno esercitando la prorpia paternità.

Siamo talmente abituati a distinguere i diversi doveri di casa che vi abbiamo integrato anche le varie funzioni della mamma e del papà, tuttavia, è molto importante sapere che doveri condivisi non significa dire: “Oggi mio marito mi aiuterà a pulire la casa”, o “Mia moglie deve uscire e mi prenderò cura io dei nostri figli”, siamo in un’era moderna dove il genere non è più uno stereotipo, ma di fatto continuiamo a generalizzare.

“Padre non è colui che dà la vita, padre è colui che educa con amore”

A dire il vero, oggi la figura materna e paterna non hanno più un ruolo fisso come un tempo, ma è più variabile rispetto a prima; anche se quando il bimbo nasce è con la mamma che crea un legame indistruttibile durante i primi mesi di vita, la figura paterna è diventata ugualmente rilevante, perché l’immagine dell’uomo autoritario si è via via disciolta, lasciando il posto ad aspetti più importanti nella formazione del bambino, come l’amore e l’affetto.

Dobbiamo mettere da parte quel modo di vedere la vita all’antica, dove il padre dovrebbe solo prendersi cura dell’economia domestica senza svolgere altre attività. Prendi nota: “Un padre è colui che non esita a dedicare del tempo ai propri figli quando è il momento di fare i compiti, è colui che dedica attenzioni speciali a ciò che ritiene di estrema importanza nella propria vita: la propria famiglia e la propria casa”.

Il cervello degli uomini durante la crescita di un figlio

È importante sapere che durante la gravidanza, la fase dell’allattamento e la continua cura del bambino, il cervello di una donna subisce una sorta di ristrutturazione che ha lo scopo di adattarsi ai cabiamenti, i livelli di ossitocina aumentano ed anche la sensibilità delle sinapsi che permettono alla donna di riconoscere lo stato d’animo ed i bisogni del proprio bambino.

Anche nei papà il cervello subisce un cambiamento, ma solo se hanno un ruolo importante nella cura dei bambini, in quanto un padre può relazionarsi con il figlio proprio come la madre, sia in ambito emotivo che percettivo.

A dimostrarlo sono state le ricerche effettuate presso il Brain Research Center della Bar- Ilan University, diversi papà, sia eterosessuali che omosessuali, sono stati sottoposti a varie TAC al cervello che hanno evidenziato un aumento dell’attività dell’amigdala di 5 volte superiore al normale. Questa parte del cervello è relativa alla paura ed al pericolo, in pratica, si è rivelata una maggiore sensibilità al mondo emotivo dei propri bambini.

Maternità e paternità responsabili

Il lavoro che, probabilmente, comprende più sfide è quello del genitore e, come in tutte le cose, non tutti siamo uguali e non tutti reagiamo allo stesso modo; c’è chi non sa rimanere nelle vite dei propri figli, o madri che diventano dannose nell’educazione dei bambini, ragazzi meravigliosi che sanno essere ottimi padri nonostante siano soli senza l’appoggio di una donna e c’è anche chi non si sente preparato per affrontare l’enorme impegno che sta per arrivare nella propria vita.

“Dobbiamo smettere di sfidarci l’un l’altro.
È ora di vedere i generi come un insieme, non come un gioco di poli opposti “

Detto in altro modo, l’essere padre non dipende dal genere, ma dal senso di umanità, dall’essere consapevoli di ciò di cui abbiamo bisogno dall’altro e svilupparci nell’educazione dei nostri figli a seconda delle loro caratteristiche.

Deve essere chiaro che l’educazione di un bambino è un lavoro che va fatto in squadra, spalla a spalla e non un’esclusiva di un determinato genere, cercando sempre di dare il miglior esempio possibile per il bene dei nostri figli.

È ora di lasciarci alle spalle questi stereotipi e queste etichette, dobbiamo sensibilizzare la nostra società, dobbiamo smettere di giudicare le madri che vogliono eccellere in altri ambiti, perché non per questo sono “cattive madri” e, dall’altra parte, gli uomini che cambiano i pannolini esercitano al meglio la propria paternità e questo significa che hanno saputo assumersi responsabilmente i propri doveri.

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