La malattia di Lyme. Il mostro invisibile che tutti dovrebbero conoscere

Un batterio che si nasconde, muta e confonde, si espande nel mondo e influenza la qualità della vita delle persone.

La causa che porta la malattia di Lyme venne scoperta nel 1981 da Willy Burgdorfer, un batteriologo statunitense, che dopo lunghe ricerche riuscì ad identificare il batterio Borrelia burgdorferi, il quale permise di approfondire gli studi riguardanti questa subdola malattia.

Il batterio spiraliforme Borrelia burgdorferi infesta maggiormente le zecche del genere Ixodes che, oltre al morbo di Lyme, possono essere vettori anche di altri tipi di malattie. Per questo motivo, soprattutto nei periodi estivi, è bene prestare molta attenzione alla presenza di questi parassiti, poiché possono essere pericolosi sia per le persone che per gli animali. Per questo, dopo ogni passeggiata in un luogo che potrebbe essere a rischio, si consiglia di controllare con attenzione le parti del corpo che potrebbero essere state esposte.

Di fatto, non è semplice accorgersi della presenza di una zecca sulla pelle, perché, mentre succhia il sangue, dalla propria bocca secerne una sorta di anestetico che le consente di passare quasi del tutto inosservata e, durante il tempo in cui rimane attaccata alla pelle, i batteri presenti nel suo stomaco possono spostarsi nel corpo del suo ospite e sono proprio questi ultimi che portano a soffrire di questa patologia. Fortunatamente, non tutte le zecche sono vettori di questa malattia, tuttavia, anche quando si contrae è veramente difficile da diagnosticare.

Questo accade perché può presentare più sintomi completamente diversi tra loro, i quali possono essere riconducibili ed associati ad altre patologie come, per esempio, sindrome da affaticamento, fibromialgia, deficit di attenzione, lupus, encefalite, ansia, sclerosi multipla e persino Alzheimer.

Solitamente, il morso di una zecca provoca una ferita sulla pelle che assume la forma di un cerchio di colore rosso, il quale è circondato da un anello più chiaro che, a sua volta, è all’interno di un altro cerchio più grande sempre di colore rosso, si tratta di un chiaro segnale che fa capire che è il momento di farsi visitare da un medico. Inizialmente, oltre all’eruzione cutanea, possono presentarsi sintomi simil influenzali come, per esempio, linfonodi ingrossati, affaticamento, mal di testa e dolori muscolari, i quali possono anche scomparire da soli. Però, non tutte le persone che hanno contratto la malattia di Lyme hanno avuto i problemi sopraelencati e in questi casi è ancora più difficile da riconoscere.

Paola Ribadeneira è una donna di nazionalità colombiana che ha dovuto combattere per più di quattro anni prima di scoprire di aver contratto la malattia di Lyme e, per questo, ha voluto raccontare la propria esperienza affinché altre persone possano evitare di vivere il suo stesso calvario.

Nel 2013, la donna che viveva tra il Regno Unito e il Ghana, iniziò a sentirsi sempre stanca e senza voglia di fare però, nonostante avesse fatto tutti gli accertamenti necessari, nessuno riusciva a trovare la causa del suo costante malessere, al contrario, tutti credevano che fosse riconducibile alla sua recente gravidanza. Dopo qualche tempo tutti i sintomi peggiorarono, ma in quel periodo Paola dovette dare la priorità ad altre patologie e dopo essersi sottoposta ad una mastectomia, ad una isterectomia e dopo aver superato anche la malaria, la donna riuscì a dare la giusta importanza a quei sintomi che la stavano accompagnando da troppo tempo.

Il mal di testa, l’irritabilità, la depressione, le scosse elettriche che sentiva in tutto il corpo, l’intorpidimento di un lato del viso e la nausea costanti dovevano pur avere una spiegazione e, non trovando risposte dai professionisti a cui si era rivolta, iniziò a fare delle ricerche per proprio conto che la portarono alla conclusione di essere affetta da questa sottodiagnosticata e terribile malattia.

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