Processionaria: guida completa su cos’è, rischi per uomo e animali e come difendersi

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La processionaria è un pericolo reale e nascosto nei nostri boschi e giardini. Questo insetto, anche se sembra innocuo, può causare gravi problemi di salute a persone e animali domestici. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questo temibile parassita.

Cos’è la processionaria e perché preoccupa

La processionaria è un lepidottero della famiglia dei Thaumetopoeidae. In Italia si trovano principalmente due specie: la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea).

Il nome deriva dal fatto che le larve si muovono in fila indiana, formando vere e proprie processioni. I loro peli, molto sottili, contengono una proteina tossica, la thaumetopoeina, che può scatenare forti reazioni allergiche.

Il ciclo vitale della processionaria

Conoscere il ciclo biologico della processionaria è fondamentale per poterla combattere:

  1. Estate: le farfalle adulte depongono le uova sui rami degli alberi, come pini e querce.
  2. Autunno: le uova si schiudono e le larve iniziano a svilupparsi, costruendo nidi di seta bianchi.
  3. Inverno: le larve si rifugiano nei nidi e si nutrono di foglie o aghi.
  4. Primavera: i bruchi discendono dagli alberi in processione per interrarsi e completare la metamorfosi.
  5. Estate successiva: emerge la nuova generazione di falene adulte.

I pericoli per l’uomo

I peli urticanti della processionaria rappresentano un serio rischio per la salute umana, poiché possono causare:

  • Dermatiti da contatto con arrossamenti, forte prurito e vesciche
  • Congiuntiviti e cheratiti in caso di contatto con gli occhi
  • Riniti e crisi d’asma se i peli vengono inalati
  • Reazioni anafilattiche in soggetti molto sensibili (evento raro, ma pericoloso)

Le reazioni possono verificarsi anche senza un contatto diretto, poiché i peli possono essere trasportati dal vento per centinaia di metri.

I rischi per gli animali domestici

Gli animali domestici, specialmente i cani, sono molto a rischio. Il contatto, spesso dovuto alla loro curiosità, può provocare conseguenze gravi, come:

  • Necrosi della lingua, che può richiedere un intervento chirurgico parziale
  • Forti infiammazioni del cavo orale, con conseguente difficoltà a deglutire
  • Problemi respiratori in caso di inalazione dei peli
  • Shock anafilattico in situazioni critiche

I sintomi da tenere d’occhio includono eccessiva salivazione, gonfiore di lingua e labbra, difficoltà a mangiare e bere e il solito grattarsi il muso con le zampe.

Una curiosità scientifica allarmante

Uno studio dell’Università di Torino ha evidenziato che la thaumetopoeina può rimanere attiva fino a 5 anni anche nei nidi vuoti o abbandonati, rappresentando così un pericolo duraturo.

Come difendersi: strategie preventive e interventi

Prevenzione nelle aree verdi

  • Installare trappole a feromoni per catturare le farfalle maschio
  • Piantare specie arboree resistenti (come cedri e cipressi) al posto dei pini
  • Favorire i predatori naturali come cince, cuculi e pipistrelli
  • Monitorare gli alberi in autunno per individuare eventuali nidi

Interventi di controllo

  • Rimuovere meccanicamente i nidi durante l’inverno, utilizzando adeguate protezioni
  • Utilizzare trattamenti microbiologici con Bacillus thuringiensis var. kurstaki
  • Applicare l’endoterapia: iniezioni di insetticidi sistemici nel tronco
  • Usare anelli collanti attorno ai tronchi per impedire la discesa dei bruchi

ATTENZIONE! La rimozione dei nidi deve essere eseguita solo da personale specializzato, dotato di protezioni adeguate (tute, guanti, maschere, occhiali). Il fai-da-te può disperdere i peli urticanti e aumentare i rischi.

Come comportarsi in caso di contatto

Per gli esseri umani:

  1. Lavare subito la zona interessata con acqua e sapone
  2. Evitare di grattare per non favorire l’ingresso dei peli
  3. Applicare ghiaccio per alleviare il prurito
  4. Usare antistaminici o cortisonici secondo prescrizione medica
  5. In caso di reazioni gravi, chiamare immediatamente il 118

Per gli animali domestici:

  1. Risciacquare abbondantemente la bocca con acqua, facendo attenzione a non farla ingerire
  2. Evitare che l’animale si gratti
  3. Portarlo subito dal veterinario
  4. Non somministrare farmaci senza il parere del veterinario

Aspetti legali e normativi

In Italia, la lotta contro la processionaria del pino è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2007, che la definisce parassita da quarantena. In determinate situazioni, è obbligatoria la segnalazione e l’intervento per la sua eliminazione.

Gli enti locali possono emettere ordinanze che impongono ai proprietari di aree verdi di procedere alla disinfestazione, con possibili sanzioni in caso di inadempienza.

Innovazioni tecnologiche nella lotta alla processionaria

La ricerca scientifica sta sviluppando metodi sempre più efficaci e sostenibili per contrastare questo parassita:

  • Droni con termocamere per individuare precocemente i nidi
  • Confusione sessuale tramite la diffusione di feromoni sintetici
  • Bioinsetticidi di nuova generazione a basso impatto ambientale
  • App per la segnalazione che permettono di mappare la presenza dei nidi

Combattere la processionaria è una sfida continua che richiede un approccio integrato: prevenzione, monitoraggio costante e interventi mirati. Solo informandoci e agendo con consapevolezza possiamo proteggere noi stessi, i nostri animali e l’ambiente.

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