Hai mai visto il tuo gatto premere ritmicamente le zampe su una coperta morbida o sulle tue gambe, con un’aria di totale concentrazione? Questo gesto, che chiamiamo teneramente “fare la pasta”, è uno dei comportamenti più dolci e antichi del mondo felino. Potrebbe sembrare solo una dimostrazione d’affetto, ma in realtà è un mix affascinante di istinto, biologia e comunicazione che va molto oltre un semplice “ti voglio bene”.
Tutto comincia nell’infanzia. I gattini appena nati “impastano” la pancia della mamma per stimolare il flusso di latte. Questo movimento crea un legame potentissimo tra il gesto, il calore, il nutrimento e un senso di totale sicurezza. Anche da adulto, il gatto conserva questa memoria istintiva. Quando fa la pasta, sta riattivando quella sensazione di comfort assoluto, un vero e proprio rituale di auto-consolazione. Non a caso, spesso mentre impasta fa le fusa o addirittura sbava un po’: è la traccia di quel legame primordiale e felice con la madre.
Ma non è solo un ricordo. Sotto i polpastrelli delle zampe, i gatti hanno delle ghiandole odorifere. Ogni volta che premono su una superficie, rilasciano delle sostanze invisibili chiamate feromoni. In pratica, lasciano una firma olfattiva che dice: “questo posto è mio, è sicuro, mi appartiene”. È il loro modo di marcare il territorio in modo positivo, non per dominare, ma per creare un ambiente che odora di “casa” e che li fa sentire tranquilli.
Questo comportamento è anche un’eredità dei loro antenati selvatici. Immagina un felino in natura: prima di sdraiarsi, schiaccia erba e foglie per preparare un nido comodo e sicuro, controllando che non ci siano pericoli nascosti. Il tuo gatto fa lo stesso sul divano. Quel movimento, inoltre, è un ottimo esercizio di stretching: allunga i muscoli e i tendini delle zampe e delle spalle, mantenendolo agile e flessibile. È un piccolo rituale di benessere fisico, che probabilmente favorisce anche il rilascio di endorfine, le molecole della felicità.
Fare la pasta è anche comunicazione pura. I gatti riservano questo gesto ai momenti in cui si sentono completamente al sicuro e a loro agio, specialmente vicino alle persone di cui si fidano ciecamente. Se il tuo gatto impasta su di te, ti sta facendo il più grande dei complimenti: ti sta includendo nel suo “spazio sicuro” e sta mescolando il suo odore con il tuo. È una forma di intimità profonda, basata su fiducia e biologia.
Ogni gatto ha il suo stile inconfondibile. C’è chi impasta con delicatezza, chi tira fuori leggermente gli artigli per l’entusiasmo, chi usa solo le zampe anteriori e chi sembra danzare con tutte e quattro. Se le unghie diventano un problema, basta tenerle spuntate e offrirgli una coperta spessa dedicata solo a lui. Mai punirlo: impastare è un bisogno naturale e un grande segno di benessere.
A volte, il gesto è accompagnato dal succhiare il tessuto (un comportamento chiamato “wool-sucking”), spesso legato a uno svezzamento un po’ troppo rapido. Se non è ossessivo, è solo un’ulteriore ricerca di conforto. È importante osservare il contesto: se il gatto impasta ed è rilassato, è tutto a posto. Se invece appare frenetico, potrebbe essere un modo per gestire ansia o stress.
Questo rituale è così antico da precedere la domesticazione e accomuna quasi tutti i felini, anche quelli selvatici. Quando il tuo gatto “fa la pasta”, sta usando uno strumento multifunzione: si tranquillizza, personalizza il suo ambiente, prepara il suo giaciglio e ti dimostra la sua fiducia. L’affetto è la conseguenza di tutto questo. È il linguaggio silenzioso dei felini, un gesto che racchiude milioni di anni di evoluzione e ci svela un piccolo, meraviglioso segreto della natura, direttamente sul nostro divano.
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