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Il misterioso viaggio delle farfalle monarca tra Canada e Messico guidato da una mappa nel cervello

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Ogni autunno, piccole creature che pesano meno di una graffetta intraprendono un viaggio epico. Sono le farfalle monarca, che partono dal Canada e dagli Stati Uniti per attraversare un intero continente, volando per 3.000 chilometri fino alle montagne del Messico. Ma come fanno? Il loro segreto, che ha affascinato gli scienziati per decenni, è una sorta di mappa nel cervello: un sistema di navigazione naturale incredibilmente sofisticato.

Questa “mappa” non è un disegno, ma un insieme di strumenti biologici. Il principale è un compasso solare: le farfalle si orientano seguendo la posizione del Sole. Ma il Sole si sposta durante il giorno. Qui entra in gioco il dettaglio più sorprendente: nelle loro antenne si nasconde un precisissimo orologio biologico. Il cervello della monarca combina due dati — la posizione del Sole e l’ora del giorno — per correggere costantemente la rotta e mantenere una direzione precisa verso sud-ovest. È un GPS naturale con compensazione del tempo.

E se il cielo è nuvoloso? Le monarca attivano un piano B. Sono in grado di percepire la luce polarizzata, invisibile a noi, che filtra attraverso le nubi. Alcuni studi suggeriscono che possano persino usare il campo magnetico terrestre come bussola di riserva. Tutte queste informazioni vengono elaborate in una zona del cervello chiamata complesso centrale, dove i neuroni trasformano i segnali esterni in una direzione chiara da seguire.

A rendere questo viaggio ancora più incredibile è il fatto che a compierlo è una generazione unica: la supergenerazione. Durante la primavera e l’estate, le monarca vivono solo poche settimane, spostandosi verso nord in un ciclo di 3-4 generazioni. Ognuna si riproduce e passa il testimone. Ma alla fine dell’estate nasce una generazione diversa, che non si riproduce. Entra in uno stato di pausa chiamato diapausa, accumula grassi, sviluppa ali più grandi e resistenti e si prepara a vivere fino a otto mesi per completare la migrazione.

Questa supergenerazione vola senza sosta fino alle foreste di abeti di oyamel, in Messico. Perché proprio lì? Perché quel luogo offre un microclima perfetto: l’altitudine garantisce temperature fresche ma non gelide, e l’umidità costante aiuta le farfalle a conservare energia. Lì trascorrono l’inverno, raggruppate a milioni sui rami, formando grappoli che le proteggono dal freddo e che, al sorgere del Sole, si sciolgono in spettacolari nuvole arancioni.

Ma come può una creatura così piccola percorrere 3.000 chilometri? Sfruttando l’aria. Le monarca non sbattono continuamente le ali; sono maestre del volo a vela. Sfruttano le correnti termiche ascensionali, proprio come i rapaci, lasciandosi trasportare verso l’alto per poi planare per lunghi tratti. In questo modo risparmiano energie preziose, riuscendo a coprire anche cento chilometri in un solo giorno.

La domanda più affascinante rimane: come fanno a ritrovare ogni anno gli stessi santuari in Messico, pur non essendoci mai state prima? La risposta è scritta nel loro codice genetico. Non è un ricordo, ma una memoria genetica. La rotta è un istinto potentissimo, attivato dalla diminuzione delle ore di luce e dal calo delle temperature. Seguono un programma innato che, combinato ai loro strumenti di navigazione, le guida infallibilmente verso la meta.

Per decenni, nessuno sapeva dove andassero a svernare. La scoperta fu essa stessa un’avventura, guidata dal biologo canadese Fred Urquhart e da sua moglie Norah. A partire dagli anni ’50, insieme a migliaia di volontari, iniziarono a marcare le ali delle monarca con minuscole etichette adesive. La ricerca durò quasi quarant’anni, finché nel 1975, grazie al loro lavoro e all’aiuto di una coppia sul campo in Messico, vennero finalmente scoperte le colonie. Le immagini di alberi interamente coperti di farfalle fecero il giro del mondo.

Questa migrazione, per quanto spettacolare, è estremamente fragile. La sopravvivenza delle monarca dipende da una pianta specifica, l’asclepiade, l’unica di cui si nutrono i loro bruchi. L’uso di erbicidi in agricoltura, la deforestazione nei siti di svernamento in Messico e la perdita di habitat lungo la rotta migratoria stanno mettendo a rischio questo fenomeno. Anche il cambiamento climatico, con tempeste improvvise e siccità, rappresenta una minaccia mortale.

Nonostante tutto, ogni anno la supergenerazione si mette in viaggio, guidata da una mappa invisibile. Osservare una monarca significa ammirare un capolavoro di ingegneria naturale. Un sistema di navigazione solare con un orologio nelle antenne, un cervello che calcola la rotta, un corpo progettato per volare per migliaia di chilometri. Un intero continente unito dal battito d’ali di una creatura che pesa meno di un grammo, un promemoria della forza e della fragilità della natura.

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