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Quando il NORAD iniziò a tracciare Babbo Natale grazie a un errore di stampa

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È il 1955. Il mondo trattiene il fiato sull’orlo della Guerra Fredda. Negli Stati Uniti, i cieli sono sorvegliati giorno e notte: la paura di un attacco atomico o di bombardieri sovietici è reale e palpabile. A Colorado Springs, dentro il bunker del CONAD (Continental Air Defense Command), l’atmosfera è carica di tensione. All’improvviso, il silenzio operativo viene spezzato dallo squillo del telefono sulla scrivania del Colonnello Harry Shoup. Non è un telefono qualunque: è la linea riservata alle massime emergenze. Shoup afferra la cornetta con il cuore in gola, pronto a gestire una crisi internazionale.

Dall’altra parte, però, non c’è il Presidente degli Stati Uniti né un generale in preda al panico. C’è una voce tremante e piena di speranza: quella di un bambino che chiede: «Sei tu Babbo Natale?». Il Colonnello, inizialmente stizzito e confuso, crede a uno scherzo di cattivo gusto. Ma in realtà è appena accaduto qualcosa di incredibile. Un grande magazzino locale, la Sears, aveva pubblicato un annuncio sul giornale invitando i bambini a chiamare direttamente Babbo Natale. A causa di un banale errore di stampa, però, il numero pubblicato non era quello del negozio, ma proprio quello del centro di comando segreto della difesa aerea americana.

In quel momento, Shoup fa una scelta che cambierà la storia. Invece di riagganciare o sgridare il piccolo, decide di stare al gioco. Con un gesto di straordinaria umanità, ordina ai suoi uomini di controllare i radar per rintracciare la slitta magica. Agli operatori impartisce un ordine preciso: date ai bambini che chiameranno la posizione esatta di Babbo Natale. Nasce così, per caso, una tradizione leggendaria. Nel 1958 il comando cambia nome in NORAD (North American Aerospace Defense Command), ma la missione della notte di Natale resta invariata: usare la tecnologia più avanzata al mondo per proteggere e seguire il viaggio più importante dell’anno.

Ma come fanno, tecnicamente, i militari a “tracciare” Babbo Natale? Quella che sembra una favola è diventata un formidabile esercizio di divulgazione scientifica. Il NORAD spiega ai bambini il funzionamento dei sistemi di difesa reali attraverso la magia:

  • Il sistema Radar: Tutto inizia con il “North Warning System”. Una potente rete di 47 stazioni radar posizionate lungo il nord del Canada e l’Alaska scansiona i cieli senza sosta. Appena la slitta decolla dal Polo Nord, i radar ne rilevano la firma e iniziano il tracciamento.
  • Satelliti e Infrarossi: Una volta in volo, entrano in gioco i satelliti geostazionari situati a 36.000 km dalla Terra. Questi strumenti sono dotati di sensori a infrarossi progettati per rilevare il calore dei missili. Nella narrazione del NORAD, il “naso rosso” della renna Rudolph emette una traccia termica così potente da essere paragonabile al calore di un razzo, rendendo la slitta visibile ai sensori spaziali.
  • I Jet da Caccia: Quando Babbo Natale entra nello spazio aereo nordamericano, viene scortato da veri piloti militari. In Canada si alzano in volo i CF-18, mentre negli Stati Uniti la scorta d’onore è affidata ai caccia F-15 e F-16. I piloti spesso inclinano le ali in segno di saluto.

Oggi, il programma NORAD Tracks Santa è un fenomeno globale gestito da centinaia di volontari che, la notte della Vigilia, rispondono a migliaia di chiamate ed email in diverse lingue. Il sito web ufficiale mostra in tempo reale la slitta che sfreccia sopra le piramidi d’Egitto, la Torre Eiffel o il Colosseo. Dietro il gioco, si nasconde una lezione preziosa su geografia, fusi orari e velocità.

Questa storia vera ci insegna che anche nei luoghi più rigidi e segreti, dove la tecnologia serve solitamente alla guerra, c’è spazio per la gentilezza. L’errore di un tipografo e l’intuizione di un Colonnello hanno trasformato strumenti di sorveglianza in macchine di meraviglia, ricordandoci che la scienza raggiunge il suo apice quando riesce a farci sognare.

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