1770566585313_LAqLZDWy

La Guerra dei 335 Anni: Il Conflitto Dimenticato che Durò Tre Secoli senza Sparare un Colpo

Condividi l'articolo

Immagina di svegliarti una mattina e scoprire che la terra su cui cammini è ininterrottamente in guerra da oltre tre secoli. Non ci sono sirene antiaeree, non ci sono trincee da difendere, nessun soldato è mai caduto al fronte. Sembra la trama di un romanzo distopico o un errore di sistema, invece è successo davvero. Questa è incredibile ma vera storia della Guerra dei 335 anni, un conflitto surreale combattuto tra i Paesi Bassi e le Isole Scilly, un piccolo arcipelago situato all’estremo sud-ovest del Regno Unito, al largo delle coste della Cornovaglia.

Tutto ebbe inizio nel lontano 1651, durante le fasi finali della sanguinosa Guerra Civile Inglese. La situazione politica era incandescente: i parlamentari, guidati da Oliver Cromwell, avevano ormai messo all’angolo i monarchici fedeli alla corona. Le Isole Scilly, con la loro posizione strategica e isolata, erano diventate l’ultimo disperato rifugio per la flotta realista. Da questo avamposto, le navi fedeli al Re colpivano sistematicamente i mercantili olandesi, alleati dei parlamentari, causando danni economici immensi a quella che allora era una superpotenza commerciale.

Stanchi di perdere denaro e navi, gli olandesi decisero di reagire. L’ammiraglio Maarten Tromp arrivò alle Scilly con una richiesta precisa: la restituzione dei beni sequestrati e la fine immediata delle ostilità. Quando la diplomazia fallì, Tromp fece una mossa che avrebbe segnato la storia in modo bizzarro: dichiarò guerra. Tuttavia, non potendo dichiarare guerra all’Inghilterra intera (gran parte della quale era già in mano ai loro alleati parlamentari), dichiarò guerra specificamente e solo alle Isole Scilly.

Pochi mesi dopo, nel giugno del 1651, accadde l’inevitabile: la flotta realista, ormai braccata, si arrese alle forze parlamentari inglesi. La minaccia era svanita. La flotta olandese, non avendo più nemici attivi da combattere, levò le ancore e tornò in patria. La vita riprese il suo corso, i commerci ripartirono e le isole tornarono a essere un tranquillo avamposto di pescatori. Ma nel caos del momento, nessuno si preoccupò di un dettaglio burocratico fondamentale: non fu mai firmato un trattato di pace.

Tecnicamente, per il diritto internazionale dell’epoca, lo stato di guerra rimase aperto. I decenni divennero secoli. L’epoca d’oro della pirateria finì, arrivò la Rivoluzione Industriale, scoppiarono due Guerre Mondiali, l’uomo sbarcò sulla Luna, eppure, nel silenzio degli archivi, Paesi Bassi e Isole Scilly erano ancora nemici giurati. Una guerra fantasma, invisibile e dimenticata da tutti.

Bisogna aspettare il 1985 perché questa assurdità tornasse a galla. Uno storico locale delle Scilly, Roy Duncan, contattò l’ambasciata olandese a Londra per verificare quella che sembrava solo una vecchia leggenda locale. Dopo aver controllato i documenti storici, la risposta lasciò tutti di stucco: la dichiarazione di guerra era ancora valida. Tecnicamente, l’arcipelago era sotto assedio da 335 anni.

La conclusione di questa vicenda è una delle pagine più belle e ironiche della diplomazia moderna. Il 17 aprile 1986, l’ambasciatore olandese Rein Huydecoper sbarcò sulle isole. Non portava cannoni o ultimatum, ma una pergamena. In una cerimonia ufficiale, tra sorrisi e strette di mano, fu finalmente firmato il trattato di pace. L’ambasciatore scherzò dicendo che, per gli abitanti delle Scilly, doveva essere un sollievo sapere che la flotta olandese non li avrebbe più attaccati.

Quel giorno si chiuse ufficialmente il conflitto più lungo della storia e, allo stesso tempo, quello con il minor numero di vittime: zero. Nessun colpo sparato, nessuna goccia di sangue versata in tre secoli e mezzo. Questa storia ci lascia una lezione potente e inaspettata: a volte la storia non è fatta solo di grandi battaglie, ma di dimenticanze umane. E ci ricorda che la pace, anche se arriva con 335 anni di ritardo, è sempre l’unica firma che conta davvero per chiudere i cerchi della storia.

Potrebbe interessarti:

Torna in alto