5 cose sorprendenti sulle stelle che vediamo ma forse non esistono più

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Quando alziamo lo sguardo verso il cielo notturno e contiamo le stelle, in realtà guardiamo un album di vecchie fotografie. Ogni puntino luminoso è una scena che si è svolta anni, secoli o addirittura millenni fa. E in alcuni casi quella stella, oggi, potrebbe già non esistere più. Ecco cinque cose sorprendenti sulla luce che vediamo dal cielo notturno.

1. Vedere le stelle significa guardare il passato

La luce non si propaga istantaneamente: viaggia a circa 300.000 chilometri al secondo. È rapidissima per le distanze terrestri, ma diventa lenta in scala astronomica. Per coprire la distanza tra il Sole e la Terra, la luce impiega circa 8 minuti e 20 secondi: il Sole che vediamo, in pratica, è il Sole di 8 minuti fa.

Per le altre stelle la differenza è enormemente maggiore. La luce della stella più vicina dopo il Sole, Proxima Centauri, impiega 4,24 anni a raggiungerci. Quella di Betelgeuse, gigante rossa nella costellazione di Orione, viaggia per circa 640 anni prima di toccare i nostri occhi. Quando la guardiamo, vediamo come era nel XIV secolo.

2. Alcune stelle visibili a occhio nudo potrebbero non esistere più

Le stelle non sono eterne: nascono dalle nubi di gas e polveri, vivono per milioni o miliardi di anni e infine muoiono. Le più massicce esplodono in supernove, eventi così potenti da illuminare per giorni intere galassie.

Poiché la loro luce impiega molto tempo a raggiungerci, è possibile che una stella «esploda» mentre la stiamo ancora vedendo intatta. Ad esempio, se Betelgeuse esplodesse in supernova oggi, lo scopriremmo solo tra circa 640 anni. Allo stesso modo, se è esplosa nel Trecento, la sua esplosione non è ancora arrivata a noi.

Per le stelle a occhio nudo, le distanze tipiche sono di decine, centinaia o qualche migliaio di anni luce: per la stragrande maggioranza non sono però abbastanza «vecchie» da essere già morte, quindi gli astronomi sono cauti nel dire che «sono morte e non lo sappiamo». In ogni caso, qualche caso isolato è statisticamente plausibile.

Via Lattea visibile da un punto di osservazione lontano dalle citta
La luce delle stelle visibili nella Via Lattea ha impiegato decine, centinaia o migliaia di anni per raggiungerci.

3. Le costellazioni stanno cambiando forma molto lentamente

Le costellazioni ci sembrano disegni eterni. In realtà sono solo proiezioni: stelle a distanze diverse, allineate per caso dal nostro punto di vista. Ogni stella si muove nello spazio rispetto al Sole, alcune molto più rapidamente di altre.

Il fenomeno si chiama moto proprio. È quasi impercettibile su scala umana, ma su scale di migliaia di anni cambia il disegno delle costellazioni. La forma dell’Orsa Maggiore, ad esempio, era ben diversa 100.000 anni fa e sarà di nuovo diversa fra altrettanto tempo. Le costellazioni dei nostri antenati paleolitici non erano le stesse che vediamo noi.

4. Non vediamo davvero tutte le stelle che pensiamo

Anche in una notte limpida e in un cielo buio di alta montagna, a occhio nudo ne distinguiamo «solo» circa 4.500 nell’emisfero visibile, e meno di 9.000 in totale in tutto il cielo terrestre nei due emisferi. Ma la nostra galassia, la Via Lattea, contiene da 200 a 400 miliardi di stelle.

L’inquinamento luminoso ha peggiorato drasticamente la situazione. Chi vive in città vede in media meno di un centinaio di stelle, contro il migliaio possibile in cielo scuro. Il problema non è solo estetico: la luce artificiale altera i ritmi biologici di animali, piante e degli esseri umani stessi, e disturba la ricerca astronomica anche con i telescopi. Per approfondire la voce Stella su Wikipedia raccoglie molte informazioni utili.

Le stelle «fantasma» della luce diffusa

In più, parte di ciò che vediamo non è esattamente «stelle». Alcuni puntini sono pianeti del Sistema Solare (Venere, Giove, Marte, Saturno e in certi periodi Mercurio), riconoscibili perché non «brillano» come le stelle vere. Altri puntini in movimento sono satelliti artificiali. E un occhio attento può notare anche oggetti molto diffusi, come la striscia nebulosa della Via Lattea, in realtà composta da miliardi di stelle troppo deboli per essere risolte singolarmente.

Scia di stella cadente nel cielo notturno
Le stelle cadenti sono in realta piccoli frammenti di roccia che si vaporizzano in atmosfera.

5. Le stelle cadenti non sono stelle

Il fenomeno più poetico associato al cielo notturno, le stelle cadenti, in realtà non ha nulla a che fare con le stelle. Si tratta di piccoli detriti di roccia o di ghiaccio (le meteoroidi) che entrano in atmosfera a decine di chilometri al secondo. L’attrito con l’aria li scalda fino a vaporizzarli, generando una scia luminosa che vediamo per un istante.

La maggior parte di questi corpi è grande come un granello di sabbia. Solo i frammenti più grossi (i meteoriti) riescono a toccare il suolo. Lo «sciame» delle Perseidi di metà agosto, in Italia chiamato anche «lacrime di San Lorenzo», è prodotto dai detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle.

Quanto è davvero lontano lo spazio?

Per orientarci tra le distanze stellari, gli astronomi usano l’anno luce: la distanza percorsa dalla luce in un anno, circa 9.460 miliardi di chilometri. Ecco qualche distanza confrontata:

  • Sole: 8 minuti luce (cioè circa 150 milioni di km, una distanza che la luce percorre in 8 minuti).
  • Proxima Centauri: 4,24 anni luce.
  • Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno: 8,6 anni luce.
  • Polare: circa 433 anni luce.
  • Centro della Via Lattea: circa 26.000 anni luce.
  • Andromeda, la galassia più vicina visibile a occhio nudo: circa 2,5 milioni di anni luce.

Quando guardiamo Andromeda a occhio nudo, vediamo la luce partita 2,5 milioni di anni fa, quando in Africa Homo habilis cominciava a costruire i primi strumenti di pietra.

Costellazione e nebulose riprese a lunga esposizione
Le costellazioni cambiano lentamente forma a causa del moto proprio delle stelle.

L’astronomia come archeologia cosmica

In questo senso ogni osservazione astronomica è una forma di archeologia. I telescopi più potenti, come l’Hubble e il James Webb, sono progettati per catturare la luce di galassie lontanissime: la loro luce ha viaggiato per oltre 13 miliardi di anni, mostrandoci com’era l’universo poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang.

Questa apparente «lentezza» della luce è quindi un dono, non un limite: ci permette di guardare il passato remoto dell’universo senza inventare macchine del tempo. Se ami queste prospettive cosmiche, leggi anche il nostro articolo su aurore boreali e Sole, in cui la luce gioca un ruolo altrettanto sorprendente.

Domande frequenti

Quanto tempo impiega la luce delle stelle ad arrivare a noi?

Dipende dalla distanza. Per la stella più vicina, Proxima Centauri, circa 4,24 anni. Per le stelle visibili a occhio nudo, da pochi anni fino a qualche migliaio di anni luce.

Esistono davvero stelle che vediamo ma non ci sono più?

Statisticamente è possibile per stelle a grandi distanze, ma per la maggior parte delle stelle visibili a occhio nudo, distanti da poche decine a poche migliaia di anni luce, è raro. Gli astronomi parlano di «possibilità», non di certezze diffuse.

Le costellazioni esistono davvero?

Sono raggruppamenti convenzionali. Le stelle che le compongono sono spesso a distanze diversissime tra loro e formano un disegno solo dal nostro punto di vista. In altri sistemi planetari, quelle stesse stelle disegnerebbero figure diverse.

Perché in città non si vedono le stelle?

Per via dell’inquinamento luminoso: la luce artificiale diffusa nell’aria sovrasta la luce debole delle stelle. Per vederne davvero molte serve un cielo scuro, lontano dai centri abitati.

Cosa sono esattamente le stelle cadenti?

Frammenti di roccia o ghiaccio (meteoroidi) che, entrando in atmosfera, si surriscaldano e vaporizzano lasciando una scia luminosa. Non c’entrano nulla con le stelle vere e proprie.

Cosa significa anno luce?

È la distanza percorsa dalla luce in un anno, circa 9.460 miliardi di chilometri. Si usa per misurare le distanze stellari ed è anche una misura del tempo nel passato che osserviamo.