Pint of Science 2026: la scienza arriva nei pub italiani in 28 città

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Dal 18 al 20 maggio 2026 la scienza esce dai laboratori e si siede al bancone del pub. Pint of Science, festival internazionale di divulgazione scientifica, torna in Italia con 90 locali distribuiti in 28 città e oltre 300 ricercatori pronti a raccontare il proprio lavoro davanti a una birra. È uno dei modi più riusciti per avvicinare il grande pubblico alla ricerca, e nel 2026 cresce ancora.

Cosa è Pint of Science

Pint of Science è un festival di divulgazione scientifica nato nel Regno Unito nel 2013 e oggi diffuso in oltre venti Paesi. L’idea è semplice: per tre serate consecutive, ricercatori universitari e di centri di ricerca raggiungono pub, birrerie e locali pubblici per parlare delle proprie ricerche al pubblico, in un’atmosfera informale e senza barriere accademiche. Non servono lauree, non servono prerequisiti: basta sedersi, ordinare qualcosa e ascoltare.

Il formato funziona perché capovolge la dinamica della divulgazione tradizionale. Invece di chiedere alla gente di entrare in università, sono gli scienziati a entrare nei luoghi della socialità quotidiana. Una scelta che riduce la distanza percepita tra chi fa ricerca e chi paga la ricerca con le proprie tasse.

Le origini del festival

Tutto nasce da un esperimento di due ricercatori dell’Imperial College di Londra, Michael Motskin e Praveen Paul, che nel 2012 avevano organizzato un evento intitolato «Meet the Researchers» portando persone affette da Alzheimer, Parkinson, malattie del motoneurone e sclerosi multipla nei laboratori per mostrare loro la ricerca in corso. L’esperienza fu così intensa, da entrambe le parti, che i due decisero di provare il contrario: portare la ricerca fuori dall’università.

Nel maggio 2013 nacque così la prima edizione di Pint of Science, in tre città del Regno Unito. Il successo fu immediato e l’anno dopo il festival arrivò in Italia, Francia, Stati Uniti e Australia. Oggi è un appuntamento annuale che coinvolge centinaia di città in tutto il mondo, sempre nelle stesse tre serate di maggio.

Come si svolge una serata

La struttura è semplice e ripetuta in ogni pub aderente. Ogni sera si tengono uno o due interventi, di solito di una ventina di minuti ciascuno, seguiti da una sessione di domande e risposte aperta al pubblico. Tra un intervento e l’altro c’è tempo per chiacchierare, fare domande informali, partecipare a quiz o piccoli giochi a tema scientifico. Non c’è proiezione di slide piene di formule: i ricercatori preparano interventi accessibili, con esempi quotidiani e linguaggio comprensibile.

L’ingresso è gratuito o a offerta libera, ma è quasi sempre necessario prenotare per via dello spazio limitato dei locali. I posti si esauriscono in genere nelle prime ore dall’apertura delle prenotazioni.

Scienziati al lavoro in un laboratorio di ricerca
Una serata informale con ricercatori che raccontano il proprio lavoro

L’edizione italiana 2026: numeri e città

Per il 2026, Pint of Science Italia coinvolge 28 città distribuite lungo tutta la penisola, dalle isole al Nord. Tra queste figurano Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Cagliari, Caserta, Catania, Ferrara, Frascati, Genova, Latina, L’Aquila, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Savona, Siena, Torino, Trento, Trieste e Udine.

I locali coinvolti sono 90, con un parterre di oltre 300 ricercatori. Si tratta della rete più ampia mai mobilitata in Italia per il festival, segno di una crescita costante negli ultimi anni e dell’interesse del pubblico verso la divulgazione scientifica fatta da chi la ricerca la pratica davvero.

Una ricerca trasversale

Il festival accoglie discipline diverse e non si limita alle scienze «dure». Una stessa città può ospitare nello stesso fine settimana interventi su biologia molecolare, fisica delle particelle, scienze sociali, archeologia, intelligenza artificiale e medicina. La varietà fa parte del progetto: vuole mostrare che la ricerca è un’attività plurale, fatta da tante persone con interessi differenti.

I temi del 2026

L’edizione di quest’anno affronta alcuni dei fronti più discussi della ricerca contemporanea. Tra i temi ricorrenti negli interventi delle varie città troviamo l’intelligenza artificiale e le sue applicazioni concrete, i computer quantistici e le promesse del calcolo del futuro, le missioni spaziali in corso e quelle in preparazione, le onde gravitazionali e gli sviluppi dopo le prime osservazioni di LIGO e Virgo.

Forte presenza anche delle neuroscienze, con ricerche sulla memoria, sul sonno e sull’effetto delle sostanze psichedeliche in contesti terapeutici controllati. Non mancano l’evoluzione biologica, la medicina di precisione, le microplastiche, la sicurezza globale e i cambiamenti sociali studiati da sociologi e antropologi.

Persone che si ritrovano in un ambiente sociale conviviale
Le tre serate del festival coinvolgono pubblico di ogni età

Perché funziona: la divulgazione orizzontale

Il segreto del successo di Pint of Science è il principio della divulgazione orizzontale. A differenza di un convegno o di una conferenza accademica, dove la separazione tra relatore e pubblico è netta, il pub crea uno spazio condiviso: ci si siede ai tavoli, si beve la stessa cosa, ci si parla a tu per tu durante l’intervallo. Questa dimensione orizzontale abbatte molte resistenze: chi non avrebbe mai messo piede in un’aula universitaria entra volentieri in un pub.

Un secondo elemento è la brevità. Venti minuti sono il tempo giusto perché l’attenzione non cali e perché il relatore sia costretto a sintetizzare il proprio lavoro nei concetti essenziali. È un esercizio difficile per chi è abituato a presentare a colleghi che condividono il gergo, ma è anche un’ottima palestra di chiarezza.

L’impatto sulla cultura scientifica

Iniziative come Pint of Science contribuiscono a un cambiamento culturale lento ma misurabile. Studi sulla percezione della scienza mostrano che la fiducia nella ricerca cresce quando il pubblico ha occasione di incontrare ricercatori in carne e ossa, fare domande dirette e ricevere risposte oneste — comprese quelle che ammettono ciò che non si sa ancora.

Per i giovani, questi eventi possono essere il primo contatto con la possibilità di una carriera scientifica raccontata da chi la vive ogni giorno. Per chi invece è semplicemente curioso, sono un modo agile di rimanere aggiornato su ciò che accade in ambiti che di solito si conoscono solo attraverso titoli di giornale.

Come partecipare

Per partecipare a Pint of Science 2026 occorre consultare il programma della propria città sul sito ufficiale del festival e prenotare il posto, di solito gratuitamente. Ogni serata ha un tema diverso e un locale diverso, quindi vale la pena dare un’occhiata all’intero calendario per scegliere gli interventi più in linea con i propri interessi.

Una piccola raccomandazione: arrivare con un certo anticipo. Anche con la prenotazione, i locali si riempiono e prendere posto nelle prime file rende molto più semplice partecipare alle domande, che spesso sono la parte migliore della serata.

Strumenti scientifici e ricerca contemporanea
Una rete di volontari coordina l’edizione italiana del festival

Un fenomeno internazionale, una rete italiana solida

La rete italiana di Pint of Science è coordinata da un comitato di volontari, in larga parte ricercatori e dottorandi che dedicano tempo personale all’organizzazione. È un lavoro di logistica complesso: contattare i locali, selezionare gli interventi, gestire le prenotazioni, comunicare sui social. Eppure il bilancio degli ultimi anni mostra una macchina sempre più rodata.

L’Italia è oggi tra i Paesi con la rete più estesa, segno che il pubblico c’è e che la voglia di scienza «alla spina», raccontata senza filtri e con un po’ di umorismo, non manca. In un’epoca in cui la disinformazione corre veloce, conoscere chi fa ricerca e capire come si arriva a un risultato scientifico è una piccola forma di alfabetizzazione critica.

Domande frequenti

Quando si tiene Pint of Science 2026?

Le tre serate sono il 18, 19 e 20 maggio 2026 in tutto il mondo. In Italia il festival coinvolge 28 città e 90 locali.

Bisogna pagare per partecipare?

L’ingresso agli eventi è in genere gratuito o a offerta libera. Le consumazioni al bar restano a carico dei partecipanti. È quasi sempre necessario prenotare il proprio posto in anticipo sul sito ufficiale.

Posso partecipare se non ho un background scientifico?

Sì, Pint of Science è pensato proprio per il grande pubblico. I ricercatori preparano interventi accessibili, senza prerequisiti tecnici. Le domande del pubblico sono incoraggiate e nessuna è considerata «sciocca».

I bambini possono partecipare?

Trattandosi di eventi serali in pub e birrerie, l’accesso può essere limitato in base alle normative locali sulla somministrazione di alcolici. Alcuni eventi pomeridiani in caffè o sale civiche sono aperti a un pubblico più ampio. Verifica sempre il programma della tua città.

Come posso diventare relatore?

Le candidature aprono di solito tra gennaio e febbraio, attraverso il sito ufficiale di Pint of Science Italia. È rivolto a chi fa attivamente ricerca presso università o enti di ricerca italiani.

Esistono iniziative simili in Italia?

Sì, la divulgazione scientifica vive un momento ricco: dai festival come Bergamoscienza al CICAP Fest, fino a notti come la Notte Europea dei Ricercatori. Pint of Science si distingue per il taglio informale e la capillarità territoriale, ma è solo una delle proposte di un panorama vivace.

Per approfondire la storia della divulgazione scientifica, leggi anche il nostro articolo sui santi di ghiaccio di maggio, che mescola tradizione popolare e scienza del clima.

Per il programma completo del festival e le informazioni ufficiali, consulta il sito di Pint of Science Italia.