Pannelli solari tra i binari: il test svizzero funziona

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E se lo spazio vuoto tra le rotaie dei treni potesse produrre elettricità pulita? In Svizzera non è più un’ipotesi. Un progetto pionieristico ha installato pannelli solari proprio tra i binari di una linea ferroviaria attiva e, dopo un anno di test con oltre 11.000 treni passati sopra, i risultati sono positivi. È una piccola grande notizia per la transizione energetica, e potrebbe presto arrivare anche in Italia.

Una centrale solare nascosta tra i binari

L’idea è tanto semplice quanto geniale: sfruttare lo spazio inutilizzato tra le due rotaie di una ferrovia per posarvi pannelli fotovoltaici. A realizzarla è stata la start-up svizzera Sun-Ways, che nella primavera del 2025 ha inaugurato il primo impianto solare rimovibile al mondo installato su una linea ferroviaria in esercizio.

Il sito di prova si trova a Buttes, un villaggio del cantone di Neuchâtel, nella Svizzera occidentale, su un tratto di circa 100 metri gestito dalla compagnia regionale TransN. Qui sono stati montati 48 pannelli, ciascuno da 380 watt, per una potenza complessiva di circa 18 kilowatt. Non è un grande impianto, ma non era questo lo scopo: serviva a dimostrare che l’idea può funzionare nel mondo reale.

Come funziona il sistema

I pannelli vengono posati come un tappeto tra le traverse, all’interno del binario, senza interferire con il passaggio dei convogli. La particolarità del sistema svizzero è che i moduli sono completamente rimovibili: grazie a un macchinario apposito è possibile stendere o rimuovere l’impianto in modo rapido e meccanizzato, un aspetto essenziale perché le ferrovie hanno bisogno di accedere ai binari per la manutenzione.

Pannelli solari fotovoltaici sotto il sole
I pannelli fotovoltaici posati tra i binari sono rimovibili. Foto: Faqrul 2023 / Pexels

La pulizia? Ci pensano i treni

C’è un dettaglio quasi poetico. Ogni volta che un treno passa sopra i pannelli genera uno spostamento d’aria che spazza via polvere e sporco dalla superficie. In pratica, il traffico ferroviario contribuisce a mantenere puliti gli stessi pannelli che sfrutta lo spazio dei binari: un piccolo esempio di efficienza spontanea.

I risultati dopo un anno di test

Nel luglio 2026 il progetto ha superato il traguardo dei dodici mesi di funzionamento e i numeri raccontano una storia incoraggiante. Più di 11.000 treni sono transitati direttamente sopra i pannelli, a velocità fino a circa 90 chilometri orari, e la struttura è rimasta stabile, sicura e produttiva.

Dall’avvio, l’impianto ha generato oltre 16.000 chilowattora di elettricità: abbastanza da coprire il consumo medio annuo di tre o quattro famiglie svizzere. Su un tratto di appena 100 metri è un risultato notevole, che conferma la solidità dell’idea di base.

Perché è una buona notizia

Il vero punto di forza di questa soluzione non è la quantità di energia prodotta da un singolo tratto, ma il potenziale su larga scala. Le reti ferroviarie sono infrastrutture immense che attraversano intere nazioni, e lo spazio tra i binari è già lì, disponibile e inutilizzato. Coprirlo di pannelli non richiede di consumare nuovo suolo, sottrarre terreni all’agricoltura o deturpare paesaggi.

Secondo le stime di Sun-Ways, se il sistema venisse esteso a tutta la rete ferroviaria svizzera potrebbe produrre energia sufficiente ad alimentare circa 300.000 abitazioni. È esattamente il tipo di innovazione che serve: sfruttare meglio ciò che già esiste, invece di costruire da zero.

Rotaie di una ferrovia in un paesaggio aperto
Le reti ferroviarie offrono spazi già disponibili per il solare. Foto: Altaf Shah / Pexels

Il vantaggio dello spazio già disponibile

Uno dei problemi del fotovoltaico su grande scala è proprio lo spazio: i grandi impianti richiedono superfici estese, che a volte entrano in conflitto con altri usi del territorio. Le ferrovie offrono una risposta elegante a questa difficoltà. Sono corridoi lineari, distribuiti in modo capillare, già dotati di connessione alla rete elettrica e presidiati per la sicurezza.

Sfruttare questi spazi significa aggiungere capacità rinnovabile senza gli attriti tipici dei nuovi impianti a terra. È una filosofia che si sta diffondendo anche altrove, dai tetti alle pensiline dei parcheggi, e che si inserisce nel più ampio slancio delle energie pulite: di recente, per la prima volta, eolico e solare hanno superato il gas nella produzione mondiale di elettricità.

Le sfide ancora aperte

Sarebbe scorretto raccontare solo il lato entusiasmante. Restano diversi nodi da sciogliere prima che i binari solari diventino una realtà diffusa:

  • la sicurezza ferroviaria: bisogna garantire che i pannelli non riflettano la luce in modo pericoloso e non interferiscano con i sistemi di segnalamento;
  • la resistenza nel tempo: vibrazioni, microparticelle dei freni e sollecitazioni continue mettono alla prova i materiali;
  • i costi: l’installazione e la manutenzione devono diventare competitive rispetto ad altre forme di solare;
  • l’ombreggiamento: in alcuni tratti gallerie, edifici e vegetazione riducono la resa.

Proprio per rispondere a queste domande i test proseguiranno, raccogliendo dati su un periodo più lungo prima di pensare a un’espansione vera e propria.

L’interesse internazionale (e l’Italia)

Il successo dei primi mesi ha attirato l’attenzione ben oltre i confini svizzeri. La società ferroviaria francese ha firmato un accordo di collaborazione, la Corea del Sud ha già approvato un proprio progetto pilota e anche il gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana avrebbe manifestato interesse a valutare una sperimentazione.

Significa che presto potremmo vedere pannelli solari spuntare tra i binari anche nel nostro Paese, che di rete ferroviaria ne ha parecchia e di sole pure. Un’occasione concreta per unire mobilità sostenibile e produzione di energia pulita.

Impianto di pannelli solari per la produzione di energia pulita
Energia pulita dalle infrastrutture che già esistono. Foto: K / Pexels

Una piccola rivoluzione a bassa voce

Non tutte le innovazioni arrivano con annunci clamorosi. A volte progrediscono in silenzio, un treno alla volta, su cento metri di ferrovia in un villaggio di montagna. La centrale solare tra i binari di Buttes è una di queste storie: dimostra che ripensare l’esistente, con creatività e buon senso, può aprire strade nuove verso un futuro più pulito. Puoi approfondire il progetto nel reportage di SWI swissinfo.ch.

Domande frequenti

Dove si trova la ferrovia solare svizzera?

A Buttes, nel cantone di Neuchâtel, in Svizzera occidentale, su un tratto di circa 100 metri gestito dalla compagnia regionale TransN.

Quanta energia produce l’impianto?

In un anno ha generato oltre 16.000 chilowattora, l’equivalente del consumo di tre o quattro famiglie, su un tratto di soli 100 metri.

I pannelli non sono un pericolo per i treni?

Nei test i moduli sono rimasti stabili e sicuri dopo il passaggio di più di 11.000 treni. La sicurezza resta comunque uno degli aspetti sotto osservazione.

Come si puliscono i pannelli tra i binari?

In gran parte da soli: il passaggio dei treni genera uno spostamento d’aria che spazza via polvere e detriti dalla superficie dei moduli.

Perché i pannelli sono rimovibili?

Perché le ferrovie devono poter accedere ai binari per la manutenzione. Un macchinario apposito permette di stendere e rimuovere rapidamente l’impianto.

Arriverà anche in Italia?

È possibile. Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana ha mostrato interesse per una sperimentazione, così come Francia e Corea del Sud.