| Cos'è | Miraggio superiore complesso: immagini multiple, alternate dritte e capovolte, molto allungate in verticale [aty.sdsu.edu] |
|---|---|
| Dove si osserva in Italia | Stretto di Messina, soprattutto dalla costa di Reggio Calabria verso la Sicilia [treccani.it] |
| Altri luoghi | Regioni artiche, sopra ghiaccio e acqua fredda; Lago di Ginevra [atoptics.co.uk] |
| Quando | All'alba o al crepuscolo, con aria calma [aty.sdsu.edu] |
| Causa | Inversione termica: aria più calda sopra aria più fredda, che crea un dotto ottico [aty.sdsu.edu] |
| Soglia per il dotto ottico | Temperatura in aumento di oltre ~0,11 °C per metro (~11 °C ogni 100 m) [aty.sdsu.edu] |
| Tratto distintivo | Estrema instabilità delle immagini, che cambiano di continuo [treccani.it] |
| Primo uso del nome | 1617, Cronica di Reggio di Marc'Antonio Politi [aty.sdsu.edu] |
| Prima osservazione datata | 15 agosto 1643, padre Ignazio Angelucci a Reggio (pubblicata da Kircher nel 1646) [aty.sdsu.edu] |
| Primo trattato | Antonio Minasi, Dissertazione prima sopra un fenomeno volgarmente detto fata Morgana, Roma 1773 [eip.hueb.iued.uni-heidelberg.de] |
| Origine del nome | La fata Morgana del ciclo arturiano, in letteratura dal XII secolo [treccani.it] |
La Fata Morgana è un miraggio superiore complesso: sull’orizzonte compaiono coste, navi o isole moltiplicate, allungate in verticale e in parte capovolte, simili a torri e città sospese sul mare. Il nome nasce nello Stretto di Messina. La causa è uno strato d’aria più calda sopra aria più fredda, che curva la luce.
Dove e quando si vede la Fata Morgana?
Il luogo classico è lo Stretto di Messina, osservato soprattutto dalla costa di Reggio Calabria verso la Sicilia: l’Enciclopedia Italiana Treccani la definisce un miraggio «osservabile con relativa facilità nello Stretto di Messina». Le cronache antiche concordano su due condizioni: aria calma e ore vicine all’alba o al tramonto. Secondo il fisico Andrew T. Young (San Diego State University), queste immagini compaiono di solito al crepuscolo e con aria ferma, le condizioni che favoriscono le inversioni termiche (Young, Fata Morgana). Il fenomeno non è esclusivo dell’Italia: è frequente nelle regioni artiche, dove aria gelida e densa ristagna sul ghiaccio (Atmospheric Optics), ed è stato studiato a lungo sul Lago di Ginevra da François-Alphonse Forel.
Perché si forma la Fata Morgana?
Serve un’inversione termica: vicino al mare l’aria è più fredda e densa, poco più in alto è più calda. I raggi di luce che attraversano questo strato vengono piegati verso il basso e restano intrappolati in un «dotto» ottico che segue la curvatura della Terra. Per creare il dotto, la temperatura deve salire con la quota di oltre circa 0,11 °C per metro, cioè circa 11 °C ogni 100 metri (Young, Ducts). Poiché lo strato ondeggia, i diversi pezzi dell’immagine si alzano e si abbassano di continuo: Treccani indica come tratto tipico della Fata Morgana «l’estrema instabilità delle immagini».
Chi ha descritto per primo la Fata Morgana?
Il nome «Fata Morgana» per questi miraggi compare per la prima volta nel 1617, nella Cronica di Reggio di Marc’Antonio Politi (Young). La prima osservazione datata è quella di padre Ignazio Angelucci, che il 15 agosto 1643 vide lo spettacolo dalla sua finestra a Reggio; la sua lettera fu pubblicata dal gesuita Athanasius Kircher in Ars Magna Lucis et Umbrae (Roma, 1646). Il primo trattato dedicato è la Dissertazione prima sopra un fenomeno volgarmente detto fata Morgana del domenicano Antonio Minasi, stampata a Roma nel 1773 (Heidelberger Übersetzungsbibliographie).
Perché si chiama Fata Morgana?
Morgana è la fata del ciclo arturiano, entrata in letteratura nel XII secolo con la Vita Merlini di Goffredo di Monmouth (Treccani, Morgana). La tradizione popolare le attribuiva il potere di mutare forma, e le immagini cangianti sullo Stretto vennero lette come i suoi castelli incantati. Nel Seicento, scrive Kircher, «gli abitanti di Reggio chiamano questo spettacolo Morgana».
Cosa non è vero
«È un’illusione ottica.» No: i miraggi sono fenomeni fisici reali dell’ottica atmosferica, prodotti dalla curvatura dei raggi luminosi in strati d’aria a temperatura diversa, e si possono fotografare (Young, Introduction to Mirages). L’occhio non inventa nulla: registra luce che ha davvero seguito un percorso curvo.
«Il nome viene dal greco o dall’ebraico.» È l’etimologia proposta da Minasi nel 1773 e ricopiata per oltre due secoli, ma secondo Young è infondata. Il nome viene dalla fata Morgana delle leggende bretoni, come riporta anche l’Enciclopedia Italiana.
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Fonti
- Andrew T. Young (San Diego State University) – Fata Morgana
- Andrew T. Young – Ducts (dotti ottici atmosferici)
- Treccani, Enciclopedia Italiana (1934) – Miraggio
- Treccani, Enciclopedia Italiana (1934) – Morgana, Fata
- Heidelberger Übersetzungsbibliographie – Minasi, Dissertazione prima (1773)
- Les Cowley, Atmospheric Optics – Fata Morgana
Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2026 · scheda fenomeno curata dalla redazione con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, sotto la responsabilità editoriale di Andrea Bertolotti.