A Viterbo scoperchiarono il tetto per eleggere un papa
Per eleggere un papa ci vollero quasi tre anni: alla fine i viterbesi chiusero a chiave i cardinali e tolsero il tetto. Così nacque il conclave.
La curiosità è sintomo d'intelligenza
Episodi, persone e luoghi che hanno lasciato un segno, raccontati con i documenti in mano.
Schede: Leone X · Malaria · Tomba di Dante · Giovanni Battista Belzoni · Vomitorium · Campi Flegrei
Episodi, persone e luoghi che hanno lasciato un segno, raccontati con i documenti in mano.
Per eleggere un papa ci vollero quasi tre anni: alla fine i viterbesi chiusero a chiave i cardinali e tolsero il tetto. Così nacque il conclave.
Quasi quattromila anni fa i Sumeri incisero sull’argilla una battuta su una sposa e un peto. Era un compito di scuola, e fa ridere ancora.
Un chierico firmò e datò il libro che stava copiando: grazie a lui sappiamo che la biblioteca di Verona è aperta da quindici secoli
Fino al 1981 a Roma e Milano le lettere urgenti correvano sottoterra, spinte dall’aria dentro i tubi: come funzionava la posta pneumatica
La chiave che usi ogni giorno nasconde un trucco inventato nell’antico Egitto, e un americano dimostrò che nessuna serratura è davvero imbattibile.
Ogni giorno a mezzogiorno un cannone spara dal Gianicolo: per decenni a dargli il via è stata una palla di vimini sul tetto di una chiesa
Lunedì è il giorno della Luna, martedì di Marte. Ma l’ordine dei giorni non segue il cielo: lo decidevano le ore, una per pianeta.
Gli inglesi temono il 13, noi il 17. Colpa di un anagramma latino inciso sulle tombe e di una foresta dove Roma perse tre legioni.
Le lancette copiano l’ombra delle meridiane. Ma nel Duomo di Firenze c’è un orologio di Paolo Uccello che gira al contrario.
Nel 1940 quattro ragazzi si calarono in una buca cercando un tesoro. Trovarono una grotta dipinta alla fine dell’era glaciale. E il cane?
Era un forzuto da circo figlio di un barbiere padovano. Finì in Egitto, aprì una piramide e ci lasciò il suo nome sulla parete.
I frati di Ravenna sfilarono le ossa di Dante da un buco nel muro per non darle a Firenze. Le ritrovò un muratore che non sapeva leggere.
Per quasi quarant’anni le Olimpiadi hanno premiato pittori, scultori e poeti con medaglie vere: un oro finì anche a uno scultore di Bologna.
Nei muri dei palazzi di Firenze ci sono sportelli grandi quanto un fiasco. Per secoli da lì passavano il vino e le monete, senza toccarsi.
Fino all’Ottocento ci si svegliava nel mezzo della notte e si restava alzati un’ora: si chiamava primo sonno, poi veniva il secondo.
Nessun documento medievale le nomina e i musei hanno corretto i cataloghi: il mutandone di ferro del cavaliere crociato non è mai esistito.
Il vomitorium esisteva davvero, ma era l’uscita dell’anfiteatro. La stanza per vomitare l’ha inventata un turista inglese a Roma.
La notte in cui Roma prese fuoco Nerone era ad Anzio, e il violino non era ancora stato inventato: cosa raccontano davvero le fonti antiche.
Ad Agnone la stessa famiglia fonde campane da quasi mille anni: la firma più antica è del 1339 e il forno è ancora acceso.
Una città del Mediterraneo restò circondata per ventun anni: chi ci nacque dentro fece in tempo a combattere prima che finisse.