Il nemico silenzioso che sta minacciando le nostre famiglie

Il mondo contemporaneo (o industrializzato) ha comportato grandi cambiamenti nella sfera sociale ed individuale: l’uomo è diventato più produttivo, eppure si sente sempre più povero. Il nostro tempo diventa sempre più occupato e così cronometrato (per il lavoro ed altro) come se avessimo quasi perso quella spontaneità e quella genuinità che un tempo ci guidava verso quelle piccole azioni quotidiane che ora ci sembrano solamente un lusso come avere il tempo e le energie per poter seguire passo dopo passo la crescita dei nostri bambini, passare più tempo in famiglia o con i nostri amici, dar sfogo alla nostra creatività, coltivare uno o più hobby ecc. In altre parole non siamo più i protagonisti delle nostre stesse vite, e tutto questo sta diventando un qualcosa di stressante e destabilizzante per noi stessi e per le nostre famiglie.

L’essere umano non è fatto per vivere una vita senza senso

Quando si diventa una sorta di automa (o un robot) noi stiamo dando pochissima importanza alla vita stessa. Vivere una vita senza alcun obbiettivo reale può comportare problemi di non facile risoluzione ed i campanelli d’allarme sono già più che evidenti: in primis l’aumento della popolazione che è colpita da stress cronico, dalla depressione o da altri disturbi psichiatrici. Per secondo punto invece troviamo la trasmissione degli effetti negativi di questi (stress, depressione, ecc) alle persone che ci stanno attorno perché se non si prendono precauzioni il malessere potrebbe dilagare. Secondo voi questa è vita o semplice sopravvivenza?

Anche i nostri figli potrebbero pagarne le conseguenze

Diverso tempo fa pubblicai un articolo dove parlavo della tragedia che stava affliggendo i bambini di oggi (qui il link dell’articolo) elencando una moltitudine di pericoli che qui non prenderò in esame per non essere ripetitivo. Comunque sia, una grossa parte di responsabilità viene proprio dal fatto che abbiamo perso di vista le cose più importanti della vita e l’abbiamo rimpiazzate con altre cose di dubbio valore (o non le abbiamo rimpiazzate affatto). Con il tempo sempre più scarseggiante con il quale i genitori devono fare i conti quando si tratta si seguire i propri figli, ecco che subentra in loro “aiuto” un prodotto del mondo industrializzato: lo smartphone, ovvero uno strumento così multifunzionale che non basterebbero neanche 100 pagine per poter elencare tutto ciò che fa.

La domanda che dovremmo porci ora è la seguente: se lasciamo che i nostri figli passino i momenti più “divertenti” della loro vita grazie a questo strumento (ribadisco strumento e non giocattolo) cosa penseranno poi di noi e del nostro ruolo? Forse arriveranno alla conclusione che siamo solamente degli erogatori di soldi e non dei genitori (inutile dire che tutto questo metterebbe a rischio il concetto stesso di famiglia).

La famiglia 2.0

In ultima analisi perciò la famiglia diventerebbe fittizia poiché col tempo verrebbero meno i legami di affetto e di fiducia reciproca. La nuova “famiglia” che nascerà dalle ceneri di quella vecchia verterà su un semplice patto di convivenza, dove il fulcro di tutto girerà intorno ai soldi e non più alla multidimensionalità che la vita stessa comporta. Tematiche come l’educazione familiare, le gioie quotidiane ed il semplice star bene insieme verrebbero percepite come arcaiche, obsolete e, soprattutto, non necessarie poiché non ci sarà più tempo e spazio per tutto questo. La nuova famiglia non avrà più come obbiettivo quello di crescere e vivere serenamente ma bensì quello di sopravvivere, niente di più e niente di meno.

I problemi (o il problema se lo vediamo come un tutt’uno) che ho appena descritto sono solo una parte delle cose che ci affliggono nella vita di tutti i giorni. Ciononostante penso che tutto questo sia già un buon punto di partenza per metterci in discussione; facciamolo per noi stessi, per i nostri figli e per tutte le persone che ci stanno a cuore. Vi linkiamo un articolo molto interessante che potrebbe piacervi molto (qui il link); buona lettura.

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