Le popolazioni indigene proteggono l’80% della biodiversità del pianeta

Da che mondo è mondo, le popolazioni indigene hanno mantenuto uno stretto legame con l’ambiente naturale. Una relazione vincente, che permette loro di vivere in esso e di dipendere dalle sue risorse, specialmente attraverso la caccia e la raccolta di piante selvatiche. Proprio per questo, il loro stile di vita è rispettoso nei confronti del territorio che proteggono e conservano. Tuttavia, sono i proprietari legali di meno dell’11% delle terre in cui vivono.

Attualmente, sono circa 300 milioni le persone che appartengono alle popolazioni native. Costituiscono approssimativamente il 4,5% della popolazione mondiale e rappresentano circa il 10% degli abitanti con il reddito più basso del pianeta, secondo quanto indica la Banca Mondiale. In America vivono 50 milioni di persone che si autodefiniscono indigene.

Un gruppo di ricercatori dell’Università autonoma di Barcellona, tra il 2011 e il 2015, preoccupati per gli effetti del surriscaldamento globale, si sono posti diverse domande sulle pratiche ancestrali che sarebbero potute sopravvivere all’interno delle popolazioni indigene, nello specifico per quanto riguarda gli usi della foresta e la sua biodiversità.

Per questo motivo, hanno deciso di vivere per un anno e mezzo insieme a tre gruppi di nativi: nel Borneo, nel bacino del Congo e in Amazzonia. Durante questo studio sul campo, i ricercatori si sono occupati di comprendere le routine, le pratiche sociali ed i modi di interagire con l’ambiente di queste comunità. In conclusione, nonostante debbano affrontare i cambiamenti culturali ed economici che minacciano la loro relazione con l’ambiente, esistono dei metodi importanti per la conservazione della biodiversità.

Come fare:

  • L’utilizzo delle foreste tropicali in modo diffuso; molte aree vengono raramente utilizzate. Questo tipo di utilizzo dello spazio è un grande potenziale per la conservazione.
  • Le politiche di conservazione delle foreste tropicali devono incorporare la cultura locale, adottando un approccio bioculturale, crendo alleanze con le popolazioni indigene, le quali hanno le conoscenze per affrontare questa sfida.
  • Le politiche di conservazione destinate a creare alleanze con le popolazioni indigene, devono tenere in conto i problemi e le sfide che queste persone devono affrontare e aiutarle per il riconoscimento dei loro diritti.
  • Aiutare le popolazioni a tramandare la conoscenza ambintale locale tra generazioni è fondamentale per evitare che le persone perdano consapevolezza dei cambiamenti climatici che accadono nell’ecosistema.

Si tratta di una saggezza unica sulla Madre Terra che si sta perdendo, ma che deve essere preservata. Questo è solamente il primo passo per prenderci cura non solo del patrimonio di queste comunità, ma anche del nostro pianeta e della sua biodiversità.

È da qui che bisogna iniziare per riconoscere le interferenze in materia di diritti umani contro le popolazioni indigene. Il diritto alla libera determinazione, all’uguaglianza di genere, al benessere e allo sviluppo integrale come popoli. Il diritto ad appartenere ad una o più popolazioni indigene a seconda dell’identità, della tradizione e delle abitudini.

Speriamo che gli Stati possano riconoscere pienamente la loro personalità giuridica, rispettando il loro modo di organizzarsi, di mantenere, esprimere e sviluppare liberamente la propria identità culturale. Senza essere oggetto di razzismo, discriminazione sociale, o ad altre intolleranze.

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