Conserva i “denti da latte” di tuo figlio, sono una miniera di cellule staminali

Possono arrivare a contenere fino a 100 milioni di cellule staminali, con le quali si potranno ricostruire tessuti e organi danneggiati. Esistono già delle banche dei denti ed alcune cliniche offrono il congelamento a -130ºC.

Ricordi quel primo dentino caduto durante l’infanzia che è finito sotto il cuscino? Bene, d’ora in poi la cara fatina dei denti, che veniva di notte per prendere il dentino lasciando in cambio un piccolo dono, potrà andare in pensione. Perché questa usanza è stata appena contestata dalla scienza, poiché i denti da latte sono come degli scrigni che conservano al loro interno un tesoro che, in futuro, potrebbe guarire tuo figlio.

Questo è ciò che afferma uno studio effettuato presso il Centro Nazionale per le Informazioni Biotecnologiche degli Stati Uniti, il quale ha rilvelato che i denti contengono cellule staminali che, essendo esposte al minimo ai danni ambientali, possono essere di grande aiuto nel rigenerare altre parti danneggiate del corpo. E senza rischi di rigetto.

Con il motto “Conserva un dente, salva una vita“, negli Stati Uniti hanno cominciato a nascere molte banche dei denti da latte e da lì si stanno estendendo anche nel resto del mondo.

I denti sono una preziosa fonte di cellule staminali, le quali sono responsabili della generazione di tessuti e organi come fegato, cuore, ossa o legamenti. È conosciuta con il nome di medicina rigenerativa. I dentisti consultati riconoscono che si tratta di una pratica che è ancora “poco conosciuta” tra le persone, tuttavia, esistono già delle cliniche che offrono la conservazione della polpa dentale, la parte interna del dente dove si trovano le cellule magiche. Alcuni medici sostengono che si tratti di “una scommessa per il futuro” e parlano dell’argomento con molta cautela.

Conservarle non è economico. I prezzi oscillano tra i 600 e i 2500 euro all’anno e l’interessato potrà avere a disposizione le proprie cellule staminali per 20 o 25 anni.

Il padre diabetico

Octavio García è un uomo di Valencia di 53 anni, diabetico, figlio di madre diabetica e padre di una bimba di 6 anni. Da quando è nata sua figlia, tutta la sua preoccupazione è concentrata sulle possibilità che la piccola possa ereditare la sua patologia. Così ha iniziato a informarsi.

Mi piace rimanere aggiornato sulle ultime scoperte e un amico medico mi passa le informazioni sulle novità“, racconta Octavio.

In questo modo ha potuto leggere un articolo pubblicato sul The Journal of Dental Research, una rivista di riferimento per qualsiasi dentista. Nell’articolo veniva spiegato che le cellule staminali dei denti da latte sono in grado di differenziarsi in cellule beta, le quali producono insulina. Letto questo, ad Octavio si è illuminato il viso ed in poco tempo aveva già prenonato un viaggio negli Stati Uniti.

Una volta sul posto, si è messo in contattto con l’azienda StemSave (una delle imprese private che si dedicano alla conservazione dei denti per il loro futuro utilizzo curativo), la quale ha inviato un kit per la conservazione al dentista dell’uomo che si trovava a Valencia, il quale si è impegnato ad estrarre un dente da latte alla figlia di Octavio per poi mandarlo a New York.

Tra una cosa e l’altra ho speso un patrimonio. Ho dovuto chiedere un prestito alla banca“, ha raccontato Octavio. Ma non si pente di nulla.

Se alla fine mia figlia risulterà essere diabetica, cosa tutt’altro che strana visti i precedenti in famiglia, almeno avrà un’opportunità in più per potersi curare“, ha affermato.

La sua bambina potrà accedere alle proprie cellule staminali dentali in qualsiasi momento per aiutare a creare quelle del pancreas che producono insulina. In cambio, Octavio, ogni anno dovrà sborsare una somma equivalente a 700 euro per conservare a 130 gradi sotto zero la polpa del dente da latte immagazzinata nella banca delle cellule americana.

Un’altra delle loro possibili applicazioni consiste nel riparare le ossa. È accaduto nel 2010 all’Hospital Juárez in Messico. I chirurghi hanno utilizzato le cellule staminali estratte da denti sani per ricostruire una mascella distrutta da un tumore maligno.

Le cellule staminali dei denti da latte non solo potrebbero avere un ruolo di rilievo nella medicina rigenerativa, ma sono anche un oggetto del desiderio per molti antropologi e studiosi dell’evoluzione. Di fatto, dal 2014, nel Centro Nazionale di Investigazione sull’Evoluzione Umana di Burgo (CENIEH), sono riusciti a raccogliere più di 2000 denti da latte provenienti da donazioni da parte di privati di tutta Spagna. In cambio, ogni donatore ha ricevuto un certificato come aiutante del topino Pérez (il collega spagnolo della fatina dei denti).

A questa iniziativa, si sono aggiunte l’Università della Cantabria e quella di Extremadura, quella di Oviedo e l’Associazione Andalusa di Antropologia fisica, con l’obiettivo di riunire una raccolta di denti da latte, per studiare le malattie parodontali, l’evoluzione umana, il dimorfismo sessuale nelle popolazioni attuali e la caratterizzazione morfometrica della dentina (lo strato che si trova appena sotto lo smalto dei denti), che saranno utili sia nell’evoluzione umana che nel campo forense.

Non tutti i denti sono validi, si possono usare solamente i denti da latte o quelli delle persone adulte (possibilmente sotto i 40 anni), nello specifico i denti del giudizio che siano in buono stato. Non possono essere riparati, incrinati o rotti, ma devono essere denti sani. Per poter approfittare delle loro virtù, è necessario estrarre bene il dente e conservare la polpa in un ambiente sterile. Per questo motivo, i denti raccolti dalla fatina non possono essere utili, la cosa migliore è quella di farli estrarre da un dentista che possa eseguire il processo di conservazione corretto.

Tuttavia, non è ancora possibile curarsi con le cellule staminali dei denti da latte. Una cosa certa è che le cellule contenute nei denti del latte, a differenza di altri tipi, si moltiplicano molto rapidamente e, in teoria, potrebbero dare origine ad altri tessuti. Di fatto, è ancora troppo presto per sapere con certezza quanto lontano sia possibile arrivare con queste cellule dentali, proprio come per quelle del cordone ombelicale.

Ad oggi è possibile dire che la conservazione della polpa di un dente da latte è un investimento sul futuro, una scommessa per la salute.

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