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Estate 1976 in Inghilterra: quando miliardi di coccinelle trasformarono il cielo in pioggia rossa

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Nell’estate del 1976, il Regno Unito si trovò a fronteggiare uno degli eventi naturali più bizzarri e memorabili della sua storia moderna. Il paese era già in ginocchio a causa di una ondata di caldo senza precedenti, con temperature che sfioravano i 35 gradi e una siccità implacabile che aveva trasformato i verdi giardini inglesi in distese di paglia dorata. Tuttavia, non fu solo l’assenza di pioggia a segnare quella stagione, ma un fenomeno che sembrò tingere il mondo di rosso: un’invasione biblica di coccinelle.

Le cronache dell’epoca e gli studi successivi dipingono uno scenario quasi surreale. Si stima che circa 23-24 miliardi di coccinelle si siano riversate sulle coste meridionali e orientali dell’Inghilterra. Una cifra vertiginosa, difficile persino da immaginare. Non si trattava di qualche insetto sparso sui fiori, ma di veri e propri sciami che oscuravano il cielo e ricoprivano ogni superficie disponibile. Le spiagge divennero impraticabili, le strade scivolose per le migliaia di piccoli corpi schiacciati, e i muri delle case sembravano muoversi, pulsanti di vita rossa e nera.

Ma cosa scatenò questa tempesta vivente? La spiegazione risiede in una perfetta e crudele catena alimentare alterata dal clima. La primavera mite e l’inizio estate eccezionalmente caldo avevano creato le condizioni ideali per un’esplosione demografica degli afidi, i minuscoli parassiti delle piante di cui le coccinelle si nutrono avidamente. Con una disponibilità di cibo praticamente infinita, le coccinelle si riprodussero a ritmi frenetici. Tuttavia, quando la siccità divenne estrema a luglio, le piante seccarono e la popolazione di afidi crollò improvvisamente. Miliardi di coccinelle si ritrovarono di colpo senza cibo.

Spinti dalla fame e dalla disperazione, enormi sciami si alzarono in volo, trasportati dalle correnti d’aria calda verso il mare, alla ricerca di nutrimento e temperature più sopportabili. È qui che il fenomeno assunse tratti inquietanti per la popolazione. Le coccinelle, disidratate, iniziarono a fermarsi sugli esseri umani. Sebbene non siano insetti che si nutrono di sangue, la loro disperata ricerca di umidità e sali le portava a “pizzicare” la pelle delle persone sudata, creando un fastidio diffuso tra i bagnanti e i passanti.

A peggiorare la situazione c’era l’odore. Quando le coccinelle sono stressate o minacciate, mettono in atto un meccanismo di difesa chiamato “sanguinamento riflesso”: emettono una sostanza giallastra e maleodorante dalle articolazioni delle zampe, ricca di alcaloidi. Immaginate questo odore acre moltiplicato per miliardi di esemplari: l’aria divenne pesante e irrespirabile. Mentre il governo britannico nominava d’urgenza un Ministro per la Siccità per razionare l’acqua, i cittadini combattevano l’invasione domestica armati di scope e aspirapolvere, costretti a chiudere le finestre nonostante il caldo soffocante.

Quell’evento rimane oggi un caso di studio fondamentale per gli ecologi. Dimostra con brutale chiarezza come gli ecosistemi siano meccanismi delicati: basta un’anomalia climatica per trasformare un insetto benefico e simbolo di fortuna in un problema di scala nazionale. Il ciclo si chiuse solo con l’arrivo dei primi freddi e delle piogge autunnali, che decimarono la popolazione in eccesso, riportando l’equilibrio naturale. L’estate del ’76 resta impressa nella memoria collettiva come il momento in cui la natura ricordò all’uomo, attraverso una pioggia di piccole ali rosse, la sua incredibile e talvolta spaventosa potenza.

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