Perché il blu è così raro in natura

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Il cielo è blu, il mare è blu, eppure in natura il blu è uno dei colori più rari in assoluto. Fiori, animali, minerali: se ci pensi bene, gli esseri viventi realmente blu sono pochissimi. E la cosa più sorprendente è che la maggior parte di quelli che ci sembrano blu, in realtà, non contiene affatto un pigmento di quel colore. Ecco il curioso segreto dietro uno dei colori più amati e meno diffusi del mondo naturale.

Un colore ovunque e da nessuna parte

A prima vista sembra un paradosso. Il blu domina il paesaggio: lo vediamo nel cielo, nell’oceano, in certi laghi. Ma questi non sono oggetti “blu” nel senso in cui lo è una foglia verde o un fiore rosso. Il cielo e il mare appaiono blu per il modo in cui la luce viene diffusa e assorbita, non perché contengano un colorante blu.

Quando invece cerchiamo il blu tra gli esseri viventi, ci accorgiamo che è sorprendentemente scarso. Tra i fiori, meno del dieci per cento è realmente blu. Tra gli animali, i casi sono ancora più rari. Perché?

Il problema dei pigmenti

La risposta sta nella chimica dei colori. Gli esseri viventi producono colori grazie ai pigmenti, molecole che assorbono alcune lunghezze d’onda della luce e ne riflettono altre. Il verde delle piante viene dalla clorofilla, il rosso e il giallo di molti fiori e frutti da carotenoidi e altri composti.

Produrre un pigmento blu, però, è molto difficile dal punto di vista chimico. Le molecole capaci di assorbire la luce rossa e riflettere quella blu sono grandi, complesse e “costose” da fabbricare per un organismo. Per questo la natura ha sviluppato raramente pigmenti realmente blu.

Piume di pavone blu e verdi con riflessi iridescenti
Il blu del pavone non è un pigmento: nasce dalla struttura delle piume.

Il trucco dei fiori blu

I pochi fiori che appaiono blu, come alcune varietà di fiordaliso o di ipomea, non usano un pigmento blu vero e proprio. Nella maggior parte dei casi partono da pigmenti rossi o viola, chiamati antociani, e li modificano.

Attraverso piccoli accorgimenti, come cambiare l’acidità dei loro tessuti o combinare i pigmenti con ioni metallici e altre molecole, le piante riescono a “spostare” il colore verso il blu. È un vero e proprio trucco chimico, il risultato di un adattamento sofisticato. Il blu, insomma, è quasi sempre un colore conquistato con l’ingegno, non un dono di partenza.

Gli animali blu che ci ingannano

Qui arriva la parte più affascinante. Quasi tutti gli animali che ci sembrano blu non contengono pigmenti blu. Il loro colore non nasce dalla chimica, ma dalla fisica.

Il colore strutturale

Si chiama colore strutturale ed è uno dei fenomeni più eleganti della natura. Le ali di una farfalla morfo, le piume di un pavone o di una ghiandaia, la livrea di certi pesci non sono colorate di blu: la loro superficie è ricoperta di microscopiche strutture, disposte in modo così preciso da riflettere solo la luce blu e disperdere le altre lunghezze d’onda.

In pratica, questi animali “costruiscono” il blu con la forma delle loro cellule e delle loro squame, non con un colorante. Se schiacciassi l’ala di una farfalla morfo, distruggendo quelle microstrutture, il blu sparirebbe. La prova più semplice: bagnando o osservando in controluce certe piume blu, il colore cambia o svanisce, perché dipende dalla struttura e non da un pigmento.

Ala di farfalla morfo blu brillante in primo piano
Le microstrutture dell’ala riflettono solo la luce blu: è colore strutturale.

Un fenomeno diffuso

Il colore strutturale spiega quasi tutti i blu del mondo animale: dalle farfalle tropicali agli uccelli dalle piume iridescenti, fino ad alcune rane e insetti. È anche il motivo per cui questi blu spesso appaiono così brillanti e cangianti, capaci di cambiare tonalità a seconda dell’angolo di osservazione. Un principio simile è alla base del nero impossibile degli uccelli del paradiso, dove la struttura delle piume, invece di riflettere, cattura quasi tutta la luce.

Le rarissime eccezioni

Esistono davvero pochissimi casi di veri pigmenti blu nel regno animale. Uno degli esempi più citati è la farfalla Obrina Olivewing, considerata tra i rarissimi animali a possedere un pigmento realmente blu. Sono eccezioni che confermano la regola: la natura, per il blu, preferisce quasi sempre affidarsi ai trucchi della struttura e della chimica piuttosto che a un colorante diretto.

E il blu che mangiamo?

Anche a tavola il blu è raro. Pensa a frutta e verdura: quasi non esistono alimenti naturalmente blu. I mirtilli, spesso citati, hanno in realtà una buccia che tende al viola-nero, colorata proprio dagli antociani. Il blu “puro” nel cibo è quasi sempre artificiale, ottenuto con coloranti aggiunti.

Questa scarsità ha anche una conseguenza curiosa: il colore blu è stato spesso associato, nella percezione umana, a qualcosa di poco appetitoso o innaturale, proprio perché lo incontriamo raramente negli alimenti freschi.

Fiore blu con petali delicati
I fiori blu modificano pigmenti rossi o viola per ottenere questa tonalità.

Perché ci affascina tanto

Forse è proprio la sua rarità a rendere il blu così speciale ai nostri occhi. Nel corso della storia è stato uno dei colori più difficili e costosi da produrre anche per l’arte: il celebre blu oltremare si ricavava da una pietra preziosa, il lapislazzuli, e valeva più dell’oro.

Il blu, insomma, è un colore che la natura concede con parsimonia e che l’uomo ha rincorso per secoli. La prossima volta che ammirerai un cielo terso o le ali di una farfalla, ricorderai che dietro quel blu si nasconde uno dei segreti più affascinanti della scienza. Per approfondire il fenomeno del colore strutturale si può consultare la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti

Perché il blu è raro in natura?

Perché produrre un pigmento blu è chimicamente molto difficile e “costoso” per gli organismi viventi. Le molecole capaci di riflettere la luce blu sono grandi e complesse, quindi la natura le sviluppa raramente.

Gli animali blu contengono pigmenti blu?

Quasi mai. La maggior parte degli animali blu, come farfalle e uccelli, ottiene il colore grazie a microstrutture che riflettono la luce blu: è il cosiddetto colore strutturale, un fenomeno fisico e non chimico.

Come fanno i fiori a essere blu?

I fiori blu partono di solito da pigmenti rossi o viola (gli antociani) e li modificano cambiando l’acidità dei tessuti o combinandoli con ioni metallici, “spostando” così il colore verso il blu.

Che cos’è il colore strutturale?

È un colore prodotto non da pigmenti ma dalla struttura microscopica di una superficie, che riflette solo alcune lunghezze d’onda della luce. Spiega quasi tutti i blu brillanti e cangianti del mondo animale.

Perché il cielo e il mare sono blu se il blu è raro?

Perché non contengono un pigmento blu. Il cielo appare blu per la diffusione della luce solare nell’atmosfera, e il mare riflette il cielo e assorbe le altre lunghezze d’onda. È un effetto ottico, non un colorante.

Esistono cibi naturalmente blu?

Pochissimi. Anche i mirtilli, spesso citati, sono in realtà viola-nero per via degli antociani. Il blu negli alimenti è quasi sempre ottenuto con coloranti artificiali.