18 luglio 1997: il giorno in cui nacque il blog

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Il 18 luglio 1997 è ricordato come una delle date simbolo nella storia di internet: in quel periodo lo statunitense Dave Winer sviluppò il software che diede impulso alla nascita dei blog, una forma di comunicazione che sarebbe diventata diffusissima. Ripercorriamo la storia di come nacque il blog e perché ha cambiato il nostro modo di scrivere e informarci online.

Che cos’è un blog

La parola «blog» nasce dalla contrazione di «web log», cioè «diario di rete». Si tratta di un sito, o di una sezione di un sito, in cui i contenuti vengono pubblicati sotto forma di articoli, chiamati post, ordinati cronologicamente: il più recente compare in cima alla pagina. È un formato semplice, che permette a chiunque di pubblicare testi, immagini e link senza bisogno di competenze tecniche avanzate.

Oggi ci sembra scontato, ma prima della fine degli anni Novanta pubblicare online significava saper scrivere pagine in linguaggio HTML e caricarle manualmente su un server. Il blog nacque proprio per superare questo ostacolo.

Il contesto di fine anni Novanta

Nella seconda metà degli anni Novanta il web stava crescendo rapidamente, ma restava uno strumento riservato a chi possedeva competenze informatiche. I primi diari online venivano aggiornati a mano, pagina per pagina. In questo scenario alcuni pionieri iniziarono a immaginare strumenti che rendessero la pubblicazione automatica e alla portata di tutti.

Dai primi diari online ai «weblog»

Il termine «weblog» fu coniato nel 1997 dallo statunitense Jorn Barger per descrivere il proprio sito, in cui raccoglieva collegamenti e commenti. Qualche anno dopo, nel 1999, il programmatore Peter Merholz scompose scherzosamente la parola in «we blog», dando origine al termine breve «blog» che usiamo ancora oggi.

Il ruolo di Dave Winer

Dave Winer è uno degli sviluppatori più influenti nella storia della pubblicazione online. Alla fine degli anni Novanta lavorò a strumenti che permettevano di aggiornare facilmente le pagine web e di distribuire i contenuti in modo automatico. Le sue soluzioni resero possibile ciò che oggi diamo per scontato: scrivere un post e vederlo pubblicato in pochi istanti, senza toccare il codice.

Winer contribuì inoltre allo sviluppo di tecnologie di distribuzione dei contenuti che avrebbero avuto un ruolo centrale anche nella diffusione dei podcast, portando avanti l’idea di un web fatto di aggiornamenti continui e condivisibili.

Come funziona un blog dal punto di vista tecnico

Alla base di un blog c’è un sistema di gestione dei contenuti, spesso indicato con la sigla CMS. Questo software separa la parte grafica del sito dai testi veri e propri: l’autore scrive in un’interfaccia semplice, simile a un elaboratore di testi, e il sistema si occupa di trasformare il contenuto in una pagina web ordinata e coerente con il resto del sito.

Post, archivi e commenti

Tre elementi rendono riconoscibile un blog: i post ordinati per data, gli archivi che permettono di ritrovare i contenuti più vecchi e la possibilità per i lettori di lasciare commenti. Proprio quest’ultima caratteristica trasformò la pubblicazione online da monologo a conversazione, avvicinando autori e pubblico.

Tastiera di computer illuminata
Con i CMS non serve più conoscere il linguaggio HTML.

L’esplosione dei blog nei primi anni Duemila

Con l’arrivo di piattaforme gratuite e facili da usare, all’inizio degli anni Duemila i blog si diffusero in modo capillare. Chiunque poteva aprire il proprio spazio in pochi minuti e raccontare passioni, viaggi, ricette o opinioni. Nacque così una vera e propria cultura della pubblicazione dal basso, in cui la voce dei singoli poteva raggiungere un pubblico ampio.

Spazio di lavoro con computer e appunti
I blog hanno dato voce a nicchie e comunità di appassionati.

Perché il blog ha cambiato la comunicazione

Prima dei blog, informare e pubblicare erano attività riservate a editori e testate giornalistiche. Il blog ridusse enormemente le barriere all’ingresso: bastavano una connessione e la voglia di scrivere. Questo democratizzò la produzione di contenuti, dando spazio a nicchie, comunità e temi che i media tradizionali trascuravano.

Molti formati che oggi consideriamo naturali, dai social network alle newsletter, hanno ereditato caratteristiche del blog: la pubblicazione cronologica, la brevità dei testi e il dialogo diretto con i lettori.

Persona che scrive un articolo al computer portatile
Il blog ha reso semplice pubblicare contenuti online.

Il blog oggi

Nonostante la crescita dei social network, il blog non è scomparso. Ha cambiato forma, integrandosi con video, immagini e podcast, ma resta uno strumento prezioso per chi vuole approfondire un argomento senza i limiti di spazio dei social. Aziende, professionisti e appassionati continuano a usarlo per costruire una presenza online duratura e per condividere conoscenza.

Anche questo sito è, a tutti gli effetti, un blog: uno spazio dove raccontare storie e curiosità, proprio come avviene in altri racconti dedicati alle grandi invenzioni che hanno cambiato la vita quotidiana.

Per una definizione più dettagliata e una cronologia completa è possibile consultare la voce dedicata su Wikipedia.

Domande frequenti

Cosa significa la parola blog?

Blog è la contrazione di «web log», cioè diario di rete. Indica un sito in cui i contenuti vengono pubblicati come post ordinati cronologicamente, dal più recente al più vecchio.

Chi ha inventato il blog?

Non esiste un singolo inventore. Il formato nacque dal contributo di diversi pionieri: il termine «weblog» fu coniato da Jorn Barger nel 1997, mentre sviluppatori come Dave Winer crearono gli strumenti che resero semplice la pubblicazione automatica.

Perché il 18 luglio 1997 è una data importante?

In quel periodo Dave Winer sviluppò il software che diede impulso alla pubblicazione automatica dei contenuti online, uno dei passaggi che avrebbero portato alla diffusione dei blog.

Che differenza c’è tra blog e sito web?

Un sito web è un contenitore generico di pagine, mentre il blog è un formato specifico basato su post ordinati per data e spesso aperti ai commenti. Un blog può essere una sezione di un sito più ampio.

I blog sono ancora utili oggi?

Sì. Pur avendo cambiato forma, i blog restano utili per approfondire argomenti, costruire una presenza online duratura e raggiungere pubblici interessati a temi specifici.

Cosa serve per aprire un blog?

Bastano una connessione a internet e una piattaforma di pubblicazione. I moderni sistemi di gestione dei contenuti permettono di scrivere e pubblicare senza conoscere il linguaggio HTML.