Il 10 maggio 1980 in Giappone arrivava nelle sale giochi una macchina con uno strano personaggio giallo, una bocca spalancata e un labirinto pieno di puntini da mangiare. Si chiamava Pac-Man, ed era nato per attirare un pubblico nuovo: le ragazze e le coppie. Nessuno immaginava che sarebbe diventato il videogioco più riconoscibile della storia. Ecco la sua storia in 14 capitoli.
Cosa è Pac-Man, in poche parole
Pac-Man è un videogioco arcade di tipo “labirinto”, sviluppato dalla giapponese Namco e pubblicato il 22 maggio 1980 in Giappone (con una prima distribuzione test il 10 maggio 1980 a Tokyo). Il giocatore controlla una sfera gialla con la bocca, Pac-Man, che deve mangiare tutti i puntini di un labirinto evitando quattro fantasmi colorati: Blinky (rosso), Pinky (rosa), Inky (azzurro) e Clyde (arancione).
Il 10 maggio 1980: la nascita ufficiale
Le fonti storiche concordano sul fatto che Pac-Man fece il suo debutto pubblico in alcune sale giochi giapponesi il 10 maggio 1980, prima della distribuzione su larga scala. Il videogioco fu poi commercializzato ufficialmente in tutto il Giappone il 22 maggio dello stesso anno e arrivò negli Stati Uniti in ottobre.
Quel debutto segnò l’inizio di una rivoluzione: per la prima volta un videogioco non era pensato per essere “più difficile” o “più violento” del precedente, ma più universale.

L’idea di Toru Iwatani: una pizza senza una fetta
L’inventore di Pac-Man è il game designer giapponese Toru Iwatani, che all’epoca lavorava in Namco e aveva 24 anni. Iwatani racconta in molte interviste di aver avuto l’intuizione del personaggio guardando una pizza dalla quale era stata tolta una fetta: la forma circolare con il “morso” gli ricordò una bocca spalancata, e da lì nacque l’icona di Pac-Man.
Il nome originale era Puck Man, dal verbo onomatopeico giapponese “paku-paku”, che indica il rumore di chi mastica avidamente. Per evitare che, negli Stati Uniti, qualche vandalo trasformasse la “P” in una “F” sui cabinati, il distributore Midway cambiò il nome in Pac-Man.
Perché Pac-Man fu rivoluzionario
Negli anni Settanta, le sale giochi erano dominate dagli sparatutto come Space Invaders (1978) e Asteroids (1979), giochi pensati soprattutto per ragazzi. Toru Iwatani notò che le sale giochi giapponesi erano frequentate quasi esclusivamente da uomini, e si pose una domanda semplice ma rivoluzionaria: “Come posso attirare anche le donne e le coppie?”
La risposta fu Pac-Man: un gioco non violento, colorato, immediato, basato sul tema universale del cibo. Funzionò: dopo l’uscita, il pubblico delle sale giochi cambiò composizione e Pac-Man divenne uno dei pochi titoli “pop” in grado di parlare davvero a tutti.
Numeri da record: il gioco più venduto della storia arcade
Pac-Man non fu solo un fenomeno culturale, ma anche un successo economico senza precedenti. Si stima che siano stati prodotti oltre 400.000 cabinati arcade nel mondo, generando entrate per miliardi di dollari nei primi anni di vita. Per anni è stato considerato il videogioco arcade più redditizio della storia, e tuttora detiene il record secondo il Guinness World Records nella sua categoria.
I quattro fantasmi e la loro intelligenza
Una caratteristica geniale di Pac-Man è il comportamento dei quattro fantasmi. Ognuno segue una “personalità” diversa, programmata con un algoritmo specifico:
- Blinky (rosso) — l’inseguitore: punta sempre direttamente la posizione di Pac-Man.
- Pinky (rosa) — l’imboscante: cerca di anticipare il movimento e di tendere agguati di fronte al giocatore.
- Inky (azzurro) — l’imprevedibile: il suo movimento dipende sia da Pac-Man sia dalla posizione di Blinky.
- Clyde (arancione) — il timido: insegue Pac-Man ma si allontana se gli si avvicina troppo.
Questa varietà di “personalità” è considerata uno dei primi esempi convincenti di intelligenza artificiale nei videogiochi: l’illusione di avere quattro avversari diversi, ognuno con una strategia propria, contribuì all’enorme successo del titolo.

Il livello segreto e il “kill screen”
Pac-Man fu progettato come un gioco a punteggio infinito, ma un piccolo errore di programmazione fa sì che al livello 256 metà dello schermo si trasformi in un guazzabuglio di simboli illeggibili: è il celebre kill screen. Il bug è dovuto a un overflow di un byte (il livello viene memorizzato come un numero da 0 a 255). Solo pochi giocatori al mondo hanno raggiunto quel livello giocando “perfettamente”, senza perdere nemmeno una vita.
Pac-Man fenomeno di costume globale
Pochi videogiochi hanno avuto un impatto culturale paragonabile. Pac-Man ha generato:
- una serie animata negli Stati Uniti negli anni Ottanta;
- una hit musicale, “Pac-Man Fever” dei Buckner & Garcia (1981), entrata nella top ten di Billboard;
- cereali per la colazione, magliette, peluche, lenzuola, gadget di ogni tipo;
- una posizione di emoji ufficiale e una presenza costante nella cultura pop, dai film (Pixels) ai videoclip.
Nel 2010, per il 30° anniversario, Google trasformò il proprio logo in un livello giocabile di Pac-Man: rimase online per 48 ore e una stima diffusa parla di milioni di ore di lavoro perse a livello globale a causa della distrazione collettiva.
Una sfilata di sequel e cloni
Sull’onda del successo, Namco produsse decine di seguiti: Ms. Pac-Man (1982), Pac-Man Plus, Super Pac-Man, Pac-Land, fino ai moderni Pac-Man Championship Edition. Sono nati anche infiniti cloni, alcuni autorizzati e altri pirata. Pac-Man è ancora oggi presente sulle console moderne, sui cellulari e sulle smart TV.

Italia, sale giochi e generazione Pac-Man
In Italia Pac-Man arrivò poco dopo l’uscita giapponese, in pieno boom delle sale giochi. Negli anni Ottanta i bar di paese, le pizzerie e le prime sale dedicate ospitavano cabinati arcade che diventarono punti di ritrovo per intere generazioni. Pac-Man, insieme a Space Invaders, Donkey Kong e Galaga, è ricordato come uno dei titoli che hanno definito l’immaginario videoludico italiano dei “Millennials” più maturi e dei loro fratelli maggiori.
Ancora oggi, in molte fiere del videogioco vintage italiane, i cabinati originali di Pac-Man fanno la fila tra collezionisti e nostalgici.
Curiosità che (forse) non sapevi su Pac-Man
- I quattro fantasmi hanno anche soprannomi originali in giapponese: Akabei, Pinky, Aosuke e Guzuta.
- Le “frutte” che compaiono nei labirinti hanno un punteggio crescente: dalla ciliegia (100 punti) alla chiave (5.000 punti).
- Le “pillole di potere” durano sempre meno secondi man mano che si sale di livello.
- Pac-Man è uno dei tre videogiochi presenti nella collezione permanente del Museum of Modern Art (MoMA) di New York.
- Toru Iwatani non ha mai brevettato Pac-Man personalmente: il copyright è di Bandai Namco.
Perché Pac-Man è ancora attuale
A 46 anni dal debutto, Pac-Man continua a essere giocato, studiato, parodiato e citato. Il suo segreto sta nella semplicità: regole comprensibili in 10 secondi, una curva di apprendimento immediata e una sfida che si può sempre rendere più impegnativa giocando per migliorare il proprio punteggio. È il classico esempio di “design pulito”: pochi elementi, perfettamente bilanciati.
Per chi vuole scoprire come anche un altro semplice videogioco abbia influenzato in modo profondo il nostro cervello, è interessante leggere il nostro approfondimento sull’effetto Tetris e su come la mente continua a vedere il gioco.
Domande frequenti su Pac-Man
Quando è uscito Pac-Man?
Pac-Man è stato presentato in test pubblico a Tokyo il 10 maggio 1980 e distribuito ufficialmente in Giappone il 22 maggio 1980 dalla Namco. Negli Stati Uniti è arrivato in ottobre dello stesso anno con il distributore Midway.
Chi ha inventato Pac-Man?
Pac-Man è stato ideato dal game designer giapponese Toru Iwatani, all’epoca dipendente di Namco. Aveva 24 anni quando lavorò al progetto.
Perché si chiama Pac-Man?
Il nome deriva dall’onomatopea giapponese “paku-paku”, che imita il rumore di chi mastica con avidità. Originariamente il gioco si chiamava “Puck Man”, poi cambiato negli Stati Uniti per evitare modifiche vandaliche al nome sui cabinati.
Quanti livelli ha Pac-Man?
Il gioco è teoricamente infinito, ma al livello 256 si verifica un bug noto come “kill screen”: metà dello schermo diventa illeggibile e il livello non può essere completato.
Come si chiamano i fantasmi di Pac-Man?
I fantasmi si chiamano Blinky (rosso), Pinky (rosa), Inky (azzurro) e Clyde (arancione). Ognuno ha una “personalità” e una strategia di inseguimento differente.
Pac-Man è il videogioco più venduto della storia?
Pac-Man è considerato il videogioco arcade più redditizio della storia, con oltre 400.000 cabinati prodotti. Non è però il videogioco più venduto in assoluto: titoli successivi come Tetris e Minecraft hanno raggiunto cifre superiori in copie distribuite.
Per approfondire la storia di Pac-Man è disponibile la scheda di Wikipedia dedicata al videogioco.
