Nata a Vienna il 13 maggio 1717, Maria Teresa d’Asburgo regnò per quarant’anni su un impero che comprendeva Austria, Ungheria, Boemia e buona parte dell’Italia del Nord. Donna di potere in un mondo di soli re, riformatrice e madre di sedici figli, è una delle figure più imponenti del Settecento europeo. Ecco la sua storia e cinque cose da sapere su di lei.
Chi era Maria Teresa d’Austria
Maria Teresa fu la sovrana effettiva della monarchia asburgica dal 1740 al 1780. Tecnicamente non fu mai “imperatrice regnante”: il titolo imperiale del Sacro Romano Impero spettava agli uomini, e lo ebbero prima suo marito e poi un figlio. Lei però fu Arciduchessa d’Austria, Regina d’Ungheria e di Boemia, duchessa di Milano e di Mantova, e governò quei territori con mano ferma. Per i sudditi e per la storia, l'”imperatrice Maria Teresa” è lei.
L’eredità contesa: la Prammatica Sanzione
Suo padre, l’imperatore Carlo VI, non aveva figli maschi. Per garantire alla figlia la successione, emanò la cosiddetta Prammatica Sanzione, un documento che doveva assicurare l’indivisibilità dei domini asburgici e la loro trasmissione anche per linea femminile. Molte potenze europee la riconobbero… finché Carlo VI fu in vita.
Alla sua morte, nel 1740, Maria Teresa aveva 23 anni e si ritrovò con un esercito in cattive condizioni, casse vuote e mezza Europa pronta a contestarne i diritti.

La guerra di successione austriaca
Federico II di Prussia invase la Slesia, ricca regione asburgica; Francia, Baviera e altri si unirono contro Vienna. Iniziò così la guerra di successione austriaca (1740–1748). Maria Teresa rischiò di perdere tutto, ma reagì con energia: si fece incoronare regina d’Ungheria e ottenne l’appoggio della nobiltà ungherese in una celebre seduta della Dieta a Presburgo. Alla fine conservò quasi tutti i suoi territori, ma dovette cedere la Slesia alla Prussia: una perdita che non accettò mai davvero e che fu all’origine di un’altra grande guerra, quella dei Sette Anni (1756–1763), conclusa anch’essa senza riavere la regione.
Le grandi riforme
Più che come condottiera, Maria Teresa è ricordata come riformatrice. Con i suoi consiglieri modernizzò profondamente lo Stato:
- Amministrazione e fisco: accentrò la macchina statale, riorganizzò la riscossione delle tasse, ridusse i privilegi fiscali di nobiltà e clero. In Lombardia volle un catasto preciso dei terreni — il “catasto teresiano” — che è ancora oggi un modello di riferimento per gli storici.
- Esercito e finanze: ricostruì le forze armate e creò istituzioni economiche più solide.
- Giustizia: avviò la riforma del diritto penale, anche se l’abolizione completa della tortura arrivò solo più tardi, sotto il figlio Giuseppe II.
- Sanità e popolazione: promosse misure di igiene pubblica e censimenti.
Fu una riformatrice pragmatica e cattolica, non un’illuminista radicale: frenò molte spinte più audaci del figlio. Ma il suo regno trasformò comunque l’impero in uno Stato moderno.
La scuola per tutti
La riforma più celebre porta la data del 1774: la Allgemeine Schulordnung, l’ordinamento scolastico generale, introdusse l’obbligo dell’istruzione elementare per bambine e bambini dai sei ai dodici anni in molti territori asburgici. Non fu applicata ovunque allo stesso modo, e ci vollero generazioni perché diventasse realtà diffusa, ma fu uno dei primi tentativi al mondo di scuola pubblica e obbligatoria su larga scala. È uno dei motivi per cui Maria Teresa è considerata una delle “madri” dell’istruzione moderna.

Moglie e madre di sedici figli
Nel 1736 Maria Teresa sposò Francesco Stefano di Lorena: un matrimonio combinato che divenne, a quanto risulta dalle fonti, anche un’unione affettuosa. Ebbero sedici figli, dieci dei quali arrivarono all’età adulta. Tra loro: l’imperatore Giuseppe II, riformatore impetuoso; Leopoldo, granduca di Toscana e poi imperatore; Maria Cristina; e soprattutto Maria Antonietta, l’ultima figlia, destinata a diventare regina di Francia e a finire ghigliottinata durante la Rivoluzione. Maria Teresa usò i matrimoni dei figli come strumento politico, intessendo alleanze in mezza Europa.
Quando, nel 1765, Francesco Stefano morì improvvisamente, lei vestì il lutto per il resto della vita e associò al trono il figlio Giuseppe come co-reggente, pur tenendo saldamente il timone.
Maria Teresa e l’Italia
Il legame con la penisola fu strettissimo. Il Ducato di Milano e quello di Mantova erano suoi domini diretti; la Toscana passò al ramo lorenese della famiglia. Sotto il suo regno la Lombardia conobbe una stagione di riforme amministrative, fiscali e culturali che prepararono il terreno a figure come Cesare Beccaria e ai fermenti dell’Illuminismo milanese. Tracce architettoniche e urbanistiche di quell’epoca — il Teatro alla Scala, voluto dopo un incendio durante il suo regno, è solo l’esempio più noto — segnano ancora le città del Nord.
5 cose da sapere su Maria Teresa d’Austria
- Non fu mai “imperatrice del Sacro Romano Impero” a titolo proprio: quel titolo lo portarono il marito Francesco I e il figlio Giuseppe II. Lei regnò come arciduchessa e regina, ma il potere reale era suo.
- Ascoltò suonare un Mozart bambino: nel 1762, a Vienna, il piccolo Wolfgang Amadeus si esibì a corte; secondo gli aneddoti tramandati, finì addirittura sulle ginocchia dell’imperatrice.
- Diede il nome a una città austriaca e a una monaca… no, a molto altro: dal “tallero di Maria Teresa”, moneta d’argento usata per secoli come valuta nei commerci dal Medio Oriente all’Africa, al colore “giallo Maria Teresa” di tanti edifici asburgici.
- Fu la madre di Maria Antonietta: la regina di Francia decapitata nel 1793 era la sua figlia più piccola; le sue lettere alla figlia, piene di consigli severi, sono un documento storico prezioso.
- Volontariamente non era un’illuminista radicale: profondamente religiosa, frenò il figlio Giuseppe II su tolleranza e riforme ecclesiastiche, eppure il suo regno fu uno dei più riformatori del secolo. Un paradosso che la rende ancora oggi affascinante per gli storici.

L’eredità
Maria Teresa morì a Vienna nel novembre 1780, dopo quarant’anni di regno. Lasciò un impero più centralizzato, più ricco, con una scuola pubblica avviata e un’amministrazione moderna: le basi su cui lavorarono i figli e che condizionarono la storia dell’Europa centrale fino al Novecento. È ricordata come una delle poche donne ad aver esercitato un potere pieno nell’Europa del Settecento, e come una sovrana capace di coniugare conservazione e modernizzazione.
Per approfondire vita, guerre e riforme è utile la voce “Maria Teresa d’Austria” su Wikipedia. Se ti appassionano i grandi snodi della storia europea, leggi anche 12 maggio 1797: il giorno in cui finì la Repubblica di Venezia.
Domande frequenti
Maria Teresa d’Austria era davvero un’imperatrice?
Era “imperatrice” per titolo onorifico, in quanto moglie e poi madre di imperatori del Sacro Romano Impero. Il suo potere effettivo derivava però dai titoli di Arciduchessa d’Austria e Regina d’Ungheria e Boemia, che esercitò pienamente.
Quanti figli ebbe?
Sedici, avuti dal marito Francesco Stefano di Lorena. Dieci raggiunsero l’età adulta. Tra loro gli imperatori Giuseppe II e Leopoldo II e la regina di Francia Maria Antonietta.
Perché perse la Slesia?
Fu conquistata da Federico II di Prussia all’inizio del suo regno e la Prussia riuscì a tenerla nonostante le guerre successive. Maria Teresa non si rassegnò mai del tutto a quella perdita.
Che rapporto aveva con l’Italia?
Governava direttamente i ducati di Milano e Mantova e influenzava la Toscana attraverso il ramo lorenese. Il suo regno portò in Lombardia importanti riforme, dal catasto all’amministrazione, e un fervore culturale legato all’Illuminismo milanese.
È vero l’aneddoto su Mozart bambino e Maria Teresa?
Mozart si esibì effettivamente alla corte viennese nel 1762; il dettaglio del bambino in braccio all’imperatrice appartiene alla tradizione aneddotica, riportata da fonti dell’epoca ma difficile da verificare nei particolari.
Cos’è il “tallero di Maria Teresa”?
Una moneta d’argento coniata a partire dal Settecento con la sua effigie, diventata così affidabile da essere usata per oltre un secolo come valuta nei commerci internazionali, specie in Africa orientale e nella penisola arabica, ben oltre i confini dell’impero.