Ogni anno, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, gli occhi degli appassionati di tennis si spostano su Parigi e sulla sua celebre terra rossa. Il Roland Garros è il torneo del Grande Slam che premia chi sa unire potenza, pazienza e intelligenza tattica. In questa guida ripercorriamo la storia, le curiosità e le ragioni che rendono unico l’unico Slam giocato sulla terra battuta.
Cos’è il Roland Garros
Il Roland Garros, conosciuto a livello internazionale anche come Open di Francia (French Open), è uno dei quattro tornei del Grande Slam del tennis, insieme agli Australian Open, a Wimbledon e agli US Open. Si disputa ogni anno a Parigi, nell’omonimo complesso sportivo situato nel quartiere di Auteuil, ai margini del Bois de Boulogne.
La sua caratteristica più riconoscibile è la superficie: la terra rossa, o terra battuta. È l’unico torneo del Grande Slam giocato su questo fondo, un dettaglio che ne fa una prova tecnica e fisica del tutto particolare nel calendario tennistico mondiale.
Perché si chiama Roland Garros
Il nome non ha nulla a che vedere con un campione di tennis. Roland Garros era un aviatore e pioniere dell’aviazione francese, primo uomo ad attraversare in volo il Mar Mediterraneo nel 1913. Morì in combattimento durante la Prima guerra mondiale, nel 1918.
Quando, nel 1928, la Francia costruì un nuovo stadio per ospitare la sfida di Coppa Davis contro gli Stati Uniti, lo intitolò proprio a lui. Da allora il torneo porta il nome di una figura simbolo del coraggio e dello spirito francese.

La storia del torneo
Le origini del torneo risalgono al 1891, quando si disputò il primo campionato francese, riservato però ai soli giocatori dei circoli nazionali. Solo nel 1925 la competizione venne aperta ai tennisti stranieri, diventando di fatto un appuntamento internazionale.
Nel corso dei decenni il Roland Garros è cresciuto fino a diventare uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo, capace di consacrare interi periodi del tennis e di entrare nell’immaginario collettivo grazie a sfide leggendarie.
I cosiddetti «Moschettieri»
Negli anni Venti e Trenta il tennis francese visse un’epoca d’oro grazie a quattro giocatori soprannominati i «Quattro Moschettieri»: René Lacoste, Jean Borotra, Henri Cochet e Jacques Brugnon. Proprio a loro è dedicata la Coppa dei Moschettieri, il trofeo consegnato al vincitore del singolare maschile.
La terra rossa: una superficie unica
La terra battuta è una superficie lenta, che rallenta la palla e produce rimbalzi più alti rispetto al cemento o all’erba. Questo favorisce scambi lunghi e premia i giocatori dotati di grande resistenza fisica, capacità di costruzione del punto e abilità nello scivolamento.
Vincere sulla terra rossa richiede una combinazione rara di doti: pazienza, gioco di gambe e una tenuta mentale che permetta di reggere partite spesso interminabili. Non a caso, molti grandi campioni del cemento hanno trovato proprio qui il loro limite.
Perché è considerato il più «fisico» degli Slam
Gli scambi prolungati e il caldo dell’inizio dell’estate parigina rendono il Roland Garros una prova durissima. Le partite al meglio dei cinque set nel tabellone maschile possono durare diverse ore, mettendo alla prova non solo la tecnica ma anche la condizione atletica e la lucidità dei giocatori.

I campioni che hanno fatto la storia
Il Roland Garros ha incoronato alcuni dei più grandi tennisti di sempre. Tra le donne, nomi come Chris Evert e Steffi Graf hanno dominato per stagioni intere. Tra gli uomini, il torneo è legato a doppio filo a una serie impressionante di trionfi che hanno ridefinito il concetto stesso di specialista della terra.
Negli ultimi vent’anni la competizione è stata teatro di duelli memorabili, capaci di tenere incollati allo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo e di trasformare la domenica della finale in un appuntamento imperdibile.
Il tennis italiano e il Roland Garros
Per l’Italia il torneo parigino ha un valore speciale. Nel 1976 Adriano Panatta conquistò il titolo, regalando al Paese il primo trionfo Slam dell’Era Open. Da allora il Roland Garros è rimasto nel cuore degli appassionati italiani come il luogo di un’impresa storica.
Negli anni più recenti il tennis azzurro è tornato protagonista ad alti livelli, con giocatori capaci di raggiungere le fasi decisive del torneo e di riportare l’Italia nell’élite del tennis mondiale, sia nel maschile sia nel femminile.
Come funziona il torneo
Il Roland Garros si svolge nell’arco di due settimane e prevede i tabelloni di singolare e doppio, maschili e femminili, oltre alle competizioni giovanili e a quelle riservate agli atleti in carrozzina. Il tabellone principale di singolare conta 128 giocatori.
Le partite del singolare maschile si giocano al meglio dei cinque set, quelle femminili al meglio dei tre. Il campo centrale, il Court Philippe-Chatrier, è il cuore del torneo: oggi è dotato di un tetto retrattile che permette di proseguire il gioco anche in caso di pioggia. Per approfondire la cronologia completa delle edizioni si può consultare la voce dedicata all’Open di Francia su Wikipedia.

Curiosità sul Roland Garros
Tra le particolarità del torneo c’è la cosiddetta «insalatiera» dei trofei, dal nome popolare dato ad alcune coppe del tennis. Caratteristico è anche il colore della terra: il rosso intenso deriva da un sottile strato di mattone tritato steso sopra strati di pietra e ghiaia.
Parigi in questo periodo è anche una meta turistica ambitissima: se sogni un viaggio nella capitale francese, può interessarti la nostra guida alle destinazioni di tendenza del 2026.
Domande frequenti sul Roland Garros
Dove si gioca il Roland Garros?
Il torneo si disputa a Parigi, nello stadio Roland Garros situato nel quartiere di Auteuil, vicino al Bois de Boulogne.
Perché si gioca sulla terra rossa?
La terra battuta è la superficie storica del torneo. È un fondo lento che favorisce scambi lunghi e premia resistenza e tattica, rendendo il Roland Garros unico tra gli Slam.
Quanto dura il torneo?
Il Roland Garros si svolge nell’arco di circa due settimane, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.
Chi è stato il primo italiano a vincerlo?
Adriano Panatta vinse il singolare maschile nel 1976, conquistando il primo titolo dello Slam per l’Italia nell’Era Open.
Qual è il trofeo del singolare maschile?
Il vincitore riceve la Coppa dei Moschettieri, dedicata ai quattro storici campioni francesi degli anni Venti e Trenta.
Da chi prende il nome il torneo?
Dal pioniere dell’aviazione francese Roland Garros, primo a sorvolare il Mediterraneo nel 1913, a cui fu intitolato lo stadio nel 1928.