5 cose su Le Corbusier, padre dell’architettura moderna

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Case bianche su pilastri, finestre a nastro, tetti trasformati in giardini: l’architettura del Novecento porta la firma di Le Corbusier. Pioniere del movimento moderno, divise e affascinò con idee radicali sul modo di costruire e di abitare. Il 10 giugno 1959, a Tokyo, apriva un museo da lui progettato, oggi patrimonio dell’umanità. Ecco cinque cose sorprendenti su una delle figure più influenti dell’architettura.

Chi era Le Corbusier

Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret (1887-1965), è stato architetto, urbanista, pittore e teorico di origine svizzera, naturalizzato francese. È considerato uno dei padri dell’architettura moderna, accanto a figure come Frank Lloyd Wright e Ludwig Mies van der Rohe.

La sua opera ha attraversato gran parte del Novecento, lasciando edifici, progetti urbanistici e scritti che ancora oggi si studiano nelle scuole di architettura di tutto il mondo.

5 cose sorprendenti su Le Corbusier

1. Si inventò un nome d’arte

Charles-Édouard Jeanneret adottò lo pseudonimo “Le Corbusier” all’inizio degli anni Venti, ispirandosi a un cognome di famiglia. Era una pratica comune negli ambienti artistici dell’epoca e contribuì a costruire la sua immagine pubblica di innovatore.

2. Formulò i “cinque punti” dell’architettura

Le Corbusier sintetizzò la sua idea di edificio moderno in cinque principi: i pilastri (pilotis) che sollevano la casa da terra, il tetto-giardino, la pianta libera, la facciata libera e la finestra a nastro orizzontale. Sono regole che hanno influenzato profondamente il modo di progettare nel XX secolo.

Linee pulite e volumi: l'eredità dell'architettura moderna
Linee pulite e volumi: l’eredità dell’architettura moderna — foto di Ulises Peña su Pexels

3. Definì la casa “una macchina per abitare”

Una delle sue frasi più celebri descrive la casa come “una macchina per abitare”. Non intendeva un luogo freddo o disumano, ma un’abitazione progettata con la stessa razionalità con cui si costruisce un oggetto efficiente, al servizio dei bisogni di chi ci vive.

4. Inventò un sistema di misure umane

Le Corbusier sviluppò il “Modulor”, un sistema di proporzioni basato sulle misure del corpo umano e sulla sezione aurea. L’obiettivo era progettare spazi e oggetti su misura d’uomo, armonizzando architettura e dimensioni naturali.

5. Diciassette sue opere sono patrimonio dell’umanità

Nel 2016 l’UNESCO ha inserito nella lista del patrimonio mondiale diciassette opere di Le Corbusier sparse in vari Paesi, tra cui il Museo nazionale d’arte occidentale di Tokyo, inaugurato il 10 giugno 1959. Un riconoscimento al suo contributo globale all’architettura.

Linee pulite e volumi: l'eredità dell'architettura moderna
Linee pulite e volumi: l’eredità dell’architettura moderna — foto di Paolo Continetto su Pexels

Le opere più celebri

Tra i suoi progetti più noti ci sono Villa Savoye, vicino a Parigi, manifesto dei suoi cinque punti; l’Unité d’habitation di Marsiglia, un enorme edificio residenziale pensato come una piccola città verticale; e la cappella di Ronchamp, dalle forme curve e scultoree, molto diversa dalle sue architetture più rigorose.

L’urbanista e le sue idee discusse

Le Corbusier non progettò solo edifici, ma intere città. Le sue teorie urbanistiche, basate su grandi torri immerse nel verde e ampie strade, hanno influenzato la pianificazione del dopoguerra. Sono anche tra gli aspetti più discussi della sua eredità: alcune applicazioni di quelle idee hanno mostrato limiti evidenti nella vita reale dei quartieri.

Il pittore dietro l’architetto

Spesso si dimentica che Le Corbusier fu anche pittore e teorico dell’arte. Con il movimento del “purismo” cercò un linguaggio visivo essenziale, e la sua attività pittorica accompagnò sempre il lavoro di architetto, alimentandone la ricerca sulle forme e i colori.

Perché Le Corbusier conta ancora

Le sue intuizioni hanno plasmato il paesaggio urbano contemporaneo: dai palazzi su pilotis ai tetti vivibili, molte soluzioni che oggi diamo per scontate nascono dalle sue ricerche. Studiarlo significa capire come è cambiato il modo di costruire e di immaginare le città.

Se ti interessa l’architettura del Novecento, leggi anche il nostro ritratto di Frank Lloyd Wright.

Linee pulite e volumi: l'eredità dell'architettura moderna
Linee pulite e volumi: l’eredità dell’architettura moderna — foto di Scott Webb su Pexels

Domande frequenti

Qual era il vero nome di Le Corbusier?

Charles-Édouard Jeanneret. “Le Corbusier” era uno pseudonimo adottato negli anni Venti.

Quali sono i cinque punti dell’architettura?

Pilastri (pilotis), tetto-giardino, pianta libera, facciata libera e finestra a nastro orizzontale.

Cosa significa “macchina per abitare”?

È un’espressione di Le Corbusier per indicare una casa progettata in modo razionale ed efficiente, al servizio di chi la abita.

Cos’è il Modulor?

Un sistema di proporzioni basato sulle misure del corpo umano e sulla sezione aurea, usato per progettare spazi a misura d’uomo.

Quali sue opere sono patrimonio UNESCO?

Dal 2016 diciassette opere in vari Paesi, tra cui il Museo nazionale d’arte occidentale di Tokyo, inaugurato il 10 giugno 1959.

Le Corbusier era solo architetto?

No: fu anche urbanista, pittore e teorico dell’arte, con un’intensa attività pittorica accanto a quella di progettista.

Fonte: Wikipedia – Le Corbusier.