Le querce assorbono CO2 più a lungo del previsto: lo studio

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Le querce continuano ad assorbire anidride carbonica anche quando hanno smesso di crescere: lo indica uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances. Il risultato è interessante, ma va letto con attenzione, perché non significa necessariamente che gli alberi immagazzinino più carbonio. Vediamo cosa hanno scoperto i ricercatori e perché è importante.

Cosa dice lo studio

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Science Advances ha analizzato il comportamento delle querce, mostrando che questi alberi possono continuare la fotosintesi, e quindi assorbire anidride carbonica, anche dopo aver interrotto la crescita del legno. In altre parole, la cattura del carbonio attraverso le foglie e la produzione di nuovo legno non sono così strettamente legate come si tendeva a pensare. Lo studio è stato guidato da Mukund Palat Rao, ricercatore del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University.

Come è stata condotta la ricerca

Per arrivare a queste conclusioni gli studiosi hanno combinato più fonti di dati: immagini satellitari, misurazioni dell’anidride carbonica a livello delle chiome, sensori applicati agli alberi in grado di rilevare minime variazioni nel diametro del tronco e registrazioni degli anelli di crescita che risalgono fino al 1950. L’analisi ha riguardato querce distribuite in 137 siti tra la parte orientale degli Stati Uniti e la California. L’incrocio di dati così diversi rende il quadro più solido rispetto a un’unica misurazione.

Bosco di querce con luce che filtra tra le foglie
La ricerca ha analizzato querce in 137 siti tra Stati Uniti orientali e California.

Crescita e fotosintesi: due processi distinti

Uno dei punti centrali dello studio è la distinzione tra due processi che spesso vengono confusi. La fotosintesi è il meccanismo con cui la pianta cattura l’anidride carbonica e la trasforma in zuccheri usando la luce del Sole. La crescita del legno è invece il processo con cui parte di quel carbonio viene incorporato stabilmente nel tronco e nei rami. La ricerca mostra che i due fenomeni possono seguire calendari diversi.

I dati nell’est degli Stati Uniti

Secondo lo studio, nelle querce dei siti orientali la crescita avveniva soprattutto tra maggio e luglio, ma la fotosintesi proseguiva fino a ottobre inoltrato. In questa situazione, circa il 36% dell’assorbimento annuale di carbonio si verificava dopo che la crescita si era già fermata, a fine estate.

I dati in California

Nei siti californiani gli alberi crescevano da dicembre ad aprile, con un rallentamento a metà estate e uno stop entro agosto, mentre la fotosintesi continuava. Qui circa il 26% dell’assorbimento annuale di carbonio avveniva dopo la fine della crescita.

Perché non significa “più carbonio immagazzinato”

Qui sta il punto più delicato, da leggere senza sensazionalismo. Il fatto che le querce assorbano anidride carbonica più a lungo non implica automaticamente che immagazzinino più carbonio a lungo termine. Se quel carbonio non viene trasformato in nuovo legno, non si accumula in modo stabile nell’albero. Gli autori sottolineano proprio questo disaccoppiamento: un maggiore assorbimento non si traduce necessariamente in una maggiore quantità di legno prodotto.

Tronco e corteccia di una quercia secolare
Fotosintesi e crescita del legno possono seguire calendari diversi.

Le implicazioni per i modelli climatici

Questa distinzione ha conseguenze importanti per le previsioni sul ruolo delle foreste nel contrastare i cambiamenti climatici. Molti modelli assumono un legame stretto tra fotosintesi e accumulo di carbonio nel legno. Se questo legame è più debole del previsto, alcune stime su quanto carbonio le foreste potranno immagazzinare in un futuro più caldo e arido potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche. Va precisato che si tratta di un ambito in cui la ricerca è in continua evoluzione: sono indicazioni preziose, non verità definitive.

Cosa possiamo imparare dalle querce

Al di là dei tecnicismi, lo studio ci ricorda che gli alberi sono organismi complessi, il cui funzionamento non è ancora del tutto compreso. La crescita dipende da molti fattori, tra cui la disponibilità di acqua: in condizioni di siccità la pianta può continuare a catturare carbonio ma rallentare la costruzione di nuovo legno. Comprendere questi meccanismi è essenziale per gestire in modo più consapevole boschi e foreste.

Foresta di alberi ad alto fusto vista dal basso
Le foreste restano alleate del clima, ma il loro contributo va misurato con precisione.

Un invito alla cautela e alla curiosità

Ricerche come questa mostrano quanto sia importante non semplificare troppo il rapporto tra natura e clima. Le foreste restano alleate fondamentali, ma il loro contributo va misurato con precisione, evitando sia l’allarmismo sia l’eccessivo ottimismo. Se ti affascina il funzionamento nascosto degli alberi, puoi leggere anche il nostro articolo sul Wood Wide Web. Lo studio originale è consultabile su Science Advances.

Domande frequenti sullo studio delle querce

Le querce assorbono davvero più CO2 del previsto?

Lo studio indica che continuano ad assorbire anidride carbonica anche dopo aver smesso di crescere. Questo non significa però che immagazzinino automaticamente più carbonio in modo stabile.

Dove è stato pubblicato lo studio?

Sulla rivista scientifica Science Advances. La ricerca è stata guidata da Mukund Palat Rao del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University.

Come hanno fatto i ricercatori a scoprirlo?

Combinando immagini satellitari, misurazioni della CO2 nelle chiome, sensori sui tronchi e anelli di crescita, su 137 siti tra Stati Uniti orientali e California.

Qual è la differenza tra fotosintesi e crescita del legno?

La fotosintesi cattura l’anidride carbonica; la crescita del legno è il processo con cui parte di quel carbonio viene fissato stabilmente nel tronco. Lo studio mostra che possono avere tempi diversi.

Cosa cambia per la lotta ai cambiamenti climatici?

Se il legame tra fotosintesi e accumulo di legno è più debole del previsto, alcune stime sul carbonio immagazzinabile dalle foreste future potrebbero essere troppo ottimistiche. Sono però risultati da approfondire.

Si tratta di risultati definitivi?

No. Sono indicazioni importanti che, come sempre nella scienza, andranno confermate e affinate da ulteriori ricerche.