5 cose sorprendenti sull’arcobaleno

Condividi l'articolo

Un arco di colori che compare dopo la pioggia sembra la cosa più semplice del mondo, eppure l’arcobaleno nasconde una fisica sorprendente e qualche verità che quasi nessuno conosce. Non è davvero un oggetto nel cielo e, in un certo senso, ognuno vede il proprio. Ecco cinque cose sorprendenti sull’arcobaleno, spiegate in modo semplice.

Come nasce un arcobaleno

L’arcobaleno si forma quando la luce del Sole attraversa milioni di goccioline d’acqua sospese nell’aria, di solito dopo la pioggia. La luce bianca del Sole, che sembra incolore, è in realtà composta da tutti i colori. Entrando in una goccia, la luce rallenta, si piega e viene separata nelle sue diverse componenti.

All’interno della goccia i colori si riflettono e poi escono con angoli leggermente diversi. Il risultato è l’arco luminoso che vediamo, con il rosso all’esterno e il violetto all’interno. Per una spiegazione più tecnica del fenomeno si può consultare la voce dedicata su Wikipedia.

1. L’arcobaleno non è un oggetto e non ha una posizione fissa

Contrariamente a quanto sembra, l’arcobaleno non si trova in un punto preciso del cielo. Non è un oggetto che possiamo raggiungere: è un effetto ottico che dipende dalla posizione del Sole, dalle gocce d’acqua e, soprattutto, dai nostri occhi.

Ecco perché è impossibile arrivare “sotto” un arcobaleno o toccarne l’estremità. Se ci spostiamo, l’arcobaleno si sposta con noi, perché cambia l’angolo con cui la luce raggiunge il nostro sguardo.

Arcobaleno su un paesaggio verde
L’arcobaleno nasce dalla luce che attraversa le gocce d’acqua

2. Ogni persona vede il proprio arcobaleno

Può sembrare incredibile, ma due persone vicine non vedono mai esattamente lo stesso arcobaleno. Ognuno lo osserva grazie a un insieme diverso di goccioline, quelle che si trovano nell’angolo giusto rispetto ai suoi occhi.

In pratica l’arcobaleno che ammiriamo è “costruito” apposta per il nostro punto di vista. Anche in una foto, ciò che vediamo dipende dalla posizione esatta dell’obiettivo. È un fenomeno personale, unico per ciascun osservatore.

3. In realtà è un cerchio completo

Da terra vediamo solo un arco, ma l’arcobaleno è in realtà un cerchio completo. Non lo percepiamo intero perché l’orizzonte e il suolo ne nascondono la parte inferiore. La luce, infatti, viene rinviata verso di noi da tutte le gocce disposte lungo quel cerchio ideale.

Chi vola in aereo o si trova su una montagna alta, in condizioni favorevoli, può talvolta osservare l’arcobaleno come un anello intero. È la prova che l’arco che vediamo dal basso è solo una porzione della figura completa.

Arco di colori dell'arcobaleno nel cielo
Ogni persona osserva un arcobaleno leggermente diverso

4. A volte compare un secondo arcobaleno

Capita di vedere, sopra l’arcobaleno principale, un secondo arco più tenue: è il cosiddetto arcobaleno secondario. Si forma quando la luce si riflette due volte all’interno delle gocce prima di uscire.

Questa doppia riflessione ha un effetto curioso: nel secondo arco l’ordine dei colori è invertito rispetto al primo. Tra i due archi, inoltre, il cielo appare spesso più scuro, in una fascia chiamata “banda di Alessandro”, dal nome dello studioso antico che la descrisse.

5. Non serve sempre la pioggia

Anche se lo associamo ai temporali, l’arcobaleno può nascere ogni volta che ci sono goccioline d’acqua e luce con l’angolo giusto. Può comparire vicino a una cascata, sotto gli spruzzi di una fontana o persino nel getto di un tubo da giardino in una giornata di sole.

Esistono poi archi luminosi provocati non dalle gocce di pioggia, ma dalla nebbia o dalla luce della Luna. Sono più rari e delicati, ma dimostrano quanto sia vario e affascinante il gioco tra luce e acqua nell’atmosfera.

Doppio arcobaleno sopra la campagna
A volte compare un secondo arcobaleno con i colori invertiti

Perché i colori sono sempre nello stesso ordine

La sequenza dei colori dell’arcobaleno non è casuale: dipende da quanto ciascun colore viene piegato attraversando l’acqua. Il violetto è deviato di più, il rosso di meno, e questo determina la loro posizione lungo l’arco. Per questo l’ordine appare sempre uguale, dal rosso più esterno al violetto più interno.

Comprendere questo meccanismo aiuta a guardare il cielo con occhi diversi. La luce che ci sembra semplice nasconde una ricchezza sorprendente, come raccontiamo anche spiegando perché il Sole non è davvero giallo.

Domande frequenti sull’arcobaleno

Perché l’arcobaleno ha la forma di un arco?

Perché la luce viene rinviata dalle gocce con un angolo preciso, formando un cerchio ideale attorno al punto opposto al Sole. Da terra ne vediamo solo la parte superiore, cioè l’arco.

È possibile raggiungere la fine di un arcobaleno?

No. L’arcobaleno non è un oggetto in un luogo fisso, ma un effetto ottico che dipende dalla nostra posizione. Se ci muoviamo, si sposta con noi.

Perché a volte si vedono due arcobaleni?

Il secondo arco, più tenue, si forma quando la luce si riflette due volte dentro le gocce. In questo arcobaleno secondario l’ordine dei colori appare invertito.

Due persone vedono lo stesso arcobaleno?

Non esattamente. Ciascuno lo osserva grazie a gocce diverse, quelle nell’angolo giusto rispetto ai propri occhi, quindi ognuno vede il proprio arcobaleno.

Serve per forza la pioggia?

No. Bastano goccioline d’acqua e luce con l’angolo adatto: un arcobaleno può nascere presso cascate, fontane o spruzzi, e in rari casi anche con la nebbia o la luce lunare.

Perché i colori sono sempre nello stesso ordine?

Perché ogni colore viene deviato in modo diverso attraversando l’acqua: il rosso meno, il violetto di più. Questo fissa la loro posizione lungo l’arco.